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Previsioni Nasdaq, Wall Street e mercati valutari: la rotta dei mercati per la prima settimana di agosto 2026

Sante Pellegrino
Sante Pellegrino
Trader Professionista, Formatore Bancario e Imprenditore Finanziario
1 ago 2026
Share
Analisi tecnica e previsioni su Nasdaq 100, titoli tech, petrolio, oro, EUR/USD e GBP/USD: scopri i livelli chiave e gli scenari da monitorare nella prima settimana di agosto 2026.

Appuntamenti chiave della settimana 3–8 agosto 2026

La settimana che si apre lunedì 3 agosto si presenta come uno dei momenti più densi dell'estate per i mercati finanziari. 

Sul fronte macroeconomico, l'appuntamento di maggior peso è il dato sull'occupazione non agricola americano — il cosiddetto Non-Farm Payroll — atteso per venerdì 8 agosto, accompagnato nel corso della settimana dai sussidi settimanali di disoccupazione e da una serie di indicatori secondari che contribuiranno a definire la traiettoria attesa per la politica monetaria della Federal Reserve. Sul fronte societario, lunedì 3 agosto sarà la volta di Berkshire Hathaway, martedì toccherà a Palantir — molto seguita dagli investitori sul tema dell'intelligenza artificiale — e ai primi risultati di bilancio di SpaceX da quando la società è quotata; attesa anche la trimestrale di AMD, protagonista di primo piano nella filiera dei semiconduttori. 

Agosto è storicamente un mese in cui la liquidità più contenuta amplifica i movimenti di prezzo, un elemento che rende ancora più importante monitorare con disciplina i livelli tecnici descritti nelle prossime sezioni. Questi appuntamenti rappresentano i principali catalizzatori per la price action su Nasdaq 100, Wall Street, WTI Crude Oil, XAU/USD, EUR/USD e GBP/USD nella settimana entrante.

Prima facciamo il punto di quello accaduto sin qui.

Nella settimana borsistica chiusa il 1° agosto è stata tra le più dense di informazioni degli ultimi mesi, intrecciando due eventi capaci, da soli, di muovere l'intero comparto tecnologico: l'audizione del presidente della Federal Reserve Jerome Powell e la stagione delle trimestrali delle Magnifiche Sette. Mercoledì 29 luglio Powell ha confermato un atteggiamento di attenzione verso la dinamica inflattiva, ribadendo la disponibilità della Fed a intervenire sui tassi qualora le condizioni lo richiedessero, ma senza fornire indicazioni esplicite sulla tempistica. 

La reazione iniziale dei mercati, già orientati al ribasso, non è stata positiva — soprattutto sul Nasdaq, l'indice più esposto al mondo delle startup, del capitale di rischio e degli investimenti in capex legati all'intelligenza artificiale. 

Proprio il capex è stato il filo conduttore delle trimestrali pubblicate tra il 29 e il 30 luglio da Microsoft, Meta, Apple e Amazon, con Meta in testa per intensità di investimento dichiarata. 

Sul fronte valutario, il Dollar Index ha perso forza scendendo sotto la soglia dei 100 punti, innescando movimenti significativi su EUR/USD, GBP/USD e USD/JPY. 

Sul comparto energetico, il petrolio WTI ha vissuto una settimana di forte volatilità geopolitica, schizzando dagli 81 dollari fino a quasi 94 dollari al barile per le tensioni tra Iran e Stati Uniti nell'area del Golfo, prima di stabilizzarsi in chiusura di settimana in area 91 dollari. L'oro ha invece proseguito la propria fase di compressione all'interno del canale 4.000–4.200 dollari l'oncia.

 

Warsh Fed

 

Nasdaq 100: test del supporto critico e doppio minimo in costruzione

Il Nasdaq 100 entra nella prima settimana di agosto in una posizione tecnica delicata, con il mercato che ha formato un minimo significativo in corrispondenza del ritracciamento del 30% di Fibonacci e ora testa la tenuta di quella zona prima di definire la prossima direzione.

