

L’operazione punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari e, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, potrebbe tradursi nella più grande IPO di sempre, con una valutazione implicita vicina a 1,75 trilioni di dollari.
Anche in Italia l’interesse è in forte crescita, come mostrano i dati di Google Trends, segnale di un’attenzione sempre più alta verso questo possibile debutto in Borsa.
In questo scenario, capire cosa aspettarsi prima del suono della campanella diventa fondamentale per chi vuole arrivare preparato al momento del trading.
Prima di analizzare i fondamentali, vale la pena partire dai dati che contano davvero per comprendere la portata dell’operazione.
L’IPO di SpaceX è attesa per il 12 giugno 2026 sul Nasdaq, con una raccolta target di 75 miliardi di dollari, un livello che la proietterebbe direttamente nella storia dei mercati.
Il prezzo indicativo è fissato a 135 dollari per azione, sulla base di un post-split 5:1, mentre la valutazione implicita dell’azienda si aggirerebbe intorno a 1,75 trilioni di dollari.
Per chi vuole muoversi con anticipo, il titolo è già osservato anche nel mercato grigio tramite CFD, con Pepperstone che segnala accesso pre-listing su SpaceX.
• Data di quotazione prevista: 12 giugno 2026, sul Nasdaq.
• Raccolta target: 75 miliardi di dollari, con potenziale record storico assoluto.
• Prezzo indicativo per azione: 135 dollari, calcolato su base post-split 5:1.
• Valutazione aziendale implicita: circa 1,75 trilioni di dollari.
• Accesso anticipato al mercato: già disponibile tramite CFD sul mercato grigio offerto da Pepperstone.

Negli ultimi tre mesi, l’interesse degli utenti italiani per la keyword “SpaceX IPO” su Google Trends è cresciuto in modo evidente, passando da livelli inizialmente quasi nulli a una domanda stabile e sempre più strutturata.
Il trend ha seguito da vicino le tappe chiave dell’operazione: dalle prime indiscrezioni sul filing riservato alla SEC, alla conferma del prospetto S-1, fino alla quotazione attesa sul Nasdaq per il 12 giugno 2026.
La progressione delle ricerche mostra un interesse informato, alimentato da notizie concrete su calendario, pricing e dimensioni dell’operazione, più che da un semplice entusiasmo momentaneo. In altre parole, la SpaceX IPO sta attirando l’attenzione di investitori e trader italiani con una consapevolezza sempre maggiore del suo potenziale di mercato.
• Fine marzo (interesse ~25/100): diffusione delle prime indiscrezioni sul filing riservato alla SEC.
• Inizio aprile (interesse ~38/100): Bloomberg conferma il filing e l’attivazione di un syndicate di 21 banche noto come “Project Apex”.
• Metà maggio (interesse ~20/100): il Wall Street Journal svela il prezzo di 135 dollari per azione e annuncia lo split azionario 5:1.
• Settimana del 20 maggio (picco massimo 100/100): SpaceX deposita pubblicamente il prospetto S-1.
• Inizio giugno (interesse ~70-75/100): conferma del listing sul Nasdaq per il 12 giugno e forte domanda registrata durante il roadshow.
Questo livello eccezionalmente alto e persistente segnala una forte domanda informata da parte degli investitori italiani, ben lontana da un semplice hype mediatico passeggero.
Con la pubblicazione dei bilanci, gli investitori hanno finalmente accesso ai numeri reali di SpaceX, un passaggio che offre una lettura molto più chiara sulla solidità operativa e sulla traiettoria di crescita del gruppo aerospaziale.
I dati mostrano un’espansione impressionante: i ricavi totali sono saliti da 14,1 miliardi di dollari nel 2024 a 18,7 miliardi nel 2025, con una crescita annua del 33%.
Nello stesso periodo, l’EBITDA rettificato ha raggiunto 6,6 miliardi di dollari, mentre la perdita netta GAAP si è attestata a 4,94 miliardi di dollari.
Anche l’attività operativa evidenzia un forte slancio: i lanci orbitali sono aumentati del 31%, passando da circa 130 nel 2024 a 170 nel 2025, mentre la massa portata in orbita è cresciuta del 30%, da circa 1.700 tonnellate a 2.213 tonnellate. Resta però rilevante il dato sul deficit accumulato, che nel 2025 ha toccato i 41,3 miliardi di dollari.
Il divario tra EBITDA positivo e perdita netta GAAP riflette soprattutto componenti non monetarie e costi strutturali ancora pesanti, come le stock-based compensation, gli ammortamenti legati alla rete Starlink e gli investimenti in conto capitale destinati all’infrastruttura di intelligenza artificiale.
Sul fronte finanziario, il primo vero stress test per SpaceX dopo l’IPO sarà il rimborso di un prestito ponte da 20 miliardi di dollari, previsto entro sei mesi dalla quotazione.
• Ricavi totali: da 14,1 miliardi di dollari nel 2024 a 18,7 miliardi nel 2025, pari a un +33% annuo.
• EBITDA rettificato 2025: 6,6 miliardi di dollari.
• Perdita netta GAAP 2025: -4,94 miliardi di dollari.
• Lanci orbitali: +31%, da circa 130 nel 2024 a 170 nel 2025.
• Massa in orbita: +30%, da circa 1.700 tonnellate a 2.213 tonnellate.
• Deficit accumulato 2025: -41,3 miliardi di dollari.
Il forte divario tra perdita netta GAAP ed EBITDA positivo è attribuibile a costi non cash nel breve periodo, come le stock-based compensation, i rilevanti ammortamenti legati alla costellazione Starlink e le spese in conto capitale destinate all’infrastruttura di intelligenza artificiale.
Attenzione al debito: il primo vero stress test per l’azienda post-IPO sarà il rimborso di un prestito ponte da 20 miliardi di dollari, che dovrà essere saldato entro sei mesi dalla quotazione.

