
Le trimestrali di SpaceX, AMD e Berkshire Hathaway di inizio agosto 2026 sono un banco di prova decisivo per capire se il rally legato all’intelligenza artificiale poggia su fondamentali solidi o su aspettative ancora fragili.
Perché queste tre trimestrali contano davvero
SpaceX, AMD e Berkshire occupano tre snodi diversi ma complementari della narrativa di mercato: infrastruttura digitale (rete satellitare e AI), semiconduttori per data center e un conglomerato value con una delle maggiori riserve di liquidità al mondo. Insieme offrono una fotografia integrata di tre dimensioni chiave: capacità di investimento nell’AI, redditività operativa nel nuovo ciclo tecnologico e resilienza macro dell’economia USA.
Gli analisti si aspettano per SpaceX ricavi Q2 2026 intorno a 6,8–6,9 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai circa 4,7 miliardi del primo trimestre, ma con una perdita prima di interessi e tasse stimata attorno a 1,5 miliardi e una perdita per azione di circa 0,23–0,25 dollari. La componente Connectivity (Starlink) è il vero motore dei conti: il consensus vede ricavi di circa 3,8 miliardi e un utile operativo vicino a 1,4 miliardi nel trimestre, con margini nell’area del 36–37% e in miglioramento rispetto al Q1.
Sul fronte investimenti, SpaceX affronta una fase di capex senza precedenti: per il solo Q2 2026 le stime parlano di 13–14 miliardi di dollari, con il segmento AI che assorbe oltre 10 miliardi, più di sei volte i livelli di un anno prima. Su base annuale, le proiezioni indicano capex totali vicini ai 48–49 miliardi nel 2026, con scenari di incremento verso circa 118 miliardi entro il 2028, a fronte di una business unit AI che nel 2025 ha generato circa 3,2 miliardi di ricavi e che nel Q1 2026 si è fermata a 818 milioni, evidenziando un significativo gap temporaneo tra spesa e monetizzazione.
L’enorme sforzo di investimento si riflette in un profilo di free cash flow strutturalmente negativo, con stime di deflusso nell’ordine di diversi miliardi a trimestre, nonostante la buona redditività del segmento Connectivity. Il punto critico per gli investitori è la capacità di SpaceX di finanziare un capex annualizzato nella fascia 30–40 miliardi per l’AI senza erodere eccessivamente la flessibilità finanziaria del gruppo, dato che Starlink non può sostenere da solo, nel breve periodo, un simile programma di spesa.
La guidance sul Q3 2026 sarà quindi determinante: il mercato cercherà conferme che la crescita di Starlink resti sopra il 50% anno su anno e che la curva di ricavi AI acceleri in modo visibile, riducendo il mismatch tra investimenti e cash flow generato. Qualsiasi segnale di rallentamento nella connettività o di ulteriore escalation dei costi AI potrebbe tradursi in una forte reattività del titolo, in un contesto in cui SpaceX è percepita come proxy dell’intero “AI infrastructure trade”.

