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Previsioni Nasdaq, Petrolio, Oro, Eur/Usd e Gbp/Usu: i livelli chiave della settimana del 20 luglio 2026

Sante Pellegrino
Sante Pellegrino
Trader Professionista, Formatore Bancario e Imprenditore Finanziario
18 lug 2026
Share
Analisi tecnica e previsioni su Nasdaq 100, petrolio WTI, oro, EUR/USD e GBP/USD: scopri i livelli chiave e gli scenari di mercato da monitorare nella settimana del 20 luglio 2026.

Appuntamenti chiave della settimana 20–25 luglio 2026

La settimana che si apre lunedì 20 luglio si preannuncia particolarmente intensa sul fronte degli appuntamenti market moving. Sul piano macro, gli operatori saranno chiamati a leggere i nuovi dati sull'inflazione americana e sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, insieme alle prime indicazioni sulle richieste di sussidio di disoccupazione, che nelle ultime settimane si sono rivelate un sensibile termometro della tenuta del mercato del lavoro. In Europa, l'attenzione sarà concentrata sulla riunione della Banca Centrale Europea: la decisione sui tassi di interesse e le successive dichiarazioni di Christine Lagarde rappresenteranno un catalizzatore diretto per il cambio EUR/USD e, per riflesso, per l'intera struttura di rischio del mercato azionario globale. Sul fronte energetico, le scorte settimanali di petrolio EIA rimangono un appuntamento fisso da monitorare, considerata la sensibilità del WTI alle dinamiche di domanda e offerta in un contesto geopolitico ancora instabile nell'area del Golfo. Questi appuntamenti rappresentano i principali catalizzatori per i livelli tecnici su Nasdaq 100, WTI Crude Oil, XAU/USD, EUR/USD e GBP/USD nella settimana entrante.

La settimana borsistica chiusa il 18 luglio ha registrato un aumento generalizzato della volatilità sui mercati azionari americani, con il Nasdaq 100 che ha subito una correzione significativa, portandosi in area 28.600 punti dopo aver violato al ribasso il point of control volumetrico di 29.500 punti nella seduta di venerdì 17 luglio. Il VIX, l'indice di volatilità implicita sull'S&P 500, ha confermato un contesto di risk-off risalendo verso i 18 punti, allontanandosi dalle aree di tranquillità tipiche della fase estiva. Sul fronte delle materie prime, il petrolio WTI ha mantenuto una struttura tecnica costruttiva, rimanendo all'interno di un triangolo rialzista compreso tra 65 e 70 dollari al barile, con tensioni nell'area del Golfo a fare da elemento propulsivo. L'oro ha continuato a testare il supporto dei 4.000 dollari l'oncia, senza cedere in maniera definitiva, mentre sul fronte valutario sia EUR/USD che GBP/USD hanno difeso con determinazione le rispettive aree di supporto strutturale. I driver macro che hanno mosso i mercati nella settimana appena conclusa sono stati la ripresa dei timori sulla crescita globale legata ai dazi, le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran con lanci di missili balistici verso gli Emirati Arabi, e l'attesa per le trimestrali dei grandi nomi tech americani in programma per la settimana entrante.

 

Nasdaq 100: flag ribassista e test del supporto critico

Il Nasdaq 100 entra nella settimana del 20 luglio in una fase tecnica delicata: la struttura di medio periodo rimane formalmente rialzista, ma il mercato ha sviluppato una figura di compressione ribassista che richiede attenzione nella gestione del rischio. L'indice ha violato al ribasso la zona del point of control volumetrico e si trova ora a confrontarsi con un supporto di primaria importanza.

NAS100: contesto generale

Il Nasdaq 100, analizzato tramite i CFD Pepperstone su TradingView, è partito da un pattern di inversione di tipo Morning Star formato tra il 27 e il 31 marzo 2026 in area 17.700 punti, sviluppando poi un movimento rialzista esteso che ha portato l'indice fino ai massimi di inizio giugno in area 30.776 punti. Su quei livelli si è formato un segnale di esaurimento della spinta, con una struttura di Engulfing ribassista che ha marcato la resistenza chiave intorno ai 30.500 punti, mai superata nei successivi tentativi di allungo. Da lì, il mercato ha avviato una fase correttiva inquadrabile come flag ribassista: una compressione di volatilità a valle di un uptrend esteso, che tecnicamente proietta un possibile movimento direzionale nel senso del trend di breve. All'interno di questa struttura, il point of control volumetrico si collocava a circa 29.500 punti ed è stato violato al ribasso nella seduta di venerdì 17 luglio, con chiusura dei CFD Nasdaq Pepperstone in area 28.600 punti e affondo intraday fino a 28.225 punti, corrispondente al ritracciamento del 30% dell'intera gamba rialzista sviluppata tra il 31 marzo e il 3 giugno 2026.

