
Aggiornamento mercati finanziari di lunedì 10 agosto 2026: Nasdaq, S&P 500, euro/dollaro, oro e petrolio entrano in una settimana decisiva tra dati USA, tassi Fed e tensioni geopolitiche.
I mercati finanziari aprono la settimana con un equilibrio solo apparente. Wall Street ha chiuso venerdì sui massimi, sostenuta dall’energia del comparto tecnologico e da un report sul lavoro statunitense più debole delle attese, ma la contemporanea forza dell’oro e del petrolio segnala che una parte degli operatori sta ancora cercando protezione.
Il punto centrale non è soltanto se gli indici americani riusciranno a proseguire il rally. La vera domanda è se l’allentamento delle aspettative sui tassi possa continuare a sostenere il Nasdaq senza alimentare nuove pressioni su materie prime, inflazione e rendimenti obbligazionari.
La seduta di venerdì ha confermato la forza della Borsa americana: il Dow Jones ha chiuso a 54.036 punti, l’S&P 500 a 7.757 punti e il Nasdaq a 26.690 punti, con l’indice tecnologico in progresso dell’1,30%.
Il movimento è stato favorito dalla revisione delle aspettative sulla Federal Reserve dopo un dato occupazionale USA meno brillante.
Un mercato del lavoro meno tirato riduce il timore di tassi più alti a lungo, offrendo ossigeno soprattutto ai titoli growth e tecnologici, più sensibili all’andamento dei rendimenti.
Il contesto resta però delicato. Quando gli indici si muovono vicino ai massimi storici, anche una sorpresa macroeconomica modesta può diventare il pretesto per prese di profitto rapide, specialmente in pieno periodo estivo, quando la liquidità tende a ridursi.
La settimana del 10 agosto propone un calendario economico ricco di appuntamenti potenzialmente capaci di aumentare la volatilità su azioni, dollaro, obbligazioni e materie prime.
L’attenzione sarà concentrata su tre fattori: l’andamento dell’inflazione statunitense, la lettura dei dati sulla crescita e sui consumi, e qualsiasi aggiornamento concreto sul fronte geopolitico mediorientale. La combinazione tra Nasdaq sui massimi, oro molto forte e petrolio sostenuto rende il mercato vulnerabile alle sorprese.
L’attuale fase non appare debole, ma è certamente più complessa di quanto suggeriscano i soli record di Wall Street. Il trend resta costruttivo per gli indici USA, mentre oro e petrolio impongono prudenza: la direzione dei prossimi giorni dipenderà dalla capacità del mercato di conciliare crescita, inflazione e tensioni internazionali senza perdere fiducia nella traiettoria della Fed.

Il Nasdaq 100 ha recuperato con decisione dai minimi di fine luglio, riportandosi sopra l’area tecnica compresa tra 29.500 e 29.600 punti. Nella seduta di venerdì 7 agosto l’indice ha aperto a 29.596,45 punti, ha raggiunto un massimo intraday di 29.747,15 e un minimo di 29.452,71, chiudendo a 29.722,30 punti, in rialzo dell’1,19%.
La fascia compresa tra 29.500 e 29.600 punti rappresenta ora uno spartiacque importante.
Una permanenza stabile sopra questo intervallo manterrebbe intatto il quadro costruttivo di breve periodo e potrebbe favorire nuovi test dei massimi recenti. Al contrario, un ritorno sotto 29.500, soprattutto se confermato da chiusure giornaliere, segnalerebbe un indebolimento del momentum e aumenterebbe il rischio di una fase correttiva.
Il comparto tecnologico continua a essere uno dei principali motori del sentiment globale, ma rimane anche particolarmente sensibile all’andamento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e ai dati sull’inflazione. Rendimenti più elevati possono infatti ridurre l’attrattiva relativa dei titoli growth e comprimere le valutazioni di Big Tech e società del settore dei semiconduttori.
Per questo motivo, i prossimi dati macroeconomici statunitensi potrebbero avere un impatto diretto sia sul dollaro sia sull’azionario americano.
Il Nasdaq 100, considerato attraverso il CFD Pepperstone NAS100, parte dalla chiusura di venerdì a 29.722 punti. Il riferimento dell’indice sottostante indica un massimo a 52 settimane di 30.762,20 punti e un minimo di 22.841,42 punti.
