
L’ultima settimana di agosto si apre con un mercato ancora caratterizzato da forti divergenze.
L’oro mantiene un’impostazione rialzista, il petrolio si avvicina a una resistenza tecnica decisiva, mentre il dollaro resta relativamente debole. Sul fronte azionario, Nasdaq, S&P 500 ed Europa dovranno dimostrare di poter difendere i supporti dopo la recente volatilità del comparto tecnologico.
Il principale appuntamento della settimana sarà la pubblicazione dei risultati di Nvidia, prevista per mercoledì 26 agosto dopo la chiusura di Wall Street. Nella stessa giornata sono attesi anche i conti di CrowdStrike, HP, Salesforce e Synopsys. Per Nvidia, il consenso di mercato indica ricavi vicini a 91,9 miliardi di dollari ed EPS pari a circa 2,09 dollari, mentre la guidance societaria si colloca intorno a 91 miliardi di dollari, con una variazione del 2%. Gli investitori guarderanno soprattutto alla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, alla spesa dei grandi operatori cloud, ai margini e alle indicazioni per il trimestre successivo.
L’oro conserva un’impostazione costruttiva finché le quotazioni rimangono stabilmente sopra 4.600 dollari. Dopo una lunga fase di accumulazione e compressione della volatilità sviluppata nel mese di luglio, il metallo ha accelerato oltre 4.250 e 4.300 dollari, completando poi il superamento della soglia psicologica dei 4.500 dollari nella seduta del 19 agosto.
Il movimento ha condotto i prezzi verso l’area 4.630-4.680 dollari, con un’estensione settimanale di circa 297 dollari e un incremento prossimo al 6,87%.
La progressione è stata sostenuta anche dalla debolezza del dollaro, ma la rapidità del rialzo impone ora una verifica della qualità dei consolidamenti. Un ritorno dei prezzi sopra 4.600 dollari, seguito da una chiusura giornaliera al di sopra dei massimi recenti, manterrebbe attivo un potenziale obiettivo in area 4.770 dollari.
Al contrario, una perdita di 4.600 dollari trasformerebbe la precedente resistenza in una prima area di offerta. Il supporto volumetrico più vicino si trova a 4.400 dollari, mentre la fascia 4.340 dollari coincide con un supporto dinamico collegato alla media mobile. Soltanto una discesa più profonda verso 4.000 dollari comprometterebbe in modo significativo la struttura rialzista di medio periodo.
L’oro, quotato come CFD XAU/USD sulla piattaforma Pepperstone, si trova in una fase di forte accelerazione rialzista.
Al 22 agosto 2026, il prezzo spot si attesta a 4.608,19 dollari per oncia, in rialzo di 89,23 dollari, pari all’1,97%. Nel corso della sessione, le quotazioni hanno raggiunto un massimo di 4.632,15 dollari e un minimo di 4.508,99 dollari, rispetto alla chiusura precedente di 4.518,95 dollari. Il superamento dell’area compresa tra 4.400 e 4.450 dollari ha modificato positivamente la struttura tecnica di breve e medio periodo.
Questa fascia, in precedenza interpretata come resistenza, potrebbe ora trasformarsi in un supporto dinamico in caso di ritracciamento.
La permanenza sopra la soglia psicologica di 4.600 dollari conferma il controllo degli acquirenti, anche se l’ampiezza del rialzo giornaliero lascia spazio a prese di profitto o a una fase di consolidamento.
La media mobile a 50 periodi rimane il principale riferimento per valutare la direzione del trend. Finché il prezzo si mantiene sopra la SMA 50 e la media continua a salire, l’impostazione resta favorevole ai compratori. Un eventuale ritorno verso questo indicatore potrebbe rappresentare un normale pullback, soprattutto in presenza di una candela di reazione rialzista. Al contrario, una chiusura giornaliera sotto la SMA 50, accompagnata dalla perdita dei supporti orizzontali, segnalerebbe un deterioramento del quadro tecnico.
