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La settimana dal 24 al 28 novembre 2025 si è chiusa con un marcato ritorno dell’appetito per il rischio sui mercati globali. Gli indici azionari statunitensi hanno messo a segno rialzi robusti, guidati dal comparto tecnologico, mentre la volatilità implicita è scivolata su livelli tipici di fasi di mercato tranquille. Sul fronte azionario spiccano i progressi dei mega cap tech, con Meta e Tesla in prima fila, mentre tra le commodities si distingue l’argento con un rally a doppia cifra percentuale su base annualizzata. Il quadro macro-finanziario è completato da un dollaro in lieve indebolimento, che sostiene metalli preziosi e asset di rischio.
Nel comparto delle materie prime, l’oro ha registrato un progresso nell’ordine di poco superiore all’1%, sostenuto dal calo del dollaro e da un interesse ancora presente per gli asset difensivi, nonostante il contesto complessivo di risk-on.
La chiusura nella parte alta del range settimanale evidenzia una domanda strutturale ancora solida, con livelli di supporto ben difesi e una resistenza tecnica che, pur non ancora superata in modo definitivo, viene avvicinata con crescente frequenza.
L’impostazione rimane coerente con uno scenario di progressivo consolidamento rialzista.
Il petrolio, al contrario, ha mostrato una moderata debolezza, chiudendo la settimana con una lieve flessione e posizionandosi nella porzione bassa del proprio range di oscillazione. L’escursione dei prezzi, relativamente ampia in rapporto alla variazione finale, suggerisce una significativa incertezza legata ai fondamentali di domanda e offerta, con il mercato che alterna fasi di acquisto speculativo a prese di profitto rapide. In assenza di un catalizzatore forte, il greggio continua a muoversi in modo erratico, senza una direzione chiara di medio periodo.
Protagonista indiscusso tra le commodities è stato l’argento, che ha messo a segno un rialzo di poco superiore all’8% sulla settimana. Il metallo bianco ha beneficiato simultaneamente della debolezza del dollaro e della componente di domanda legata all’industria, configurandosi come uno strumento ibrido tra bene rifugio e asset ciclico.
La chiusura in prossimità dei massimi settimanali, associata a un’ampia estensione del range, indica un movimento fortemente direzionale al rialzo, supportato da volumi e da un ritorno di attenzione da parte degli operatori più speculativi.
L'oro (XAU/USD) ha mostrato una fase di consolidamento settimanale intorno ai 4.050-4.110 USD/oncia, con un prezzo di chiusura vicino ai 4.216 USD/oncia il 28 novembre 2025, dopo un rialzo dell'1,37% giornaliero e un guadagno mensile del 7,26%.
Su timeframe giornaliero e settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a circa 4.068 USD, fungendo da supporto dinamico immediatamente sopra il prezzo spot, mentre la media a 100 periodi (4.069 USD) rafforza questa zona pivot tra 4.060-4.080, confermando un trend rialzista strutturale ma con momentum moderato.
L'RSI (14 periodi) a 55,7 indica un momentum lievemente rialzista, al di sopra di 50 ma lontano da zone di ipercomprato (70), coerente con una consolidazione senza estremi.
Per la regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025), il canale rialzista derivante dal rally da 2.580 a oltre 4.380 USD/oncia mantiene higher highs e higher lows su grafico settimanale, con pendenza positiva che sostiene la struttura bull ma suggerisce una pausa vicino ai massimi, senza inversioni significative.
I livelli di supporto chiave emergono a 4.050-4.030 USD (zona di difesa recente), 4.000 USD (psicologico e swing low di novembre) e 3.955 USD (ritracciamento profondo), mentre le resistenze si concentrano su 4.090-4.110 USD (rifiuti ripetuti), 4.135-4.140 USD (banda di offerta) e 4.200-4.244 USD (massimi di metà novembre).