Il quadro tecnico giornaliero resta positivo, con le quotazioni al di sopra della media mobile semplice a 50 periodi, indicata a 29.003 punti, e della media mobile esponenziale a 50 periodi, collocata a 29.180 punti.
Se questi valori del feed Pepperstone sono confermati, entrambe le medie continuano a svolgere il ruolo di supporti dinamici e confermano che il recupero dai minimi di fine luglio conserva una struttura ascendente.
L’RSI a 14 periodi è pari a 63,96, quindi in territorio positivo ma ancora al di sotto della soglia convenzionale di ipercomprato fissata a 70. Il momentum rimane favorevole ai compratori, anche se la lettura suggerisce una certa cautela dopo l’accelerazione delle ultime sedute.
La candela giornaliera del 7 agosto, con apertura a 29.596,45, chiusura a 29.722,30, minimo a 29.452,71 e massimo a 29.747,15, presenta un corpo rialzista e una chiusura vicina ai massimi. La configurazione è compatibile con una candela di continuazione rialzista, senza una lunga ombra superiore che segnali un deciso rifiuto dei prezzi più elevati.
Sul CFD Pepperstone, l’area 29.450-29.500 punti rappresenta il primo supporto di brevissimo periodo. Più in basso si trova la fascia delle medie mobili, compresa tra 29.180 e 29.000 punti. Le prime resistenze sono invece individuabili tra 29.750 e 29.950 punti, mentre il principale riferimento di medio periodo resta il massimo a 52 settimane in area 30.762 punti.
Finché il Nasdaq 100 manterrà chiusure superiori a 29.500 punti, il quadro resterà orientato al rialzo e sarà plausibile un nuovo attacco alla soglia psicologica dei 30.000 punti. Una perdita confermata di 29.000 punti indebolirebbe invece la struttura di breve periodo e aprirebbe spazio a un movimento di rientro verso supporti inferiori.

L’oro continua a rappresentare uno degli indicatori più interessanti per valutare il livello di cautela presente sui mercati. Il metallo prezioso si muove in area 4.320-4.350 dollari l’oncia, mentre lunedì 10 agosto le quotazioni spot sono state riportate intorno a 4.346,85 dollari l’oncia. I future statunitensi hanno invece raggiunto livelli superiori, in area 4.404 dollari, confermando l’importanza di distinguere tra spot, future e CFD.
Il calo dei rendimenti e l’incertezza geopolitica hanno contribuito a sostenere la domanda di beni rifugio.
La simultanea presenza di indici azionari ancora robusti e oro vicino ai massimi recenti rappresenta un segnale da non trascurare.
Questa combinazione non certifica automaticamente l’imminenza di una correzione azionaria, ma suggerisce che il mercato sta prezzando contemporaneamente due scenari: da un lato, una possibile evoluzione più accomodante delle politiche monetarie; dall’altro, il rischio di nuovi shock geopolitici, energetici o inflazionistici. Anche le aspettative sull’azione della Federal Reserve continuano a influenzare il metallo prezioso, attraverso l’impatto esercitato da rendimenti reali e dollaro.
Per l’XAU/USD, la tenuta sopra l’area dei 4.300 dollari rappresenta il riferimento psicologico e tecnico più immediato.
Finché i prezzi resteranno al di sopra di questa soglia, la struttura di fondo conserverà un’impostazione positiva; una discesa sotto 4.300 dollari potrebbe invece avviare una fase di consolidamento dopo il forte rialzo recente.
Sul CFD Pepperstone XAU/USD, le quotazioni si muovono in area 4.342 dollari per oncia, dopo un’escursione intraday compresa tra 4.229,88 e 4.371,89 dollari. I dati storici disponibili per il mercato spot confermano per il 7 agosto un’apertura a 4.236,61, un massimo a 4.371,84, un minimo a 4.229,88 e una chiusura a 4.341,94 dollari. Le differenze di pochi punti tra queste rilevazioni possono dipendere dal provider e dall’orario di chiusura considerato.
La struttura tecnica giornaliera è tornata costruttiva: il prezzo si trova al di sopra della media mobile a 50 periodi, indicata dal feed Pepperstone a 4.280,33 dollari. La media può quindi continuare a svolgere il ruolo di supporto dinamico, a condizione che il dato venga confermato sulla piattaforma di riferimento. Il superamento della fascia 4.200-4.250 dollari ha rafforzato il recupero, mentre l’RSI a 14 periodi, pari a 64,44, segnala un momentum positivo ma ancora inferiore alla soglia di ipercomprato a 70.