L’area tra 4.600 e 4.632,15 dollari costituisce la prima resistenza da monitorare. Una chiusura giornaliera sopra il massimo di sessione, preferibilmente sostenuta da volumi in aumento, potrebbe confermare la prosecuzione del trend e favorire nuovi massimi. In caso di respingimento, invece, il prezzo potrebbe correggere verso 4.519–4.509 dollari, livelli corrispondenti rispettivamente alla chiusura precedente e al minimo della sessione.
L’RSI a 14 periodi sarà utile per valutare la sostenibilità del momentum. Un valore stabile sopra 50 confermerebbe il controllo dei compratori, mentre una lettura tra 60 e 70 indicherebbe un trend ancora solido, ma non necessariamente eccessivo. Un eventuale ingresso sopra 70 segnalerebbe ipercomprato e il possibile rallentamento del movimento, senza tuttavia rappresentare un segnale automatico di vendita. Nei trend particolarmente forti, infatti, l’RSI può rimanere a lungo su livelli elevati.
Anche i volumi possono aiutare a distinguere un breakout autentico da un falso segnale. Nel CFD sull’oro, il volume visualizzato da TradingView può corrispondere al tick volume, cioè al numero di variazioni del prezzo, e non al volume centralizzato di tutti gli scambi. È quindi più utile in termini comparativi. Una rottura di 4.632,15 dollari accompagnata da volumi superiori alla media rafforzerebbe la validità del breakout; volumi deboli, invece, aumenterebbero il rischio di un ritorno all’interno del range.
Dal punto di vista candlestick, una chiusura ampia sopra 4.632,15 dollari rappresenterebbe il segnale più favorevole alla continuazione rialzista.
Al contrario, una shooting star nell’area 4.600–4.632 indicherebbe un rifiuto dei prezzi più elevati. Una bearish engulfing dopo l’attuale accelerazione potrebbe anticipare una correzione verso 4.519–4.509 dollari, soprattutto se accompagnata da volumi in aumento e da un RSI in discesa. In caso di pullback, la formazione di un hammer o di una bullish engulfing sui supporti potrebbe invece segnalare la ripresa della domanda.
Lo scenario principale resta rialzista finché il prezzo mantiene la soglia di 4.600 dollari e, soprattutto, finché non perde con decisione l’area 4.509–4.519. Una rottura confermata sopra 4.632,15 potrebbe favorire un’estensione verso nuovi massimi. Al contrario, una discesa sotto 4.509 aumenterebbe il rischio di un ritorno verso 4.450–4.400 dollari, area che rappresenta il principale supporto derivato dal precedente breakout.
In conclusione, il CFD sull’oro Pepperstone presenta una struttura tecnica positiva, sostenuta dal superamento delle precedenti resistenze e dalla permanenza su livelli record.
Tuttavia, un rialzo vicino al 2% in una sola sessione richiede prudenza. Prima di valutare nuovi ingressi, sarebbe preferibile attendere una chiusura sopra 4.632,15 dollari oppure una reazione rialzista durante un eventuale pullback.
La conferma del trend dovrebbe arrivare dalla combinazione tra prezzo sopra la SMA 50, RSI superiore a 50, volumi in aumento sui breakout e pattern candlestick coerenti con la direzione del movimento.
Questa analisi ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione personalizzata.

L’argento ha partecipato alla fase positiva dei metalli preziosi, ma non ha ancora completato un’inversione tecnica paragonabile a quella dell’oro. Il prezzo si è spinto verso 68 dollari l’oncia, ma il quadro resta più compresso e condizionato dalla precedente fase ribassista.
La prima resistenza è collocata tra 71 e 72 dollari, mentre il livello realmente discriminante rimane 75 dollari. Il superamento di questa soglia fornirebbe una conferma più credibile del cambiamento strutturale e aprirebbe spazio verso obiettivi superiori.
Fino a quel momento, l’argento potrebbe continuare a seguire la direzione dell’oro, ma con maggiore prudenza e una partecipazione meno lineare.