Livelli tecnici di riferimento

Il livello più rilevante da monitorare nella settimana entrante è quello dei 28.225 punti, che il mercato ha testato per la seconda volta consecutiva in pochi giorni. La frequenza ravvicinata di questi test attribuisce a questo supporto un peso tecnico strategico: una tenuta duratura al di sopra di quest'area consentirebbe all'indice di recuperare verso il primo ostacolo intermedio in zona 29.000–29.200 punti, dove confluiscono una resistenza statica di breve e la media mobile di medio periodo. Una rottura confermata al di sotto dei 28.225 punti, con chiusura di sessione inferiore a questo livello, aprirebbe invece spazio a un'accelerazione verso area 27.100 punti, dove si trovano un supporto statico di swing rilevante e la media mobile di lungo periodo che funge da supporto dinamico sull'intera struttura di trend. La resistenza principale rimane nel range 29.500–29.700 punti, vecchio point of control ora trasformatosi in zona di offerta.

Scenari operativi per la settimana del 20 luglio

Il quadro che emerge è quello di un mercato tecnicamente fragile nel breve ma non ancora strutturalmente compromesso nel medio. Fino a quando il Nasdaq 100 si mantiene al di sopra dei 28.225 punti, esiste la possibilità che l'indice stia semplicemente consolidando prima di un nuovo tentativo di aggancio alle resistenze. Un eventuale rimbalzo verso i 29.500 punti nella prima metà della settimana potrebbe trasformarsi in un'opportunità di verifica della solidità della zona resistenziale, anche alla luce dei dati trimestrali di Alphabet (attesi per mercoledì) e di Intel (attesi per giovedì), due catalizzatori di primaria importanza per la price action dell'indice tecnologico. Un cedimento strutturale dei 28.225 punti, invece, ridisegnerebbe il profilo di rischio dell'intero comparto e renderebbe prioritaria la gestione delle posizioni in essere. Il VIX stabile sopra i 17–18 punti è coerente con questo scenario di cautela.

 

Nasdaq 18 07 2026

 

VIX e gestione del rischio: contesto ancora da monitorare con attenzione

Il VIX, l'indice di volatilità implicita sull'S&P 500, chiude la settimana del 13 luglio in area 18 punti, in risalita rispetto ai minimi recenti di 16 punti e in allontanamento da quelle aree di calma piatta — intorno a 12–14 punti — che caratterizzano tipicamente i mercati in fase di distribuzione degli utili e di bassa incertezza. Una lettura del VIX stabilmente sopra 17–18 punti è coerente con un contesto di risk-off moderato, nel quale gli investitori privilegiano la gestione della perdita potenziale rispetto alla ricerca aggressiva di rendimento. Per i trader che operano tramite CFD Pepperstone su TradingView, questa configurazione suggerisce di mantenere un approccio disciplinato al dimensionamento delle posizioni, integrando la lettura dei livelli tecnici con la consapevolezza che le sorprese sui dati macro e sui risultati trimestrali possono generare movimenti rapidi e ampi, soprattutto su Nasdaq 100, XAU/USD e WTI Crude Oil.

 

EUR/USD: supporto chiave e decisione BCE

L'EUR/USD si presenta alla settimana del 20 luglio in una posizione tecnica di equilibrio instabile, con la coppia che difende un'area di supporto strutturale mentre il mercato attende la principale variabile macro della settimana: la decisione sui tassi della Banca Centrale Europea.