AMD pubblicherà i risultati del Q2 2026 il 4 agosto, dopo la chiusura di Wall Street, con guidance già comunicata su ricavi di circa 11,2 miliardi di dollari (±300 milioni), pari a circa +46% anno su anno e +9% rispetto ai 10,3 miliardi del Q1. Nel primo trimestre, AMD ha registrato un EPS non-GAAP di 1,37 dollari, un margine lordo non-GAAP del 53% e free cash flow record, trainati da una divisione data center che ha generato 5,8 miliardi di ricavi, in crescita del 57% anno su anno.
Per il Q2, il management ha guidato il margine lordo non-GAAP a circa il 56%, segnalando un ulteriore miglioramento della redditività grazie al mix favorevole verso prodotti AI e server, mentre gli analisti si attendono un EPS non-GAAP intorno a 1,6–1,65 dollari. Il ciclo AI dei chip appare in piena espansione: le aspettative di mercato vedono i ricavi data center quasi raddoppiare da 16,6 miliardi nel 2025 a oltre 31 miliardi nel 2026, con il titolo AMD in rialzo di oltre il 130% da inizio anno.
Sul fronte prodotto, AMD ha confermato che le GPU MI450 stanno iniziando a essere campionate presso i principali clienti e che i sistemi Helios – rack AI pensati per competere direttamente con le soluzioni di Nvidia – sono sulla traiettoria per spedizioni in produzione nella seconda metà del 2026. L’azienda ha indicato l’obiettivo di registrare “tens of billions” di ricavi AI da data center a partire dal 2027, con AI accelerator e Helios destinati a diventare componenti centrali del portafoglio.
Gli investitori monitoreranno da vicino la crescita sequenziale di data center nel Q2 e la guidance per il Q3, per verificare la sostenibilità di un trend a doppia cifra trimestre su trimestre, insieme agli aggiornamenti sulla curva ordini Helios e sul ritmo di adozione delle GPU MI450 presso cloud provider e grandi hyperscaler. La capacità di AMD di trasformare l’attuale entusiasmo in ricavi ricorrenti e margini strutturalmente più elevati è uno dei tasselli chiave per la tenuta del rally semiconduttori.

Sul versante value, Berkshire Hathaway offre una lettura macro della solidità dell’economia USA e della disciplina nella gestione del capitale in un mercato già caro. Nel Q1 2026 il gruppo ha riportato ricavi di 93,7 miliardi di dollari, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, utili operativi di circa 11,35 miliardi (+18% anno su anno) e utili netti attribuibili agli azionisti oltre i 10,1 miliardi, più del doppio rispetto al 2025, grazie a minori perdite sul portafoglio investimenti.
Il dato più impressionante riguarda la liquidità: cassa, equivalenti e Treasury a breve termine hanno raggiunto circa 397,4 miliardi di dollari a fine marzo 2026, uno dei più grandi “cash pile” mai accumulati da una società quotata. Berkshire ha inoltre incrementato le vendite nette di equity, con dismissioni per circa 8 miliardi nel trimestre, segnalando una crescente selettività rispetto alle valutazioni e un forte focus sulla preservazione di optionalità per future acquisizioni o buyback.
Per il Q2 2026, il consensus si aspetta ricavi nell’area dei 95 miliardi e un EPS diluito sulle azioni B di poco superiore a 5,20 dollari, con attenzione particolare alla dinamica degli utili operativi e alla politica di allocazione della liquidità. La performance dei comparti assicurativo, ferroviario (BNSF), energia (Berkshire Hathaway Energy) e manifatturiero/servizi/retail continuerà a fornire indicazioni sulla tenuta degli utili “real economy” in un contesto di tassi ancora restrittivi.
La reazione del titolo Berkshire alla trimestrale è spesso letta come barometro della fiducia degli investitori nella capacità del gruppo di creare valore a fronte di valutazioni elevate: un incremento del ritmo di buyback o un utilizzo mirato del “cash pile” su operazioni di M&A potrebbe essere interpretato come segnale di opportunità sul lato value. Viceversa, il mantenimento di una postura estremamente prudente – con cash vicino a 400 miliardi e vendite nette di equity – rafforzerebbe la percezione di un mercato azionario USA ancora “tirato” e sensibile a shock macro o di utili.

Guardate insieme, le trimestrali di SpaceX, AMD e Berkshire mettono al centro la stessa domanda: quanta parte del boom AI è già supportata da cash flow e quanta è ancora finanziata da capex e aspettative. SpaceX incarna il lato più aggressivo del ciclo, con capex esplosivo e un gap temporaneo tra spesa e ricavi; AMD rappresenta la fase in cui l’AI nei data center si traduce già in crescita e margini più elevati; Berkshire, infine, offre la lente della prudenza, con una montagna di cassa pronta a essere utilizzata solo quando prezzo e valore torneranno ad allinearsi.
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