NAS100: contesto generale

Il Nasdaq 100, analizzato tramite i CFD Pepperstone su TradingView, aveva sviluppato un movimento rialzista esteso dai minimi di fine marzo fino al massimo di inizio giugno in area 30.700 punti. 

Da quel massimo l'indice ha mostrato segnali progressivi di debolezza, con un doppio massimo che ha respinto più tentativi di breakout e ha poi innescato una correzione accelerata dopo la rottura del supporto di area 29.000 punti. Il ritracciamento del 30% di Fibonacci, calcolato sull'intera gamba rialzista, si colloca intorno a 28.370 punti e il mercato ha formato in quella zona il minimo del 29 luglio, in coincidenza con l'audizione di Powell e con le prime trimestrali tech. Il rimbalzo che ne è seguito ha riportato i prezzi verso l'area del ritracciamento, senza però riuscire a chiudere venerdì 1° agosto stabilmente al di sopra dei 28.335 punti, un dettaglio tecnico che mantiene aperta l'alternativa ribassista.

Livelli tecnici di riferimento

Il livello cardine nella settimana del 3 agosto è l'area 28.335–28.370 punti, coincidente con il minimo recente e con il 30% di Fibonacci. Una tenuta duratura al di sopra di questa zona aprirebbe la possibilità di un doppio minimo, con il primo obiettivo di rialzo in area 28.700 punti, dove insiste una resistenza dinamica di breve periodo. 

Un superamento convinto di 28.700 punti porterebbe il mercato ad attaccare la zona 29.000–29.200 punti, vecchio supporto ora trasformato in resistenza, e in un secondo momento la soglia più rilevante dei 29.500 punti. Sul lato del ribasso, una rottura decisa al di sotto dei 28.335 punti con chiusura di sessione inferiore a quel livello ridarebbe vigore alla struttura ribassista e aprirebbe spazio verso l'area 27.100 punti, dove confluiscono un supporto statico di swing e la media mobile di lungo periodo.

Scenari operativi per la settimana del 3 agosto

Il quadro che emerge è quello di un mercato in bilico tra due scenari di pari plausibilità tecnica. La formazione di un doppio minimo sull'area 28.335–28.370 punti, supportata da un eventuale sorpresa positiva sui dati di occupazione di venerdì o da reazioni costruttive alle trimestrali di Palantir e AMD, potrebbe catalizzare un rimbalzo verso i 29.000–29.500 punti nella seconda metà della settimana. 

Al contrario, una nuova violazione al ribasso dei minimi del 29 luglio — soprattutto se accompagnata da dati macro americani più deboli del previsto — renderebbe prioritaria la lettura dei livelli inferiori e ridisegnerebbe il profilo di rischio dell'intero comparto. Agosto, con la sua liquidità ridotta, amplifica entrambi i movimenti: la disciplina nella gestione delle posizioni rimane la variabile più importante.

 

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Meta: bilancio deludente e strada verso i 610 dollari

Meta Platforms ha chiuso la settimana con una trimestrale che non ha convinto il mercato. L'utile per azione è tornato in flessione di circa un dollaro rispetto al trimestre precedente, un arretramento che agli occhi degli operatori assume un peso maggiore perché va a diluire l'effetto dei miglioramenti registrati nei trimestri passati. Il tema di fondo rimane quello della fiducia nel ritorno degli investimenti in capex destinati all'intelligenza artificiale, un ritorno che per natura non può essere atteso nel breve periodo. 

Sul piano grafico, il titolo ha individuato un'area di supporto compresa tra i 500 e i 520 dollari, con un livello più profondo attorno ai 480 dollari. La resistenza da superare per restituire un segnale costruttivo agli investitori è quella dei 610 dollari: solo un ritorno stabile al di sopra di quella soglia, con un successivo breakout verso i 630–660 dollari, consentirebbe di ipotizzare una riapertura della struttura rialzista di medio periodo. Meta, nella sua storia, ha già dimostrato la capacità di reinventare il proprio modello di business: il mercato attende ora un segnale concreto in quella direzione.