EUR/USD: contesto generale

Dopo una lunga fase di pressione ribassista alimentata dalle tensioni commerciali sui dazi e dalla solidità relativa del dollaro, l'EUR/USD ha trovato un punto di equilibrio nella fascia compresa tra 1,1350 e 1,1420. Il cambio si è riposizionato al di sopra di una struttura tecnica di accumulazione di volatilità e, nelle ultime sedute della settimana del 13 luglio, ha mantenuto il presidio di 1,1420 come livello-cerniera tra una fase di consolidamento e un eventuale nuovo impulso direzionale. Il contesto fondamentale continua a vedere il dollaro sostenuto da un'economia americana relativamente resiliente e da una Fed in modalità wait-and-see, mentre l'euro sconta l'incertezza sulle scelte di politica monetaria BCE e sulla traiettoria della crescita nell'Eurozona.

Livelli tecnici di riferimento

Il livello di 1,1400–1,1420 rappresenta la prima area di difesa per l'euro: una tenuta al di sopra di questa zona, in concomitanza con una decisione BCE percepita come favorevole alla moneta unica, potrebbe innescare un movimento verso la resistenza intermedia di 1,1550, con un secondo obiettivo in area 1,1620–1,1650 in caso di rottura confermata. Sul lato del ribasso, una discesa stabile al di sotto di 1,1350 aprirebbe spazio verso 1,1270–1,1300, zona nella quale si concentrano supporti statici e dinamici di medio periodo. La fascia 1,14 rimane quindi il discrimine operativo fondamentale per la settimana entrante.

Scenari operativi per la settimana del 20 luglio

L'evento dirimente sarà la riunione BCE: un tono più accomodante del previsto, con segnali di possibili tagli futuri, potrebbe penalizzare l'euro e portare la coppia verso i supporti inferiori. Al contrario, una BCE che conferma la propria attenzione alla stabilità dei prezzi e si mantiene distante da tagli imminenti potrebbe fornire il supporto fondamentale necessario per un allungo verso 1,1550. In parallelo, i dati macro americani pubblicati a metà settimana — in particolare l'inflazione e le vendite al dettaglio — fungeranno da contrappeso: un quadro USA più debole delle attese rafforzerebbe l'euro per effetto di un dollaro in ritirata. Il trading sull'EUR/USD tramite CFD Pepperstone richiederà nella settimana del 20 luglio una lettura attenta di entrambi i lati dell'equazione, con particolare cura alla gestione della volatilità in prossimità degli eventi sui tassi.

EurUsd 18 7 2026

 

GBP/USD: forza relativa e test della resistenza

La sterlina britannica si conferma tra le valute più resilienti nel contesto attuale, mostrando una forza relativa significativa rispetto sia all'euro che ad altre divise G10. Il GBP/USD si avvicina alla settimana del 20 luglio con un'impostazione tecnica positiva, dopo aver difeso con determinazione i propri supporti nella settimana precedente.

GBP/USD: contesto generale

Il cambio sterlina-dollaro ha trovato un pavimento solido nella fascia 1,3250–1,3300, area nella quale la coppia ha accumulato contratti nelle ultime settimane senza cedere in maniera strutturale. Dalla difesa di questo supporto, il GBP/USD ha avviato un rimbalzo che nella settimana del 13 luglio lo ha riportato oltre 1,3450, puntando verso la resistenza tecnica di 1,3550, livello che nella fase precedente aveva frenato più tentativi di allungo. Questo comportamento indica la presenza di una domanda strutturata sulla sterlina, sostenuta da aspettative di relativa tenuta dell'economia britannica e da una Bank of England percepita come meno aggressiva nella direzione dei tagli rispetto alle attese iniziali di inizio anno.

Livelli tecnici di riferimento

La resistenza chiave da monitorare nella settimana entrante è il range 1,3550–1,3580: un superamento stabile di questa zona, con chiusura di sessione al di sopra, proietterebbe il GBP/USD verso il successivo obiettivo in area 1,3700–1,3750, dove si collocano massimi di swing di medio periodo. Sul lato del supporto, la prima area di controllo rimane 1,3380–1,3400, mentre il livello critico di medio termine è la già citata fascia 1,3250–1,3300: una rottura di questo floor riporterebbe la coppia in un contesto tecnico significativamente più debole, con possibili estensioni verso 1,3150. La struttura complessiva rimane favorevole alla sterlina fintanto che i prezzi si mantengono al di sopra di 1,3350.