Pattern candlestick rilevanti includono Spinning Top su 4H, segnalanti indecisione nel range 4.157-4.202 USD, con un Bullish Belt Hold che suggerisce potenziale upside limitato dalla neutralità di MACD vicino allo zero.

l petrolio WTI (CL) ha mostrato una fase di rimbalzo limitato questa settimana intorno ai 59 USD/barile, con un rialzo dell'1,35% giornaliero al 28 novembre 2025, ma in un contesto di downtrend strutturale mensile (-1,72%) e annuale (-13,39%), mentre il Brent ha chiuso a 63,19 USD/barile (+1,04% giornaliero). Su timeframe giornaliero, la media mobile semplice a 50 periodi si attesta a 60,40 USD, agendo come resistenza dinamica chiave non superata, con la media a 200 periodi declinante a 64,03 USD che rafforza il bias ribassista, confermando un consolidamento laterale tra supporti multi-mensili.
L'RSI (14 periodi) a 47,33 indica un momentum neutro-ribassista, in recupero da zone oversold ma senza segnali di inversione rialzista, coerente con la pressione venditrice persistente nel canale discendente.
La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un trend ribassista con lower highs e lower lows su grafico settimanale, con pendenza negativa che sostiene la struttura bear ma evidenzia un rimbalzo da minimi di supporto, senza rotture decisive.
I livelli di supporto principali si collocano a 57-56 USD (zona primaria multi-mensile), 54,50-55 USD (demand zone inferiore) e 52,70 USD (target esteso), mentre le resistenze emergono a 60,40-61 USD (50-day MA e consolidamento), 62,50-63,50 USD (swing high recenti) e 64 USD (200-day MA).
Pattern candlestick rilevanti includono formazioni di indecisione come Doji e Engulfing Bearish su 5H, con price action laterale che riflette controllo bearish lieve ma senza esaurimento, supportato da volumi moderati nel range 59-61 USD.

L'argento (XAG/USD) ha registrato un forte rialzo settimanale superiore al 12%, raggiungendo nuovi massimi storici vicino ai 56,54 USD/oncia al 29 novembre 2025, con un momentum rialzista sostenuto da pattern cup-and-handle in formazione su timeframe giornaliero. Su grafico settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a 49,39 USD, superata con decisione dal prezzo attuale che mantiene higher highs, mentre la media a 200 periodi a 39,04 USD rafforza il trend strutturale bull con supporto dinamico distante.
L'RSI (14 periodi) a circa 72-74 segnala un momentum fortemente rialzista ma vicino alla zona di ipercomprato (sopra 70), con Stochastic %K al 88,93% che conferma forza buyers senza divergenze ribassiste immediate, coerente con volumi elevati nel rally.
La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale ascendente pronunciato su settimanale, con pendenza positiva e sequenza di higher lows da 36 USD che sostiene l'outperformance relativa all'oro, senza segni di esaurimento strutturale.
Livelli di supporto chiave emergono a 54,00-53,26 USD (media 5-day e consolidamento recente), 50,84 USD (media 20-day e ritracciamento 38,2%) e 46-48 USD (50% Fibonacci del rally), mentre resistenze si concentrano su 56,67 USD (3 deviazioni standard), 62,43 USD (RSI 80%) e 63-64 USD (proiezione pattern).
Pattern candlestick dominanti includono forti candele bullish engulfing su giornaliero e settimanale, con breakout da gap rialzista iniziale e handle in completamento che indicano potenziale continuazione, supportati da ADX a 21-24 in espansione.

Ancora più brillante la performance del Nasdaq, che ha sovraperformato l’S&P 500 con un rialzo vicino al 4%. L’indice tecnologico ha chiuso di fatto sui massimi settimanali, segnalando una fase di forza estrema del comparto growth e, in particolare, dei grandi nomi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Il posizionamento dei prezzi al 100% del range settimanale indica un controllo quasi totale da parte dei compratori, con gli eventuali ribassi intraday rapidamente riassorbiti.