 

Meta

Microsoft: rimbalzo a doppia cifra e gap volumetrico da chiudere

Microsoft ha sorpreso il mercato con un'apertura in breakout e una performance superiore al 10% nella seduta successiva alla trimestrale, offrendo agli investitori un'importante opportunità di recupero. Il titolo conserva un supporto solido in area 382 dollari e porta con sé un vuoto volumetrico compreso tra i 390 e i 430 dollari, cioè una zona di prezzo scambiata storicamente con scarsa liquidità, che il mercato potrebbe cercare di richiudere nelle prossime sedute. 

La fascia di prezzo tra i minimi di marzo e quelli più recenti di luglio è caratterizzata da volumi particolarmente elevati, un elemento che rende plausibile una fase di volatilità sostenuta nella settimana entrante. In questo contesto, appare più probabile una chiusura progressiva del gap residuo piuttosto che un breakout immediato dell'area 470–480 dollari, soglia che resta comunque l'obiettivo tecnico di medio periodo per i rialzisti.

 

Microsoft

 

Amazon: breakout del 12% e volumi da monitorare

Amazon ha riportato una crescita robusta dell'utile per azione, passato da 1,80 a 5,75 dollari, anche se — come già osservato per Alphabet nella settimana precedente — non si può escludere che parte del miglioramento derivi da operazioni di riacquisto di azioni proprie piuttosto che da una crescita organica degli utili. 

Sul piano grafico il titolo è rimbalzato dall'area dei 230 dollari, riportandosi verso i massimi recenti in area 270 dollari, con un supporto intermedio a 247 dollari e un potenziale target rialzista in area 300 dollari in caso di breakout confermato. Il punto di attenzione riguarda la qualità dei volumi: a differenza di quanto osservato su Microsoft, dove l'aumento dei volumi è coinciso con i minimi di prezzo, su Amazon l'incremento volumetrico si è concentrato in corrispondenza di supporti già consolidati, una configurazione che in alcuni casi può anticipare fasi di distribuzione piuttosto che di vera accumulazione. 

Il movimento superiore al 12% registrato tra la chiusura di giovedì e l'apertura di venerdì rende comunque l'area dei 280 dollari lo snodo tecnico da monitorare con la maggiore attenzione nella settimana entrante.

 

Amazon

Apple: calo del 7% e lettura strategica del movimento

Apple ha registrato la reazione più netta tra i grandi nomi tech: dalla chiusura di giovedì a 330 dollari il titolo ha aperto venerdì a 304 dollari, un arretramento del 7% che va contestualizzato nel quadro tecnico più ampio. La società rimane la meno esposta, tra le Magnifiche Sette, agli investimenti diretti in intelligenza artificiale, mantenendo un profilo finanziario conservativo orientato all'accumulo patrimoniale e alla distribuzione di un utile per azione contenuto ma in crescita costante. 

Una lettura possibile del comportamento recente è quella di una strategia attendista, con la società che osserva l'evoluzione tecnologica dei concorrenti prima di intervenire con soluzioni più efficienti, forte anche dell'esperienza altrui. Il supporto fondamentale si colloca in area 296 dollari, zona che coincide con la chiusura di alcuni gap volumetrici lasciati aperti dal ribasso di giugno. 

La prima resistenza tecnica dinamica è posizionata a 310 dollari, rafforzata dalla presenza di una barriera di volumi allo stesso livello; un suo superamento, insieme a quello dell'area 315–320 dollari, aprirebbe la strada verso la resistenza successiva in area 340 dollari, non lontana dai massimi storici recenti. Per la settimana entrante, i riferimenti operativi restano quindi il supporto di area 300 dollari e l'eventuale breakout al di sopra dei 320 dollari.