Il WTI ha violato il canale di regressione lineare ribassista e ha recuperato fino all’area degli 88 dollari al barile, colmando parzialmente il gap lasciato aperto dalla candela del 24 luglio. La fascia compresa tra 88 e 90 dollari rappresenta ora la principale barriera tecnica della settimana.
Un breakout confermato sopra 90 dollari, preferibilmente accompagnato da un aumento dei volumi e da chiusure giornaliere solide, potrebbe proiettare il prezzo verso 93 dollari, dove si colloca una successiva resistenza di natura tecnica. Il problema è che l’attuale rialzo non sembra ancora sostenuto da una piena espansione degli scambi: questo aumenta il rischio di una fase laterale o di un falso superamento della resistenza.
Il supporto centrale rimane in area 83 dollari, dove si concentra il principale riferimento volumetrico.
Una rottura di questo livello indebolirebbe il recupero e aumenterebbe la probabilità di un ritorno verso 82 dollari. In termini macroeconomici, un arretramento del petrolio ridurrebbe la pressione sui costi energetici e potrebbe contribuire a contenere le aspettative d’inflazione; al contrario, un’accelerazione oltre 90 dollari tornerebbe a rappresentare un fattore di rischio per rendimenti e asset rischiosi.
Il petrolio Brent, quotato come CFD sulla piattaforma Pepperstone, mantiene un’impostazione positiva nel breve periodo, ma si trova a ridosso di una resistenza significativa. Al 22 agosto 2026, l’ultima quotazione disponibile è pari a 94,39 dollari al barile, in rialzo di 0,61 dollari, corrispondenti a un progresso dello 0,65%. Durante la sessione, il prezzo ha oscillato tra un minimo di 92,77 e un massimo di 94,81 dollari, mentre la chiusura precedente era fissata a 93,78 dollari.
Il movimento in corso conferma il recupero del Brent verso la soglia dei 95 dollari. Il superamento dell’area compresa tra 92 e 93 dollari ha rafforzato la struttura rialzista di breve periodo, ma il mercato deve ancora oltrepassare con decisione la fascia di resistenza tra 94,80 e 95 dollari. Questo intervallo rappresenta uno spartiacque tecnico: una chiusura giornaliera sopra 95 dollari potrebbe favorire un’estensione del movimento, mentre un nuovo rifiuto dei prezzi aumenterebbe il rischio di consolidamento o di ritracciamento.
La media mobile a 50 periodi rimane il principale filtro per valutare la direzione del trend.
Finché il prezzo si mantiene sopra la SMA 50 e la media conserva una pendenza crescente, il quadro tecnico resta favorevole ai compratori. Un eventuale ritorno verso questo indicatore potrebbe essere interpretato come un normale pullback, soprattutto in presenza di una candela di reazione positiva. Al contrario, una chiusura sotto la SMA 50, accompagnata dalla perdita dei supporti orizzontali, segnalerebbe un indebolimento del momentum e potrebbe spingere il prezzo verso livelli inferiori.
Il primo ostacolo è rappresentato dal massimo di sessione a 94,81 dollari, seguito dalla soglia psicologica di 95 dollari. Una chiusura sopra questa fascia, sostenuta da volumi in aumento, costituirebbe un segnale di forza e potrebbe aprire la strada verso nuovi massimi relativi. In caso di respinta, il primo supporto da monitorare si trova tra 93,33 e 93,78 dollari, livelli corrispondenti rispettivamente all’apertura e alla chiusura precedente.
La perdita di quest’area potrebbe favorire un ritorno verso 92,77 dollari, il minimo della sessione.
L’RSI a 14 periodi sarà utile per valutare la qualità del rialzo. Un valore sopra 50 confermerebbe la prevalenza del momentum positivo, mentre una lettura tra 60 e 70 indicherebbe una fase rialzista sostenuta, ma non necessariamente eccessiva. Un eventuale superamento di 70 segnalerebbe una condizione di ipercomprato tecnico e una maggiore vulnerabilità alle prese di profitto. Tuttavia, nei trend più solidi un RSI elevato non rappresenta automaticamente un segnale di vendita: sarebbe preferibile attendere una divergenza ribassista o una conferma proveniente dall’azione dei prezzi.