Scenari operativi per la settimana del 20 luglio

In assenza di eventi macro specifici sul fronte britannico nella settimana del 20 luglio, il principale driver del GBP/USD sarà la dinamica del dollaro, che a sua volta dipenderà dall'esito delle trimestrali tech americane e dai dati macro USA. Un dollaro in indebolimento — alimentato da dati più deboli del previsto o da una reazione negativa del mercato agli utili di Alphabet e Intel — favorirebbe un nuovo allungo della sterlina verso 1,3550 e, in caso di breakout, verso 1,3700. Un dollaro in rafforzamento, invece, ricondurrebbe il GBP/USD verso la fascia di supporto intermedia di 1,3380–1,3400, dove la coppia avrebbe un primo banco di prova della solidità del rimbalzo.

GbpUsd 18 7 2026


Dollar Index: baricentro valutario tra Fed e dati macro

Il Dollar Index si conferma un asset di riferimento centrale nella settimana del 20 luglio, potenzialmente in grado di orientare la direzione di tutti i principali cambi e, indirettamente, di influenzare la price action degli indici azionari e delle commodity. Dopo il rimbalzo dai minimi in area 95–96 punti, il biglietto verde si è riportato intorno ai 100 punti, dove si è stabilizzato nelle ultime sedute, mostrando un'impostazione complessivamente costruttiva nel breve periodo. Un consolidamento stabile al di sopra di 100 punti aprirebbe spazio verso la resistenza in area 102 punti, con un secondo obiettivo in zona 104–105 punti qualora i dati macro americani della settimana entrante dovessero sorprendere al rialzo, alimentando aspettative di un mantenimento dei tassi Fed su livelli elevati per un periodo più prolungato. La chiave di lettura per il Dollar Index sarà ancora una volta la relazione tra crescita, inflazione e comunicazione delle banche centrali: un equilibrio sottile che nella settimana del 20 luglio verrà messo alla prova da più angolazioni simultaneamente.

 

Petrolio Crude Oil: triangolo rialzista e tensioni geopolitiche

Il petrolio WTI si presenta alla settimana del 20 luglio con un'impostazione tecnica opposta a quella del Nasdaq: la struttura di compressione che si è sviluppata nelle ultime settimane ha caratteristiche costruttive e il contesto geopolitico continua ad alimentare la componente di premio di rischio sul prezzo del greggio.

WTI: contesto generale

Dopo il movimento correttivo partito dagli inizi di marzo 2026, il WTI Crude Oil — tradato attraverso i CFD Pepperstone su TradingView — ha progressivamente accumulato contratti in una fascia compresa tra 65 e 70 dollari al barile, sviluppando una struttura tecnica identificabile come triangolo rialzista. Durante questa fase di compressione, il mercato non ha chiuso un gap aperto intorno ai 66 dollari in corrispondenza dell'escalation nelle tensioni tra USA e Iran, a conferma di una residua debolezza che non ha però impedito al prezzo di risalire. Dal minimo di area 67–68 dollari, il WTI ha avviato un rimbalzo progressivo che lo ha riportato verso il ritracciamento del 30% dela precedente discesa, collocato in area 83–84 dollari al barile. Questo livello rappresenta oggi la resistenza dinamica più importante da osservare nella settimana entrante.

Livelli tecnici di riferimento

La fascia 83–84 dollari è il primo test significativo per il WTI: un superamento stabile di quest'area, accompagnato da volumi confermati e da un breakout riconoscibile del triangolo rialzista, potrebbe innescare un'estensione verso la zona 90–92 dollari al barile, dove si concentrano diversi gap lasciati aperti durante la precedente fase di accelerazione al rialzo. Sul lato del supporto, il livello da difendere in ottica costruttiva rimane l'area 67–68 dollari: un ritorno su questi valori senza un successivo rimbalzo rapido invaliderebbe lo scenario del triangolo rialzista e aprirebbe a una fase di ulteriore distribuzione. Il pivot intermedio si colloca intorno ai 75–76 dollari, zona di equilibrio tra le due forze in campo.

Scenari operativi per la settimana del 20 luglio

Il fattore più rilevante per la direzionalità del WTI nella settimana del 20 luglio è il dato sulle scorte petrolifere EIA, in grado di amplificare o ridimensionare le pressioni tecniche in atto. Sul piano geopolitico, le tensioni nell'area del Golfo — con i recenti lanci di missili balistici iraniani verso gli Emirati Arabi — mantengono alta la percezione di rischio sulle forniture che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz. Uno scenario di aggravarsi della crisi potrebbe accelerare il movimento verso la resistenza degli 83–84 dollari e rendere più probabile il breakout con target 91,50–92 dollari. Al contrario, una distensione dei toni diplomatici, combinata a dati sulle scorte in aumento, potrebbe ricondurre il prezzo verso il centro del triangolo e allungare la fase di lateralità.