Sul fronte della volatilità, l’indice VIX ha registrato un vero e proprio crollo, con una flessione nell’ordine di quasi il 30% rispetto all’apertura settimanale. Il ritorno del VIX in area tipica dei “mercati tranquilli” è coerente con la fase risk-on in atto e con la progressiva normalizzazione delle aspettative di rischio da parte degli operatori. Una volatilità implicita così compressa di solito anticipa o accompagna fasi di trend direzionali più ordinati, riducendo nel breve la probabilità di scossoni improvvisi, pur mantenendo aperto il tema di eventuali prese di profitto più avanti.
ha archiviato la settimana con un progresso di poco superiore al 3%, dopo aver oscillato in un range relativamente contenuto e aver chiuso in prossimità dei massimi settimanali. Questo comportamento, con prezzi stabilmente nella parte alta del range, conferma un momentum rialzista ben strutturato e la presenza di flussi in acquisto diffusi su tutto il listino. La volatilità storica contenuta suggerisce un mercato ordinato, dominato da acquisti sistematici più che da movimenti impulsivi di breve periodo.
Il Nasdaq ha mostrato un recupero parziale questa settimana dopo tre settimane di sell-off, testando la trendline rialzista estiva da sotto intorno ai 23.800-24.000 punti, con un rimbalzo che ha portato il prezzo vicino ai 23.950-24.160 al 29 novembre 2025, ma senza reclaim definitivo della struttura bull. Su timeframe giornaliero e settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a circa 23.494-23.574 punti, fungendo da supporto dinamico chiave superato nel recupero iniziale, mentre la media a 200 periodi a 23.149 punti rafforza la zona pivot tra 23.845-24.000, indicando un trend intermedio ancora intatto ma con volatilità elevata.
L'RSI (14 periodi) a 65,38 segnala un momentum rialzista moderato, sopra la soglia neutra di 50 ma sotto ipercomprato (70), con Stochastic al 99% che evidenzia overbought temporaneo ma senza divergenze ribassiste, coerente con un rimbalzo tecnico post-sell-off. La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale uptrend con accelerazione oltre i 25.000 punti rotta al ribasso, mantenendo higher lows ma con pendenza appiattita che suggerisce consolidamento vicino ai minimi da settembre, senza inversioni strutturali.
I livelli di supporto principali si collocano a 24.900-25.000 punti (iniziale), 24.500 punti (swing low) e 23.845-24.160 punti (zona testata venerdì), mentre le resistenze emergono a 25.200-25.300 punti (pivot area), 25.480 punti (prossimo ostacolo) e 26.000 punti (target upside).
Pattern candlestick rilevanti includono formazioni di reversal come Morning Star potenziali su daily dopo il hammer-like Friday, con price action che sfida la trendline da sotto e volumi in aumento sul rimbalzo, riflettendo indecisione ma bias verso continuazione se reclaim.

L'S&P 500 ha concluso la settimana del 29 novembre 2025 con un rialzo del 3,7%, chiudendo vicino ai 6.455 punti dopo un recupero broad-based che ha portato l'indice a testare massimi mensili, in un contesto di momentum rialzista ma con segnali di overbought emergenti.
Su timeframe giornaliero e settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si attesta a 6.377 punti, superata con forza dal prezzo che mantiene un allineamento bullish completo (tutte le MA da 5 a 200 periodi in buy), mentre la MA200 a 6.323 punti funge da supporto strutturale distante, confermando il trend intermedio up.
L'RSI (14 periodi) a 69,55 indica un momentum fortemente rialzista vicino alla soglia di ipercomprato (70), supportato da Stochastic al 60% e Williams %R a -14,47 (overbought), con MACD positivo a 25,62 che riflette accelerazione buyers senza divergenze immediate, coerente con volatilità ridotta (ATR 17,36). La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale ascendente con pendenza positiva sostenuta da higher highs settimanali, mantenendo la struttura bull da minimi di ottobre ma con appiattimento potenziale vicino ai record.