Anche i volumi svolgono un ruolo importante nella valutazione del movimento. Un breakout sopra 95 dollari accompagnato da volumi superiori alla media sarebbe più affidabile e indicherebbe una partecipazione crescente degli operatori.
Al contrario, un superamento marginale della resistenza con volumi ridotti potrebbe trasformarsi in un falso breakout. Una discesa sotto l’area 93,33–93,78, accompagnata da un’espansione dei volumi, segnalerebbe invece una maggiore pressione venditrice e aumenterebbe la probabilità di un test a 92,77 dollari.
Sul piano candlestick, una candela rialzista ampia con chiusura sopra 95 dollari fornirebbe la conferma più significativa per la prosecuzione del trend. Durante un eventuale ritracciamento, una bullish engulfing sui supporti compresi tra 93,33 e 93,78 dollari potrebbe indicare la ripresa della domanda. Al contrario, una shooting star nell’area 94,80–95 dollari segnalerebbe il rifiuto dei prezzi più elevati. Una bearish engulfing sulla stessa resistenza, soprattutto con volumi in aumento e RSI in discesa, potrebbe anticipare una correzione verso 93 dollari e successivamente 92,77 dollari.
Lo scenario principale resta moderatamente rialzista finché il Brent mantiene i supporti tra 93,33 e 93,78 dollari e rimane sopra la SMA 50. Una rottura confermata di 95 dollari potrebbe favorire una nuova accelerazione verso l’alto. Se invece il prezzo dovesse perdere 93,33 dollari, il mercato potrebbe entrare in una fase correttiva con primo obiettivo a 92,77 dollari. La violazione di quest’ultimo livello indebolirebbe ulteriormente la struttura e renderebbe più probabile un ritorno verso la SMA 50 o verso i supporti precedenti.
In conclusione, il CFD sul petrolio Brent di Pepperstone presenta una struttura tecnica costruttiva, ma la quotazione di 94,39 dollari si trova ormai a ridosso della resistenza decisiva tra 94,80 e 95 dollari.
La conferma rialzista richiederebbe una chiusura sopra 95 dollari, volumi in aumento, RSI sopra 50 e una candela di breakout ben definita. In alternativa, un ritracciamento verso 93,33–93,78 dollari potrebbe offrire un test importante della solidità del trend, soprattutto se accompagnato dalla formazione di un hammer o di una bullish engulfing.
Questa analisi ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione personalizzata.

Il Dollar Index ha chiuso l’ultima seduta a 98,84 punti, sostanzialmente stabile rispetto alla precedente chiusura di 98,80 e all’interno di un range compreso tra 98,48 e 98,91. Il dato conferma la permanenza dell’indice sotto l’area 99,50, livello che aveva rappresentato un supporto importante nella struttura precedente.
La discesa sotto 99,50 ha favorito l’accelerazione dell’oro oltre 4.500 dollari e ha sostenuto le principali valute concorrenti. L’area 98,80 costituisce ora il primo sostegno da monitorare: una perdita confermata potrebbe rafforzare il comparto dei metalli preziosi e favorire ulteriori recuperi dell’euro e della sterlina.
Il quadro resta comunque sensibile ai rendimenti statunitensi, alla politica commerciale americana e all’evoluzione delle tensioni geopolitiche. In presenza di nuovi episodi di avversione al rischio, il dollaro potrebbe recuperare rapidamente anche senza un miglioramento della struttura tecnica di medio periodo.
EUR/USD mantiene un potenziale rialzista finché riesce a consolidare sopra 1,1685-1,1690. Il cambio ha superato l’area 1,1560 il 19 agosto e ha chiuso la seduta intorno a 1,1676, avvicinandosi alla trendline di regressione ribassista collocata in prossimità di 1,17.