Acquistare azioni SpaceX direttamente in sede di IPO può risultare complesso per gli investitori retail italiani ed europei. In genere, infatti, è necessario disporre di un broker autorizzato a operare sul Nasdaq con accesso alle IPO, mentre le allocazioni per i piccoli investitori sono spesso molto limitate. A ciò si aggiungono i possibili vincoli di liquidità legati ai periodi di lock-up successivi alla quotazione e il rischio di cambio EUR/USD, dato che il titolo è espresso in dollari.
Per questo motivo, molti trader europei scelgono i CFD, i Contratti per Differenza. In questo contesto, Pepperstone offre la possibilità di operare su SpaceX già nelle fasi di mercato privato, permettendo di anticipare l’esposizione sul titolo prima della quotazione ufficiale al Nasdaq. La soluzione consente inoltre di aprire posizioni sia al rialzo sia al ribasso, con spread competitivi e accesso tramite MT4, MT5, TradingView o cTrader, nel rispetto delle tutele previste dalla normativa ESMA/MiFID II, inclusa la protezione dal saldo negativo.
• Necessità di un broker abilitato a operare sul Nasdaq con accesso alle IPO.
• Allocazioni estremamente limitate per i piccoli investitori in un’offerta di queste dimensioni.
• Possibili limitazioni alla liquidità per effetto dei periodi di lock-up post-IPO.
• Rischio di cambio EUR/USD, legato alla quotazione in dollari.
I CFD possono rappresentare una soluzione pratica per esporsi a SpaceX tramite Pepperstone, con operatività prima della quotazione, possibilità di andare long o short, accesso alle principali piattaforme e protezione dal saldo negativo prevista da ESMA/MiFID II.
Se hai intenzione di esporti alla volatilità di questa IPO, è fondamentale tenere sotto stretto controllo alcuni elementi decisivi.
Il primo è l’annuncio del prezzo definitivo dell’11 giugno, che verrà comunicato la sera, al termine del roadshow: una domanda particolarmente elevata potrebbe spingere la valutazione ben oltre i 135 dollari indicativi.
Il secondo è la volatilità del debutto del 12 giugno, perché il primo giorno di negoziazione è storicamente caratterizzato da movimenti molto ampi e da gap di prezzo anche significativi rispetto al collocamento iniziale. Pesa anche il contesto dell'indice su cui avviene il debutto: per inquadrare la fase attuale dei mercati tech puoi consultare il nostro Report Previsionale Nasdaq 100.
Il terzo elemento riguarda l’impatto di Starlink, il segmento più prevedibile in termini di ricavi, per il quale ARPU e penetrazione degli abbonati saranno metriche da osservare con attenzione.
Infine, resta centrale la gestione del debito da 20 miliardi, visto che la capacità di estinguere il prestito ponte nei sei mesi successivi al listing sarà cruciale per valutare la solidità del titolo nel medio termine.
La nota operativa resta importante: nelle prime ore di contrattazione post-IPO, i CFD tendono spesso a mostrare spread più ampi per effetto della bassa liquidità, quindi è sempre opportuno verificare su Pepperstone margini e condizioni prima di posizionarsi a mercato.
• L’annuncio del prezzo definitivo dell’11 giugno: potrebbe spingere il valore oltre i 135 dollari indicativi.
• La volatilità del debutto del 12 giugno: il primo giorno di negoziazione può generare movimenti molto ampi.
• L’impatto di Starlink: ARPU e penetrazione degli abbonati saranno metriche fondamentali.
• La gestione del debito da 20 miliardi: il rimborso del prestito ponte sarà un test chiave per il medio termine.
Durante le prime ore di contrattazione post-IPO, i CFD tendono a presentare spread più ampi per via della bassa liquidità. È quindi consigliabile verificare sempre sulla piattaforma Pepperstone margini e condizioni prima di entrare a mercato.

Avviso sui Rischi
I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 76,6% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro facendo trading di CFD con Pepperstone. Assicurati di aver compreso appieno il funzionamento dei CFD e di poterti permettere l’alto rischio di perdere il tuo capitale.
Disclaimer: questo articolo è a scopo puramente informativo e non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, una raccomandazione di investimento o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le performance passate non garantiscono risultati futuri. Pepperstone declina ogni responsabilità per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo dei dati qui riportati.