I livelli di supporto chiave emergono a 6.445-6.451 punti (S2/S1 pivot), 6.440 punti (S3 classico) e 6.323-6.377 punti (MA50/200), mentre le resistenze si concentrano su 6.462-6.467 punti (R1/R2), 6.472 punti (R3) e 6.700 punti (proiezione canale uptrend Q1 2026).
Pattern candlestick rilevanti includono sequenze bullish continuation su daily con closes sopra MA5/10, potenziali hammer reversal da supporti interni e price action che difende i pivot inferiori, con ADX a 32,3 che conferma forza direzionale up.

Il VIX ha mostrato un calo significativo questa settimana, scendendo da livelli superiori a 25 verso i 16,35 punti al 29 novembre 2025, con un ritracciamento del 5% giornaliero che riflette ridotta volatilità attesa post-Thanksgiving e grind higher dell'S&P 500.
Su timeframe giornaliero e settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a 15,58 punti, con il prezzo sotto tutte le MA principali (da MA5 a 14,45 a MA200 a 16,32), confermando un allineamento strong sell e trend discendente strutturale nonostante supporti oversold.
L'RSI (14 periodi) a 29,67 indica un momentum ribassista con zona oversold emergente (sotto 30), supportato da Stochastic al 15,93% e Williams %R a -98,44 (entrambi oversold), MACD negativo a -0,35 e ADX a 52,26 che conferma forza direzionale down senza inversioni immediate.
La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale discendente con lower highs settimanali, pendenza negativa accelerata da picchi di paura e sequenza di lower lows da minimi storici, coerente con contango nei futures VIX.
I livelli di supporto chiave emergono a 14,14-14,25 punti (S3/S2 classico), 14,31 punti (S1 pivot) e 14,00 punti (proiezione oversold estesa), mentre le resistenze si concentrano su 14,42-14,48 punti (pivot/R1), 14,59-14,65 punti (R2/R3) e 15,06-15,58 punti (MA20/50).
Pattern candlestick rilevanti includono formazioni bearish continuation come Engulfing Bearish su timeframe mensile e Belt Hold Bearish su 15-min, con price action che difende resistenze interne e volumi ridotti che riflettono calma di mercato.

La settimana ha confermato la leadership del settore tecnologico all’interno del listino americano, con i principali titoli a elevata capitalizzazione che hanno fornito un contributo determinante al rialzo degli indici. Il quadro complessivo evidenzia un’impostazione prevalentemente rialzista, con poche eccezioni di debolezza relativa.
Meta ha messo a segno la migliore performance del gruppo, con un rialzo superiore all’8% in pochi giorni. Il titolo ha chiuso praticamente sui massimi settimanali, posizionandosi nella fascia altissima del range e consolidando un vero e proprio break-out rialzista.
Questo comportamento accredita l’ipotesi di un trend in accelerazione, spesso associato a flussi di acquisto sia direzionali sia di copertura. Il quadro tecnico rimane impostato al rialzo, con eventuali fasi di pullback che, nel breve periodo, potrebbero rappresentare occasioni di ingresso in ottica trend following.
Tesla ha seguito da vicino il comportamento di Meta, con un progresso settimanale vicino al 7% e una chiusura solidamente posizionata nella parte alta del range.
La volatilità, pur non trascurabile, risulta relativamente contenuta per gli standard storici del titolo, segnale di un movimento più strutturato rispetto alle tipiche fasi di trading estremamente erratico che spesso caratterizzano il comparto EV.
La tenuta dei supporti di breve periodo e il consolidamento sopra le soglie tecniche chiave mantengono il bias rialzista predominante.
Amazon e Microsoft hanno registrato a loro volta progressi significativi, superiori al 3–4% sulla settimana, confermando uno scenario di forza diffusa sull’universo dei mega cap tecnologici. Entrambi i titoli hanno chiuso nella parte alta dei rispettivi range, con strutture grafiche coerenti con un trend rialzista in atto e fasi correttive contenute. L’impostazione tecnica di medio periodo rimane orientata verso ulteriori estensioni dei massimi, purché i primi livelli di supporto dinamico vengano rispettati.