 

Petrolio 18 7 2026

 

Oro: test dei 4.000 dollari e ipotesi di doppio minimo

L'oro attraversa una fase di verifica profonda. Il metallo prezioso, tradizionale asset rifugio, si trova a dover difendere un supporto psicologico e tecnico di enorme rilevanza in un contesto macro che ridiscute il suo ruolo di riserva di valore nel breve termine.

XAU/USD: contesto generale

Dal picco registrato nella prima parte del 2026, in area 5.600 dollari l'oncia, l'oro ha intrapreso una discesa ampia e progressiva che lo ha ricondotto in prossimità dei 4.000 dollari, con una perdita di circa 1.600 dollari dal massimo. Il movimento ribassista si è sviluppato in un contesto di generale rivalutazione degli asset di rischio nella prima metà dell'anno, con l'oro che ha ceduto parte della sua funzione di hedge inflattivo in favore di una maggiore propensione al rischio degli investitori istituzionali. Il supporto dei 4.000 dollari è stato testato più volte nelle ultime settimane, senza che si sia registrata una rottura convincente al ribasso, il che introduce la possibilità tecnica di un doppio minimo in formazione, premessa eventuale per un rimbalzo più strutturato.

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Livelli tecnici di riferimento

Il livello dei 4.000 dollari l'oncia è il cardine dell'analisi sull'oro nella settimana entrante. Una permanenza dei prezzi al di sopra di questa soglia, accompagnata da volumi crescenti sul lato dell'acquisto, sarebbe il primo segnale di un possibile completamento del doppio minimo. Il ritracciamento del 30% della gamba ribassista si colloca in area 4.500 dollari, che rappresenta il primo target tecnico significativo in caso di inversione: solo una stabilizzazione dei prezzi sopra quella zona consentirebbe di ipotizzare un recupero più duraturo verso i 4.800–5.000 dollari. Sul lato del ribasso, una rottura decisa dei 4.000 dollari con chiusura settimanale inferiore aprirebbe spazio verso l'area 3.750–3.800 dollari, dove si trovano supporti statici di lungo periodo.

Scenari operativi per la settimana del 20 luglio

Il principale elemento di catalisi per l'oro nella settimana del 20 luglio sarà la decisione della Federal Reserve sui tassi e la lettura dei dati di inflazione americani. Un'inflazione in calo e una Fed percepita come più accomodante potrebbero ridare slancio al metallo prezioso, alimentando flussi di acquisto verso gli asset rifugio. Al contrario, dati macro più caldi del previsto — o dichiarazioni hawkish da parte dei membri del FOMC — ridurrebbero ulteriormente l'attrattività dell'oro in un contesto di dollaro forte. Da tenere in considerazione anche la variabile geopolitica: l'escalation nell'area del Golfo, se dovesse inasprirsi, potrebbe innescare un movimento di flight-to-quality che farebbe confluire capitali verso l'oro, riportando i prezzi stabilmente al di sopra dei 4.000 dollari e rafforzando l'ipotesi del doppio minimo.

 

 

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Conclusioni: la settimana del 20 luglio in sintesi

La settimana che si apre il 20 luglio 2026 si presenta come uno dei momenti più densi di potenziale direzionale dell'estate. La combinazione di una flag ribassista sul Nasdaq 100 — con il supporto critico dei 28.225 punti sotto pressione — e di un triangolo rialzista sul petrolio WTI — con la resistenza degli 83–84 dollari come primo test — crea un doppio fronte di attenzione per gli operatori. L'oro resta ancorato ai 4.000 dollari in cerca di una conferma tecnica del doppio minimo, mentre EUR/USD e GBP/USD attendono la BCE per definire la direzione di breve. Sullo sfondo, il Dollar Index intorno ai 100 punti e il VIX sopra i 17 punti compongono un quadro di rischio che richiede ancora cautela e selettività. Gli appuntamenti con le trimestrali di Alphabet e Intel, insieme alle decisioni sui tassi delle banche centrali, saranno i veri arbitri della direzionalità dei mercati nella settimana del 20 luglio.

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