 

Apple

 

Dollar Index, EUR/USD, GBP/USD e USD/JPY: indebolimento strutturale del biglietto verde

Il Dollar Index ha perso forza in modo marcato a partire dall'audizione di Powell di mercoledì 29 luglio, scivolando sotto la soglia dei 100 punti dopo aver toccato nelle settimane precedenti un'area di quadruplo massimo compresa tra 101,50 e 101,70 punti. 

Le dichiarazioni del presidente della Fed — incentrate su un'inflazione considerata sotto controllo e su tassi che potrebbero rimanere fermi più a lungo senza ulteriori inasprimenti — hanno ridotto il premio di rendimento che sosteneva il dollaro contro le principali valute, innescando una fase di debolezza strutturale che si è manifestata con particolare intensità nel finale di settimana. 

Per la settimana del 3 agosto, il livello critico da osservare sul Dollar Index è l'area 99,00–99,50 punti: una permanenza stabile al di sotto di questa soglia confermerebbe la pressione ribassista e alimenterebbe ulteriori movimenti di forza sull'euro, sulla sterlina e sullo yen. 

Un eventuale recupero sopra i 100,50 punti, invece, segnalerebbe un ritorno di interesse verso il biglietto verde e potrebbe frenare i movimenti rialzisti sulle principali controparti. I dati sull'occupazione non agricola di venerdì 8 agosto saranno il principale catalizzatore direzionale per il Dollar Index nell'intera settimana.

 

EUR/USD: quadruplo minimo e rottura del canale di accumulazione

L'euro ha sfruttato con tempestività la debolezza del dollaro, rompendo un canale di accumulazione dopo aver formato un quadruplo minimo in area 1,1371–1,1380 e accelerando poi verso lo swing di area 1,1470, superato con chiusura di venerdì 1° agosto in prossimità delle resistenze dinamiche di area 1,1530. Questo comportamento lascia presagire, per la settimana del 3 agosto, un ulteriore tentativo di rialzo verso la parte alta del canale di regressione lineare in tendenza ribassista, un movimento che potrebbe iniziare a mettere in discussione l'impostazione negativa di fondo che ha caratterizzato il cambio per buona parte dell'estate. 

La resistenza chiave da monitorare è l'area 1,1550–1,1580: un superamento stabile di quella soglia, accompagnato da volumi confermati, aprirebbe spazio verso 1,1650 e, in un secondo momento, verso 1,1750. Sul lato del supporto, il livello di 1,1470 diventa ora la prima area di difesa per i rialzisti dell'euro, con il pavimento strutturale ancora collocato nell'area del quadruplo minimo tra 1,1371 e 1,1380: solo una rottura decisiva al di sotto di quella zona invaliderebbe lo scenario costruttivo e riporterebbe la coppia verso i supporti inferiori di area 1,1270–1,1300. Per i trader che operano sull'EUR/USD tramite CFD Pepperstone, la settimana entrante richiederà attenzione particolare alla pubblicazione dei dati macro americani di metà settimana e alle prime indicazioni sul mercato del lavoro USA, che fungeranno da arbitri della traiettoria del cambio.

 

EurUSd

 

GBP/USD: forza anticipatrice e breakout confermato

La sterlina britannica ha mostrato in questa fase una dinamica particolarmente interessante, muovendosi in anticipo rispetto all'euro e anticipando il movimento di debolezza del dollaro con una struttura tecnica già costruttiva da settimane. 

