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Oro record, rally tech e attese per le mosse delle banche centrali

Sante Pellegrino
Sante Pellegrino
Trader Professionista, Formatore Bancario e Imprenditore Finanziario
29 set 2025
Share
Oro ai massimi e crescita mondiale stimata dall’OCSE al 3,2% , il 2025 si presenta come un anno cruciale per l’economia globale che resta sorprendentemente solida, nonostante fattori destabilizzanti come inflazione persistente, guerre commerciali e tensioni geopolitiche.

Negli Stati Uniti il PIL corre al 2%, con una Federal Reserve orientata al taglio tassi entro fine anno, mentre l’Europa si muove più lentamente (+1,2%) con la BCE ancora cauta. In Asia, la Cina rallenta ma accumula scorte strategiche di commodities, sostenendo così i mercati delle materie prime.

L’inflazione globale si riduce al 4,4%, ma salari e supply chain mantengono la pressione. I rischi geopolitici — incluse nuove tariffe tra USA e Cina e i conflitti in Medio Oriente — alimentano uno scenario dinamico, perfetto per trader rapidi e attenti.

Big Tech e trimestrali: le stelle di Wall Street

Le trimestrali USA, a giugno 2025, hanno fotografano un’economia trainata dal boom dell’intelligenza artificiale. 

Tra i migliori titoli Tech Nvidia che tocca i 4 trilioni di market cap, superando Apple e Microsoft. 

Le guidance restano solide: e le trimesttrali di ottobre si preannunziano positive, utile per azione stimato a 1,76 $ previsto per Apple (il precedente era 1,56 a giugno 2025), 3,65 dollari per Microsoft (in linea con il precedente) e 1,24 dollari per Nvidia ancora in crescita di utili e EPS.

I settori in trend sono chiari: tecnologie AI (+20%), cloud computing e semiconduttori.

 

I migliori titoli del trimestre estivo 2025

Google +42%

Negli ultimi sei mesi, il titolo Apple ha attraversato una fase di mercato particolarmente articolata, alternando momenti di forte volatilità a periodi di consolidamento. L’analisi tecnica evidenzia segnali contrastanti, che meritano attenzione da parte degli investitori alla ricerca di indicazioni operative.

Dopo una brusca correzione tra fine marzo e inizio aprile 2025, il titolo ha avviato una progressiva risalita, culminata in nuovi massimi a settembre. Il movimento rialzista ha trovato supporto in volumi crescenti, in particolare il 19 settembre, quando un picco significativo ha accompagnato un’accelerazione dei prezzi. Tuttavia, il superamento della soglia dei 255–257 dollari si è rivelato ostico, con il titolo incapace di consolidare sopra tale livello.

L’analisi delle medie mobili a 14 e 50 giorni mostra una situazione di equilibrio instabile. La media a 14 giorni, più sensibile alle variazioni di prezzo, oscilla attorno a quella a 50 giorni, suggerendo una fase di indecisione. Questo incrocio potrebbe preludere a un breakout direzionale, ma al momento non si registrano conferme sufficienti.

I volumi di scambio rappresentano un indicatore chiave per valutare la forza dei movimenti. Il forte incremento registrato durante il ribasso di aprile e il rally di settembre suggerisce l’intervento di operatori istituzionali. Negli ultimi giorni, invece, i volumi si sono ridotti, segnalando una possibile fase di attesa o consolidamento.

Le escursioni giornaliere sono aumentate nelle ultime settimane, indicando una maggiore volatilità. Tuttavia, non emergono pattern grafici chiari né figure di candele giapponesi che suggeriscano inversioni o continuazioni di trend. Alcuni segnali di “engulfing” e candele con lunghe ombre testimoniano l’incertezza del mercato, ma non offrono indicazioni operative robuste.

Sul fronte dei livelli chiave, il supporto principale si colloca nella fascia 225–226 dollari, che ha più volte contenuto le discese. La resistenza più evidente è tra 255 e 257 dollari, dove il titolo ha incontrato ostacoli significativi. Un livello intermedio di resistenza si può individuare intorno ai 246–247 dollari. Il superamento deciso di queste soglie potrebbe rappresentare un segnale di forza per il proseguimento del trend rialzista.

L’indicatore RSI a 14 giorni si mantiene in area neutra, tra 55 e 60, senza segnalare condizioni di ipercomprato o ipervenduto. Questo conferma l’assenza di pressioni estreme, con il titolo in una fase di equilibrio tra domanda e offerta.

L’applicazione di una retta di regressione lineare ai prezzi di chiusura evidenzia una pendenza positiva, seppur contenuta. Il trend di fondo appare quindi moderatamente rialzista, compatibile con una fase di consolidamento dopo il recupero dei mesi precedenti.