Più sfumata la performance di Apple , che ha comunque chiuso la settimana in territorio ampiamente positivo ma con una dinamica dei prezzi meno esplosiva rispetto ai migliori performer del comparto. Il titolo presenta una volatilità particolarmente bassa e un comportamento tipico dei grandi titoli difensivi di qualità, con avanzamenti graduali e meno inclinati rispetto alle curve più pendenti osservate su altri nomi della tecnologia. Si tratta di un profilo coerente con una partecipazione al trend rialzista, ma con una minore aggressività in termini di beta.
In controtendenza rispetto ai colleghi di settore, Nvidia ha chiuso la settimana con una lieve correzione, nell’ordine di poco più dell’1% in negativo. Il titolo rimane caratterizzato da una volatilità molto elevata e mostra segnali di fisiologica presa di profitto dopo il forte rally dei mesi precedenti. Il posizionamento dei prezzi nella zona mediana del range settimanale suggerisce una fase di equilibrio tra acquisti e vendite, senza ancora indicazioni nette di inversione ma con una chiara attenuazione della spinta rialzista di brevissimo.
Il mercato valutario ha offerto spunti decisamente più contenuti rispetto a quello azionario, con movimenti di prezzo complessivamente modesti. Il cambio euro-dollaro ha chiuso la settimana con una variazione marginalmente positiva, nell’ordine di pochi decimi di punto percentuale, all’interno di un range ristretto. Il posizionamento dei corsi nella parte medio-alta dell’escursione settimanale indica una modulata preferenza per l’euro, favorita anche dal contestuale indebolimento dell’indice del dollaro.
Più debole la sterlina contro biglietto verde, con GBP/USD che ha registrato una lieve flessione in prossimità della parte bassa del proprio range. Si tratta di un movimento contenuto, ma sufficientemente chiaro nel segnalare una pressione ribassista moderata sulla divisa britannica. Il quadro tecnico rimane quello di un mercato sostanzialmente laterale con leggere inclinazioni direzionali, in attesa di nuovi driver fondamentali.
L’indice del dollaro statunitense (Dollar Index) ha chiuso la settimana in lieve calo, riflettendo una correzione del biglietto verde rispetto al paniere delle principali divise. Il posizionamento dei prezzi vicino alla fascia bassa del range settimanale è coerente con una fase di debolezza relativa, spesso collegata a periodi in cui gli investitori privilegiano asset di rischio e mercati azionari a scapito dei tradizionali beni rifugio. In questo contesto, l’andamento del dollaro rappresenta uno dei fattori di sostegno principale per il buon comportamento dei metalli preziosi.
L'EurUsd ha mostrato un trend rialzista questa settimana intorno a 1.1700-1.1705 al 29 novembre 2025, con un consolidamento vicino ai massimi di novembre dopo ritracciamenti da 1.1730, supportato da un dollaro debole e indicatori positivi su timeframe giornaliero.
Su grafico settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a circa 1.1664, superata dal prezzo attuale che mantiene un allineamento buy completo (MA da 5 a 200 tutte in buy), mentre la MA200 a 1.1624 funge da supporto strutturale, confermando momentum up con volatilità ridotta (ATR 0.0013).
L'RSI (14 periodi) a 56,47 indica un momentum rialzista moderato sopra 50, con MACD positivo a 0.001 e ADX a 21 che riflettono forza direzionale up senza overbought, nonostante Stochastic al 31,9% neutro e CCI a -55,95 che suggeriscono potenziale pausa.
La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale ascendente con pendenza positiva da minimi 1.1470, higher highs settimanali verso 1.1663 (14,6% Fibonacci) e ritracciamento previsto a 1.1592 (38,2%), senza rotture ribassiste.