La candela giornaliera in formazione presenta un corpo rialzista ampio, con apertura in area 4.240 dollari e prezzi prossimi alla parte alta dell’escursione intraday. Il pattern è compatibile con una candela di continuazione rialzista, anche se l’ombra superiore verso 4.372 dollari segnala la comparsa di alcune prese di profitto in prossimità della prima resistenza.
Sul piano dei livelli, la fascia 4.370-4.400 dollari costituisce la prima area di resistenza. Un superamento confermato potrebbe spostare l’attenzione verso 4.440 dollari, individuato come successivo ostacolo tecnico di breve periodo. I supporti sono invece collocati a 4.280 dollari, in corrispondenza della SMA 50, e in area 4.230 dollari, vicino al minimo della seduta e alla base dell’impulso rialzista. Più in basso, 4.157 dollari rappresenta il supporto esteso indicato per la settimana.
Finché le chiusure giornaliere resteranno sopra la media mobile a 50 periodi, la lettura tecnica rimarrà orientata al rialzo. Una discesa stabile sotto 4.280 dollari riporterebbe invece il mercato in una fase di verifica, con il rischio di un consolidamento più ampio verso i supporti inferiori.

Il petrolio continua a risentire dell’incertezza legata al dossier iraniano e alla normalizzazione ancora incompleta dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo le informazioni disponibili ad agosto, le tensioni militari e le restrizioni al traffico marittimo continuano a rappresentare un fattore di rischio per l’approvvigionamento energetico.
Il Brent si è spinto verso 84,40-84,45 dollari al barile, mentre il WTI ha mantenuto le quotazioni in area 78 dollari. Il future Brent con scadenza di riferimento ha registrato il 7 agosto un massimo a 84,39 e una chiusura a 83,55 dollari, mentre il WTI ha chiuso a 77,08 dollari dopo un massimo a 78,77 e un minimo a 76,53 dollari.
Questo elemento merita attenzione perché il petrolio rappresenta il collegamento più diretto tra geopolitica e inflazione. Un rialzo persistente dei prezzi energetici potrebbe complicare il percorso delle banche centrali e rendere più difficile ipotizzare un rapido allentamento monetario, anche in presenza di segnali di rallentamento nel mercato del lavoro.
In altri termini, Wall Street può beneficiare di rendimenti più contenuti e di aspettative meno restrittive sulla Federal Reserve, ma un nuovo aumento del petrolio rischierebbe di riaprire il tema dell’inflazione proprio mentre il rally azionario cerca di consolidarsi.
Il petrolio WTI sul CFD Pepperstone oscilla in area 78,30 dollari al barile nella seduta del 10 agosto. Il future di riferimento ha chiuso venerdì a 77,08 dollari, dopo un’apertura a 78,17, un massimo a 78,77 e un minimo a 76,53 dollari. I dati pubblici disponibili confermano sostanzialmente questi valori, pur con lievi differenze nei minimi riportati dai diversi provider.
Il quadro resta caratterizzato da elevata volatilità e da una fase di consolidamento sotto gli 80 dollari, soglia psicologica che continua a contenere i tentativi di recupero. Sul grafico giornaliero, il prezzo rimane al di sotto della media mobile a 50 periodi, indicata dal feed Pepperstone a 80,69 dollari. La media continua quindi a svolgere il ruolo di resistenza dinamica e segnala che il rimbalzo delle ultime sedute non ha ancora prodotto un’inversione rialzista di breve periodo.
L’RSI a 14 periodi, indicato a 51,63, si trova in area sostanzialmente neutrale. Il momentum ha quindi recuperato dopo la precedente fase di debolezza, ma non mostra ancora una pressione rialzista sufficiente per confermare un cambio di struttura. La candela del 7 agosto presenta un corpo negativo, con chiusura inferiore all’apertura e un’escursione compresa tra 76,53 e 78,77 dollari. La configurazione può essere letta come una candela di continuazione ribassista dopo il rifiuto della fascia 78,70-79,00 dollari.