In sintesi, il titolo Apple si trova in una fase di transizione. Dopo aver recuperato terreno, il mercato sembra attendere nuovi catalizzatori per definire la direzione futura. Gli investitori dovrebbero monitorare con attenzione i volumi, le medie mobili e i livelli tecnici per cogliere eventuali segnali di breakout o inversione. 

 

Apple

Tesla +35.71%

Il titolo Tesla Inc. ha attraversato negli ultimi sei mesi una fase di mercato particolarmente instabile, caratterizzata da forti oscillazioni e cambi di direzione. L’analisi tecnica aggiornata al 26 settembre 2025 evidenzia una dinamica complessa, ma anche segnali di ripresa che meritano attenzione da parte degli investitori.

A partire da fine marzo, Tesla si trovava in una fase di correzione, dopo un precedente calo. Tra aprile e maggio si è registrata una ripresa, seguita da una fase laterale fino a giugno. Da quel momento, il titolo ha avviato un nuovo movimento ribassista, culminato con un test dei minimi. Tuttavia, da metà luglio in poi, si è osservata una decisa inversione, con una progressiva accelerazione rialzista nel mese di settembre.

La seconda metà del periodo analizzato è stata contraddistinta da una maggiore propensione alla volatilità, con escursioni giornaliere significative tra apertura e chiusura. I volumi di scambio sono aumentati sensibilmente, soprattutto a settembre, accompagnando la spinta rialzista. Questo incremento suggerisce un rinnovato interesse da parte del mercato, ma anche una fase di transizione che potrebbe preludere a nuovi movimenti direzionali.

L’analisi delle medie mobili a 14 e 50 giorni mostra un segnale positivo nel breve termine: la media a 14 giorni si è posizionata sopra quella a 50 giorni, indicando un possibile rafforzamento del trend. Tuttavia, la conferma di questa tendenza richiede ulteriori verifiche nei prossimi giorni.

L’RSI a 14 giorni si trova attualmente in zona di ipercomprato, sopra il livello 70. Questo suggerisce che il titolo potrebbe essere temporaneamente sopravvalutato, con il rischio di una fase di consolidamento o di correzione tecnica.

Pur non emergendo pattern grafici dominanti, alcune candele giapponesi meritano attenzione. La presenza di corpi ampi e ombre ridotte indica una forte direzionalità del mercato. L’analisi della sequenza delle candele può offrire spunti utili per individuare eventuali segnali di inversione o di continuazione del trend.

L’identificazione di aree di supporto e resistenza è fondamentale per comprendere i possibili punti di svolta del titolo. Attualmente, si evidenziano:

  • Supporti: fascia 280–300 dollari e area 315–320 dollari
  • Resistenze: fascia 390–400 dollari e area 420–430 dollari

Questi livelli non rappresentano barriere assolute, ma zone in cui è più probabile che il mercato reagisca, offrendo opportunità di ingresso o di uscita.

L’applicazione della retta di regressione lineare ai prezzi di chiusura conferma un trend rialzista significativo nel periodo più recente. La pendenza positiva indica che, in media, il prezzo sta aumentando nel tempo. Tuttavia, la forza del trend va valutata tenendo conto della volatilità elevata e della possibilità di correzioni improvvise.

L’analisi tecnica del titolo Tesla al 26 settembre 2025 evidenzia una fase rialzista nel breve termine, sostenuta da volumi crescenti e da segnali positivi sulle medie mobili. Tuttavia, la presenza di un RSI in zona di ipercomprato e la forte volatilità impongono cautela. Monitorare con attenzione i livelli di supporto e resistenza sarà cruciale per anticipare eventuali inversioni o accelerazioni del trend.

 

Tesla

Indici azionari: livelli chiave da monitorare


L'indice S&P500 si distingue per una dinamica tecnica particolarmente interessante, che riflette sia le oscillazioni cicliche del mercato sia una recente fase di consolidamento rialzista. Si osserva che l'indice S&P 500 si attesta a quota 6.643 punti, con una resistenza tecnica individuata a 6.750. Questo livello rappresenta una soglia critica: il suo superamento potrebbe confermare la prosecuzione del trend rialzista, mentre un eventuale rifiuto potrebbe generare una fase di consolidamento o correzione. Il Nasdaq, sostenuto dal comparto tecnologico, consolida sopra i 22.400 punti, segnalando una forza relativa nel settore growth. In Europa, il DAX gravita intorno ai 19.200 punti, mostrando stabilità ma senza slancio, mentre l’EuroStoxx 50 resta sotto pressione a causa dell’incertezza sulle politiche monetarie della BCE.