I livelli di supporto principali emergono a 1.1695-1.1698 (S2/S1 pivot), 1.1692 (S3 classico) e 1.1656-1.1664 (MA100/50), mentre le resistenze si concentrano su 1.1704-1.1707 (R1/R2), 1.1710 (R3) e 1.1730 (massimi ottobre).
Pattern candlestick rilevanti includono candele white bullish settimanali senza shadow inferiore, con upper shadow atteso venerdì per test resistenze, coerenti con analisi multipla up (indicatori, volumi, Bollinger) e price action sopra MA20/50.

Il GbpUsd ha mostrato un rimbalzo moderato questa settimana intorno a 1.3575-1.3580 al 29 novembre 2025, con un rialzo dell'1,04% sui 5 giorni ma in contesto di correzione bearish da massimi 1.3675, testando resistenze pivot in un canale discendente settimanale. Su timeframe giornaliero, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a 1.3535, superata dal prezzo che mantiene un allineamento misto (7 buy/5 sell MA), mentre la MA200 a 1.3410 funge da supporto strutturale distante, confermando trend intermedio up ma con MA50/100 declinanti.
L'RSI (14 periodi) a 59,58 indica un momentum rialzista moderato sopra 50, con MACD positivo a 0.001 e ADX a 21,75 che riflettono forza buyers lieve, nonostante Stochastic al 40,80% neutro e CCI a -88,64 oversold emergente, coerente con volatilità ridotta (ATR 0,0011). La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale discendente con lower highs da 1.3675 verso ritracciamento 38,2% a 1.3385, pendenza negativa ma higher lows da 1.3035 che sostiene potenziale correzione bull fino a Double Top reversal.
I livelli di supporto chiave emergono a 1.3564-1.3555 (S1/S2 classico), 1.3541 (S3) e 1.3535 (MA50), mentre le resistenze si concentrano su 1.3587-1.3601 (R1/R2), 1.3610 (R3) e 1.3675 (massimi recenti).
Pattern candlestick rilevanti includono candele di indecisione con upper shadow su daily vicino a 1.3600, potenziali Engulfing Bullish in formazione su ritracciamenti e price action sopra MA20 (1.3576) che difende il bias up short-term senza rotture decisive.

Il Dollar Index (DXY) ha registrato un calo settimanale del 2,1% intorno ai 97,79 punti al 29 novembre 2025, con ritracciamento da massimi 100,39 in una fase correttiva bearish sotto la MA200 giornaliera, supportato da aspettative di tagli Fed e Treasury yields in calo.
Su timeframe giornaliero e settimanale, la media mobile semplice a 50 periodi si posiziona a 98,25 punti, con il prezzo sotto MA20/50/100/200 (allineamento sell 8/4), fungendo da resistenze dinamiche chiave che confermano il trend discendente intermedio dopo il breakout sopra 100,00.
L'RSI (14 periodi) a 41,64 indica momentum ribassista sotto 50, con STOCH al 26,26 (sell), MACD negativo a -0,14 e ADX a 31,69 (buy ma contesto down), mentre Williams %R neutro a -52 suggerisce potenziale oversold senza divergenze rialziste, coerente con volatilità moderata (ATR 0,10). La regressione lineare su dati recenti (ottobre-novembre 2025) delinea un canale correttivo discendente da 100,54, con lower highs verso ritracciamento 38,2% Fibonacci a 98,84 e pendenza negativa che sostiene il bias bear sotto 99,70 (MA200 settimanale).
I livelli di supporto principali si collocano a 97,72-97,61 (S1/S2 classico), 97,54 (S3) e 97,50 (proiezione oversold), mentre le resistenze emergono a 97,90 (R1), 97,97-98,08 (R2/R3) e 98,25-98,50 (MA50/200).
Pattern candlestick rilevanti includono Bullish Hammer su daily vicino a supporti pivot e Inverted Hammer mensile emergente, con price action laterale sotto resistenze che riflette indecisione ma controllo sellers persistente.