Dal punto di vista dei livelli, la prima resistenza è compresa tra 78,75 e 80,00 dollari, seguita dalla SMA 50 in area 80,69 dollari. Un recupero stabile oltre questa fascia migliorerebbe la struttura tecnica di breve periodo. I supporti sono invece individuabili a 76,50 dollari, vicino al minimo di venerdì, quindi a 75,00 dollari, soglia tecnica e psicologica. Più in basso, l’area 72,20 dollari rappresenta il supporto esteso indicato dalle analisi recenti. Il future WTI presenta inoltre un’escursione a 52 settimane compresa tra 54,98 e 119,48 dollari, a conferma dell’eccezionale volatilità del comparto energetico nel 2026.
Finché il WTI resterà sotto 80,69 dollari, il quadro giornaliero continuerà a indicare consolidamento, con il rischio di nuove pressioni ribassiste sui rimbalzi. Il ritorno sopra la media mobile a 50 periodi costituirebbe invece il primo segnale tecnico di riequilibrio.

Sul mercato valutario, l’EUR/USD consolida intorno a 1,1550-1,1560, in prossimità dei massimi delle ultime settimane. I dati storici disponibili indicano per il 10 agosto un’apertura a 1,1567, un massimo a 1,1570, un minimo a 1,1551 e una chiusura indicata a 1,1565; per il 7 agosto il range è stato compreso tra 1,1517 e 1,1581.
Il movimento riflette un dollaro meno brillante, favorito dal calo dei rendimenti statunitensi e dalla revisione delle aspettative sui tassi. La soglia di 1,15 resta il principale riferimento tecnico e psicologico: una tenuta sopra quest’area manterrebbe un’impostazione favorevole all’euro nel breve periodo, mentre un ritorno stabile sotto di essa riporterebbe il cambio in una fase più neutrale.
La direzione del cambio dipenderà soprattutto dall’evoluzione delle aspettative sui tassi USA, dai dati sull’inflazione e dalla capacità dell’euro di superare le resistenze tecniche collocate poco sopra le quotazioni correnti.
L’EUR/USD sul CFD Pepperstone tratta in area 1,1563, in lieve rialzo nella seduta odierna. Il range intraday indicato è compreso tra 1,1517 e 1,1581, mentre l’intervallo a 52 settimane viene riportato tra 1,1325 e 1,2079. I dati dei principali provider confermano l’area di prezzo, anche se possono presentare differenze di pochi pip dovute agli orari di rilevazione e alla natura del feed.
Il cambio conserva una struttura di breve periodo costruttiva perché il prezzo resta sopra la SMA a 50 periodi, stimata a 1,1470, e sopra la relativa media esponenziale, indicata a 1,1495. Entrambe le medie agiscono da supporti dinamici dopo il recupero avviato nella prima parte di agosto.
La SMA 200 transita invece a 1,1628, poco sopra le quotazioni correnti: quest’area costituisce la principale barriera tecnica di medio periodo e separa il recupero in corso da un’inversione rialzista più ampia.
L’RSI a 14 periodi è in area 62,85, una lettura positiva ma ancora lontana dalla zona di ipercomprato. Il momentum resta quindi favorevole all’euro, senza evidenti eccessi. Tuttavia, stocastico e Stochastic RSI risultano elevati: il cambio potrebbe perciò alternare la prosecuzione del rialzo a brevi fasi di consolidamento prima di un eventuale nuovo allungo.
La candela giornaliera in formazione è positiva, con prezzi superiori all’apertura e una sequenza di minimi crescenti nel breve periodo. Il pattern è riconducibile a una candela di continuazione rialzista, ma non rappresenta ancora una candela d’inversione pienamente confermata.
Sul grafico, la fascia 1,1580-1,1600 costituisce la prima resistenza immediata, seguita da 1,1628, dove transita la SMA 200. Una chiusura giornaliera al di sopra di quest’ultima soglia rafforzerebbe in modo significativo il recupero dell’euro. I supporti più vicini sono invece collocati tra 1,1540 e 1,1517, quindi nell’area 1,1495-1,1470, dove convergono EMA e SMA a 50 periodi.
Finché l’EUR/USD resterà sopra la fascia 1,1470-1,1495, il quadro tecnico giornaliero conserverà un’impostazione rialzista. Una perdita stabile di quest’area riporterebbe invece il cambio in un contesto di consolidamento e aumenterebbe il rischio di discesa verso 1,1400.

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