
Il Nasdaq 100 mantiene un trend rialzista strutturale di medio-lungo periodo, con guadagni cumulativi superiori al 20% nell'ultimo anno, trainati dal boom dell'intelligenza artificiale, utili record delle big tech e un contesto macro USA favorevole con tassi reali in discesa. Tuttavia, l'indice si approssima pericolosamente a un cluster di resistenze critiche tra 25.800 e 26.400 punti, dove si accumulano evidenze di prese di profitto e potenziali esaurimenti di momentum, come segnalato dalle ombre superiori nelle ultime candele daily. Gli indicatori tecnici – medie mobili, RSI, regressione lineare, supporti/resistenze e price action candlestick – delineano un quadro moderatamente bullish ma con rischi correttivi in aumento, ideale per operazioni tattiche swing o intraday.
Il Nasdaq 100 beneficia di un contesto macro espansivo, con proiezioni di PIL USA al 2.2-2.5% per il 2026 e Fed funds rate attesi in graduale discesa verso il 3.75-4% entro fine anno, favorendo valutazioni tech elevate. La volatilità VIX si è stabilizzata intorno ai 15-17 punti, lontano dai picchi pandemici, permettendo un "grinding higher" con correzioni fisiologiche del 3-5% anziché crolli sistemici. Fattori di rischio includono delusioni sugli utili Q4 delle Magnificent 7 (Nvidia, Apple, Microsoft) e impatti da dazi commerciali sotto l'amministrazione Trump, che potrebbero innescare rotazioni settoriali verso value stocks.
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Al 12 gennaio 2026, il Nasdaq 100 quota intorno ai 25.750-25.800 punti, con un rialzo settimanale del 2.3% e mensile del 4.1%, confermando la pressione compratrice nonostante la vicinanza ai massimi storici. Le medie mobili esponenziali (EMA 20 a 25.520, EMA 50 a 25.480) fungono da supporti dinamici solidi, con il prezzo che mantiene una distanza positiva del 2-3% da entrambe, segnale classico di uptrend sano. La SMA 200 daily, ancorata a 23.900 punti, rappresenta il "linea della salute" del trend di lungo periodo, lontana ma pronta a contenere eventuali pullback profondi.
La regressione lineare polinomiale su timeframe daily (ultimi 60-90 giorni) delinea un canale ascendente con pendenza del 0.45%, dove il Nasdaq oscilla nella fascia superiore (R2=0.88), tipico di fasi di trend maturo ma non ancora esausto. La linea di regressione centrale transita a 25.450 punti, con bande di deviazione standard (±2σ) che definiscono il range 25.100-25.800; una permanenza sopra la mediana centrale rafforza lo scenario bullish. Eventuali deviazioni negative oltre -2σ segnalerebbero l'inizio di una fase correttiva, potenzialmente verso i 24.800 punti.
L'RSI(14) daily registra 62-65 punti, sopra la soglia neutra di 50 e con breakout di una trendline discendente dai massimi di dicembre, indicando momentum positivo e spazio per ulteriori estensioni rialziste senza ipercomprato estremo (>70). Su H4, l'RSI oscilla intorno ai 58, coerente con consolidamenti laterali; divergenze bearish (prezzi new high, RSI lower high) emerebbero solo sotto 55. Il MACD daily mostra istogramma positivo ma in lieve contrazione, suggerendo un rallentamento del ritmo accelerativo ma non un reversal imminente.
Le resistenze principali strutturano la fase upside: 25.850 punti (massimi intraday recenti e 161.8% Fibonacci extension da ottobre), 26.000 (psicologica e gap di apertura 2025), e 26.400 (proiezione regressione lineare). I supporti difensivi includono 25.500 (EMA50 e 61.8% retracement settimanale), 25.300 (base rimbalzo gennaio e volume profile POC), e 25.000 (confluenza MM20 + trendline ascendente). Una tenuta sopra 25.300 preserva l'uptrend; rotture sotto aprono 24.600-24.800, zona di forte domanda istituzionale.
Le ultime 5 sedute daily presentano engulfing bullish e marubozu rialzisti con chiusure superiori al 70% del range, confermando dominio buyer, ma le ombre upper tails su 25.800-25.850 indicano rifiuti aggressivi da seller. Sul weekly, emerge un potenziale "shooting star" o spinning top in formazione sulla resistenza, pattern di indecisione da validare con volumi in calo e conferma sotto EMA20. Assenza di hammer/doji ribassisti sui supporti mantiene il bias positivo; monitorare per inside bar o harami su rimbalzi.

Lo scenario finale sul Nasdaq 100, in questa fase di mercato, è una lettura sintetica ma non operativa: l’indice rimane inserito in un trend rialzista di medio periodo, supportato da fondamentali robusti, dal tema AI e da aspettative di politica monetaria meno restrittiva, ma si muove all’interno di una fascia di prezzi in cui aumenta la probabilità di fasi di consolidamento e di correzioni tecniche.
Dopo un guadagno di oltre il 20% negli ultimi 12 mesi e nuovi massimi storici toccati nell’autunno 2025, il Nasdaq 100 si colloca oggi nell’area dei 25.700–25.800 punti, molto vicino alla fascia dei record precedenti. Il quadro macro suggerisce crescita USA moderata, assenza di recessione imminente e un 2026 in cui la performance dell’indice dipenderà sempre più dalla capacità delle società tech di tradurre gli investimenti in AI in ritorni concreti, più che da semplici narrative.
La struttura tecnica resta orientata verso l’alto: i prezzi si mantengono sopra le principali medie mobili (in particolare l’area 25.400–25.500 legata alla EMA50), confermando un trend rialzista ancora intatto, anche se meno esplosivo rispetto alle fasi precedenti. Gli indicatori di momentum come l’RSI si collocano in zona neutrale–positiva, sopra 50 ma non in ipercomprato, fotografando un equilibrio in cui la pressione compratrice prevale, pur lasciando spazio a pause e movimenti laterali.
Diversi modelli e analisi convergono su un’idea di mercato “incanalato”: nell’orizzonte di breve-medio termine, l’area 24.000–24.600 viene indicata come supporto chiave, mentre la fascia 26.000–26.300 rappresenta una resistenza fondamentale e zona psicologica di possibile congestione. In questo contesto, le oscillazioni del Nasdaq 100 hanno buone probabilità di svilupparsi all’interno di un range ampio ma definito, in cui alternanza di fasi di espansione e compressione di volatilità diventa parte fisiologica del percorso del trend.
Guardando oltre il brevissimo, il destino dell’indice nel 2026 è strettamente legato all’evoluzione del comparto tecnologico e, in particolare, alla capacità delle big cap di dimostrare che la spesa in AI genera crescita sostenibile degli utili e non solo multipli più elevati. La forte concentrazione del Nasdaq 100 su pochi titoli dominanti resta un fattore ambivalente: da un lato amplifica il potenziale di ulteriori massimi, dall’altro rende l’indice più sensibile a eventuali delusioni su guadagni o guidance delle principali società.
In sintesi, il quadro attuale è quello di un Nasdaq 100 strutturalmente positivo ma più selettivo: un indice vicino ai massimi, sostenuto da trend di lungo periodo ancora favorevoli, ma che sembra avviato verso un 2026 meno lineare, fatto di fasi alterne di accelerazione, consolidamento e ri-prezzamento delle aspettative sulla tecnologia e sull’AI.