Dopo aver difeso il supporto di area 1,3100–1,3130 già a giugno, il GBP/USD ha rotto la resistenza di area 1,3300, sfiorato quota 1,3550, subito un pullback verso l'80% del canale ribassista in area 1,3280 e rotto nuovamente al rialzo la resistenza di area 1,3450 nella settimana appena conclusa, aprendo la strada a un possibile test dell'area 1,3570 e, in estensione, di quota 1,3600. Sul piano tecnico, il livello di 1,3450 rappresenta ora il primo supporto dinamico da difendere in caso di correzione: una tenuta al di sopra di quella zona nella settimana del 3 agosto manterrebbe intatta la struttura rialzista e renderebbe plausibile un attacco alle resistenze superiori di 1,3570–1,3600. 

Un superamento stabile di quella fascia proietterebbe il cambio verso l'obiettivo successivo in area 1,3700–1,3750, zona nella quale si collocano massimi di swing di medio periodo. Verso il basso, il supporto più rilevante rimane l'area 1,3280–1,3300: una rottura di quel pavimento ricondurrebbe la sterlina in un contesto tecnico significativamente più fragile.

 

GBPUSD

 

USD/JPY: lo yen recupera con decisione dai minimi storici

Il movimento più marcato dell'intera settimana sul comparto valutario ha riguardato lo yen giapponese, che si trovava sui minimi storici proprio nei giorni precedenti l'audizione della Fed e che ha successivamente ritrovato forza in modo deciso. Il cambio USD/JPY è sceso dai livelli di 163–164 fino ai minimi di venerdì 1° agosto in area 157, un recupero rilevante per la divisa giapponese che riflette sia la debolezza strutturale del dollaro sia una rinnovata attenzione degli operatori verso la Banca del Giappone, percepita come potenzialmente più aggressiva nel rialzo dei tassi rispetto alle attese iniziali. 

Per la settimana del 3 agosto, il livello di 157 costituisce il primo supporto tecnico di riferimento: una rottura al di sotto di quella soglia accelererebbe il recupero dello yen verso area 154–155, con implicazioni rilevanti non solo per il cambio in sé ma anche per i carry trade basati sullo yen, che in caso di ulteriore apprezzamento della divisa giapponese potrebbero generare effetti a catena su altri asset rischiosi, inclusi gli indici azionari americani.

 

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Petrolio WTI: breakout dalla compressione e resistenza dei 93 dollari

Il petrolio WTI si avvicina alla prima settimana di agosto in una posizione tecnica significativamente cambiata rispetto a quella di inizio luglio. Il breakout rialzista avvenuto sopra i 77 dollari al barile ha dato origine a un movimento direzionale che ha poi trovato una prima resistenza importante in area 93 dollari, coincidente con il 50% del ritracciamento di Fibonacci calcolato sul precedente movimento ribassista. Da quel livello il prezzo è stato respinto, tornando verso il supporto del 30% di Fibonacci in area 83,60 dollari, dove nelle ultime sedute si muove in assestamento laterale.

WTI: contesto generale e livelli chiave

Il WTI Crude Oil, analizzato attraverso i CFD Pepperstone su TradingView, porta con sé una struttura tecnica che nella settimana del 3 agosto pone due livelli come discriminanti principali. Sul lato della resistenza, il breakout dell'area 87,40 dollari rappresenta il primo segnale costruttivo necessario per rimettere in moto il movimento rialzista: un superamento confermato di quella soglia aprirebbe la strada alla chiusura del gap di area 91 dollari e, in un secondo momento, al test della resistenza chiave dei 93 dollari, coincidente con il 50% di Fibonacci. 

Un superamento stabile anche di quella barriera — insieme alla rottura del canale di regressione lineare ribassista che guida il trend di medio periodo — metterebbe in discussione l'intera impostazione ribassista del greggio e aprirebbe scenari di più lungo periodo significativamente diversi da quelli attuali. Sul lato del supporto, l'area 83,60 dollari rimane il riferimento tecnico di breve: una discesa stabile al di sotto di quel livello ricondurrebbe il prezzo verso la fascia 79–80 dollari, dove si concentra una zona di forte accumulazione volumetrica che in precedenza aveva sostenuto il movimento rialzista. 