Nel dettaglio, l'S&P500 ha mostrato negli ultimi dodici mesi un andamento variegato. Dopo una fase iniziale di lateralità tra 5.700 e 5.800 punti, il prezzo ha registrato una progressiva salita fino a 6.100. 

Tuttavia, tra fine 2024 e aprile 2025, si è verificata una correzione significativa che ha spinto il titolo sotto i 5.000 punti. Da quel momento, il mercato ha reagito con un rimbalzo deciso, riportando i prezzi sopra i 6.600 punti, in una progressione armonica che suggerisce la presenza di una tendenza rialzista robusta.

Gli indicatori tecnici confermano questa interpretazione. 

Le medie mobili a 14 e 50 giorni, calcolate sui prezzi di chiusura, sono entrambe in pendenza positiva.

In particolare, la media a 14 giorni si colloca sopra quella a 50, configurando un classico segnale di trend rialzista consolidato. 

Questo incrocio, noto come “golden cross”, è spesso interpretato come un segnale di forza da parte degli operatori.

L’RSI (Relative Strength Index) a 14 giorni evidenzia un momentum elevato, con valori prossimi o superiori a 70. 

Sebbene ciò possa indicare una zona di ipercomprato, è anche sintomo della forza del movimento in atto. 

È tuttavia opportuno monitorare eventuali segnali di inversione, soprattutto in presenza di pattern grafici che suggeriscano un cambiamento di direzione.

Dal punto di vista grafico, l’analisi delle candele giapponesi ha evidenziato la presenza di pattern di inversione nei momenti chiave.

Durante il rimbalzo post-correzione di aprile, si sono osservati segnali come engulfing ribassisti seguiti da formazioni rialziste, oltre a figure come hammer e pin bar che rafforzano l’ipotesi di una ripresa. Sebbene i volumi risultino nulli (dato tipico dei CFD), il movimento dei prezzi e l’evoluzione del momentum tecnico sono sufficienti per delineare un contesto operativo.

La regressione lineare sui prezzi di chiusura, focalizzata sull’ultimo semestre, mostra una pendenza positiva, confermando la solidità del trend. Questo strumento, spesso sottovalutato, consente di visualizzare l’inclinazione media del movimento e di valutare la coerenza della progressione.

 

S&P500

Valute: dollaro recupera la scena? manca l'entusiasmo!

L’andamento del cross EUR-USD negli ultimi dodici mesi evidenzia una struttura tecnica articolata, caratterizzata da due fasi distinte: una prima fase ribassista e una successiva ripresa con segnali di consolidamento. 

Nel periodo compreso tra settembre 2024 e marzo 2025, il cambio ha mostrato una tendenza discendente, passando da livelli di chiusura intorno a 1,11 fino a toccare minimi nell’area 1,03–1,04. Questa fase ribassista si è sviluppata con escursioni giornaliere contenute, segno di una certa prudenza da parte degli operatori.

L’assenza di dati sui volumi di scambio limita la possibilità di confermare la forza dei movimenti, costringendo l’analisi a basarsi esclusivamente sull’azione dei prezzi.

A partire da marzo 2025, il quadro tecnico ha iniziato a mutare. 

Dopo una fase di consolidamento su livelli bassi, il cambio ha mostrato una progressiva ripresa, con chiusure che si sono stabilizzate sopra 1,08–1,09 e hanno successivamente superato 1,14, avvicinandosi a 1,17 nelle ultime settimane. Questo recupero è stato accompagnato da una convergenza tra le medie mobili a 14 e 50 giorni, con la media più breve che ha iniziato a posizionarsi sopra quella più lunga, configurando un potenziale crossover rialzista.

L’RSI a 14 giorni si colloca attualmente in una zona neutra, non evidenziando condizioni di ipercomprato né di ipervenduto. Questo dato suggerisce un equilibrio tra forze rialziste e ribassiste, compatibile con una fase di consolidamento. In tale contesto, l’RSI può essere interpretato come un indicatore di attesa, in vista di una possibile continuazione del trend o di un’inversione.

Dal punto di vista grafico, l’analisi delle candele giapponesi non evidenzia pattern particolarmente marcati. 

Tuttavia, alcune formazioni di base, associate al breakout dai livelli di consolidamento, potrebbero indicare una ripresa in atto. L’assenza di figure come pin bar, engulfing o doji significativi non esclude la validità del movimento, ma invita a una maggiore cautela nell’interpretazione.

I livelli di supporto e resistenza risultano ben definiti. I supporti principali si collocano tra 1,04 e 1,08, aree che in passato hanno frenato la discesa dei prezzi. 

Le resistenze, invece, si concentrano tra 1,14 e 1,15, con una soglia critica intorno a 1,18 che ha mostrato una certa difficoltà a essere superata. 