Il contesto geopolitico nell'area del Golfo, con le tensioni tra Iran e Stati Uniti ancora irrisolte, mantiene alta la componente di premio di rischio incorporata nel prezzo del greggio e rappresenta una variabile esogena capace di alterare rapidamente la struttura tecnica in entrambe le direzioni.

 

Crude Oil Petrolio

 

Oro: compressione prolungata e bivio direzionale

L'oro entra nella prima settimana di agosto come l'asset che più di tutti ha bisogno di una risoluzione della propria fase di stasi. Il metallo prezioso ha trascorso l'intero mese di luglio all'interno di un canale di regressione lineare ribassista molto compresso, oscillando tra la resistenza di area 4.150 dollari e il supporto di area 4.000 dollari l'oncia, senza mai produrre un movimento direzionale convincente in nessuna delle due direzioni. 

Questa compressione prolungata della volatilità è, da un punto di vista tecnico, la premessa più frequente per un'espansione direzionale significativa: il mercato accumula energia all'interno di un range ristretto fino al momento in cui un catalizzatore esterno — macro, geopolitico o di sentiment — rompe l'equilibrio e innesca un movimento ampio e rapido.

XAU/USD: livelli tecnici e scenari

Il livello di 4.000 dollari l'oncia rimane il pavimento strutturale da cui parte l'intera lettura tecnica sull'oro nella settimana del 3 agosto. Una tenuta di questa soglia, accompagnata da volumi crescenti sul lato degli acquisti e da un contestuale indebolimento del dollaro — scenario coerente con quanto già osservato nella settimana appena conclusa — potrebbe innescare un movimento rialzista verso la resistenza superiore del canale, con un obiettivo iniziale in area 4.150 dollari e, in caso di breakout confermato, un secondo target in area 4.450 dollari l'oncia. 

Sul lato opposto, una rottura ribassista al di sotto dei 3.980 dollari con chiusura di sessione inferiore a quel livello cambierebbe completamente il profilo tecnico dell'oro e aprirebbe spazio verso il supporto più vicino di area 3.700–3.750 dollari, con possibili estensioni verso 3.400 dollari in caso di accelerazione ribassista. Il dato sull'occupazione americana di venerdì 8 agosto sarà il principale catalizzatore di breve: un mercato del lavoro più debole del previsto ridurrebbe le aspettative di tassi elevati prolungati, sostenendo l'oro attraverso un calo dei rendimenti reali; al contrario, un dato forte rafforzerebbe il dollaro e penalizzerebbe ulteriormente il metallo prezioso.

 

Gold Oro

 

Conclusioni: la prima settimana di agosto in sintesi

La prima settimana di agosto 2026 si presenta come uno dei momenti più densi di potenziale direzionale dell'intera estate. Il Nasdaq 100 è chiamato a difendere il supporto critico di 28.335–28.370 punti per non riaprire la struttura ribassista, mentre Wall Street dovrà metabolizzare le trimestrali di Palantir, AMD e Berkshire Hathaway in un contesto di liquidità ridotta tipico del mese di agosto. Il petrolio WTI ha davanti a sé un bivio tecnico preciso: breakout sopra 87,40 dollari per riaprire la strada verso i 93 dollari, o ritorno verso i supporti di area 83,60 dollari. 

L'oro è in attesa di una risoluzione della compressione tra 4.000 e 4.150 dollari, con le conseguenze di ciascuno scenario già ben definite tecnicamente. Sul fronte valutario, il Dollar Index sotto i 100 punti mantiene il vento in favore di euro, sterlina e yen, con EUR/USD verso 1,1550 e GBP/USD in direzione 1,3570–1,3600 come scenari di riferimento per la settimana. Il Non-Farm Payroll di venerdì 8 agosto sarà l'evento-guida di tutta la settimana, in grado di orientare simultaneamente dollaro, indici azionari, oro e petrolio in poche ore.

 

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