La regressione lineare applicata ai prezzi di chiusura conferma una pendenza positiva, seppur moderata. 

Il trend rialzista è dunque presente, ma non ancora caratterizzato da una forte inclinazione. Questo suggerisce che il mercato potrebbe trovarsi in una fase di consolidamento piuttosto che in un’espansione direzionale decisa. La retta di regressione, pur non essendo particolarmente ripida, rafforza l’ipotesi di una tendenza positiva in costruzione.

Nel periodo più recente, si osserva una riduzione della volatilità giornaliera, con oscillazioni meno ampie rispetto ai mesi precedenti. Questo comportamento può essere interpretato come una fase di indecisione del mercato, in attesa di nuovi catalizzatori macroeconomici o di conferme tecniche. L’assenza di dati aggiornati sui volumi e di informazioni fondamentali sulle economie di riferimento (Eurozona e Stati Uniti) limita la possibilità di integrare l’analisi tecnica con valutazioni di lungo periodo.


EURUSD

Oro sui massimi in un mese il Gold guadagna il + 9.20%

Negli ultimi sei mesi, il titolo GOLD ha registrato una crescita significativa, passando da valori compresi tra 2600 e 2700 fino a superare la soglia dei 3800 punti. Questo movimento evidenzia un trend marcatamente rialzista, sostenuto da una sequenza di chiusure crescenti e da una struttura tecnica coerente con una fase di espansione del mercato dell’oro.

L’analisi del periodo compreso tra fine marzo e fine settembre 2025 mostra un’evoluzione positiva del titolo, con una progressione che ha visto il superamento di diverse soglie psicologiche. Dopo una fase iniziale di consolidamento, il prezzo ha accelerato a partire da agosto, culminando in nuovi massimi a settembre. Sebbene non si tratti di un movimento lineare, le correzioni sono state contenute e seguite da riprese rapide, segno di una domanda solida.

Le medie mobili a 14 e 50 giorni confermano la forza del trend. La media mobile a breve termine si è mantenuta stabilmente al di sopra di quella a medio termine, segnalando un momentum rialzista persistente. Questo incrocio positivo è uno dei segnali tecnici più affidabili per identificare fasi di espansione.

L’RSI (Relative Strength Index) a 14 giorni si colloca attualmente in zona di ipercomprato, pur senza raggiungere livelli estremi. Questo suggerisce che il mercato è in una fase di entusiasmo, ma non ancora in territorio speculativo. Tuttavia, la pressione tecnica potrebbe preludere a una fase di consolidamento o a una correzione fisiologica nel breve termine.

Le escursioni giornaliere, pur presenti, non hanno compromesso la struttura rialzista del titolo. Alcune candele giapponesi, in particolare pattern di “engulfing” e corpi pieni con ombre ridotte, indicano una forte direzionalità del mercato. Tuttavia, la presenza di questi segnali in zone di ritracciamento invita alla prudenza, soprattutto per chi opera nel breve periodo.

L’analisi dei livelli tecnici evidenzia:

  • Supporti principali: area 3680–3700, con ulteriori livelli a 3625, 3540 e 3470
  • Resistenze: fascia 3820–3840, oltre la quale il titolo ha mostrato difficoltà a consolidare

Questi livelli rappresentano zone di interesse strategico, dove è più probabile che si verifichino reazioni del mercato. Il superamento deciso delle resistenze potrebbe aprire la strada a nuovi massimi, mentre la tenuta dei supporti sarà cruciale per evitare inversioni.

L’applicazione della retta di regressione lineare ai prezzi di chiusura conferma la solidità del trend. La pendenza positiva e marcata indica una traiettoria ascendente costante, rafforzando la lettura tecnica di un mercato favorevole all’oro. Questo dato quantitativo aggiunge ulteriore robustezza all’analisi, anche in assenza di informazioni sui volumi.

Va segnalato che i dati relativi ai volumi risultano pari a zero per tutte le giornate analizzate, rendendo impossibile valutare la partecipazione effettiva del mercato. Inoltre, l’assenza di dati di bilancio aggiornati impedisce di integrare l’analisi tecnica con elementi fondamentali, limitando la visione complessiva del titolo.

In sintesi, il GOLD si conferma in una fase di forte espansione, con segnali tecnici coerenti e una struttura di prezzo favorevole. Le medie mobili, l’RSI e la regressione lineare indicano una tendenza positiva, mentre i livelli di supporto e resistenza offrono punti di riferimento per eventuali strategie operative. Tuttavia, la mancanza di dati sui volumi e la pressione tecnica suggeriscono di mantenere alta l’attenzione su possibili segnali di inversione.

 

ORO
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