La zona compresa tra 1,1685 e 1,1775 appare relativamente scarica sotto il profilo volumetrico. Una chiusura giornaliera convincente sopra 1,1690 potrebbe quindi favorire un’accelerazione verso 1,18, soprattutto in caso di ulteriore indebolimento del dollaro.
Il supporto più importante resta in area 1,1530, dove si concentra il point of control del movimento recente. Una discesa sotto questa soglia ridurrebbe la probabilità di un’immediata estensione rialzista e riporterebbe il cambio verso una fase di consolidamento più ampia.
Il cambio EUR/USD, quotato come CFD sulla piattaforma Pepperstone, si trova in una fase di consolidamento, con una struttura di breve periodo ancora moderatamente positiva. Al 22 agosto 2026, l’euro viene scambiato intorno a 1,1677 dollari, secondo l’ultima quotazione disponibile per la giornata di sabato. Il cambio si mantiene quindi vicino all’area di 1,1680, mentre il mercato forex risulta chiuso o presenta quotazioni indicative nel fine settimana.
L’area tecnica più importante nel breve periodo è compresa tra 1,1600 e 1,1625. Questo intervallo rappresenta il principale supporto da monitorare: finché il prezzo rimane al di sopra di questa zona, l’impostazione resta costruttiva. Una rottura confermata sotto 1,1600, invece, indebolirebbe il quadro tecnico e potrebbe favorire un ritorno verso 1,1575.
La quotazione attuale, in area 1,1677, conferma la tenuta dei supporti di breve periodo, ma non evidenzia ancora una nuova accelerazione rialzista.
La prima resistenza si trova tra 1,1700 e 1,1710. Un superamento stabile di questa fascia potrebbe riattivare il trend positivo e aprire spazio verso 1,1750. Al contrario, una nuova respinta sotto 1,1700 manterrebbe EUR/USD all’interno di una fase laterale.
La media mobile a 50 periodi rappresenta il principale filtro per valutare la direzione della tendenza. Finché il prezzo rimane sopra la SMA 50 e la media mantiene un’inclinazione crescente, il controllo resta prevalentemente nelle mani dei compratori. Un ritorno verso la media potrebbe essere interpretato come un normale movimento di rientro, soprattutto in presenza di una candela rialzista. Una chiusura sotto la SMA 50, accompagnata dalla perdita del supporto a 1,1600, segnalerebbe invece un deterioramento del quadro tecnico.
L’RSI a 14 periodi richiede una lettura prudente. L’ultima rilevazione disponibile indicava un valore intorno a 44,19, coerente con un momentum debole e con una lieve prevalenza dei venditori nel breve periodo. Un recupero dell’RSI sopra 50 migliorerebbe la qualità del segnale rialzista, mentre una discesa verso 30 indicherebbe un aumento della pressione ribassista e un possibile avvicinamento alla zona di ipervenduto.
L’oscillatore non dovrebbe comunque essere interpretato isolatamente. Un prezzo sopra la SMA 50, accompagnato da un RSI ancora sotto 50, descriverebbe una fase di recupero non completamente confermata. Al contrario, il ritorno dell’RSI sopra 50, insieme alla rottura di 1,1700, fornirebbe una combinazione tecnica più favorevole alla prosecuzione del rialzo.
Per quanto riguarda i volumi, nel mercato forex spot non esiste un dato centralizzato paragonabile a quello disponibile sui mercati azionari o sui futures.
Il volume visualizzato sul CFD Pepperstone può quindi riflettere soprattutto il tick volume del singolo feed. Il dato rimane utile in chiave comparativa: un breakout sopra 1,1700 accompagnato da un aumento del tick volume sarebbe più affidabile, mentre un superamento della resistenza con volumi ridotti potrebbe trasformarsi in un falso segnale.
Dal punto di vista candlestick, la formazione di una bullish engulfing o di un hammer nell’area 1,1600–1,1625 rafforzerebbe l’ipotesi di una ripresa rialzista. La conferma arriverebbe con una chiusura successiva sopra il massimo della candela di reazione. Al contrario, una shooting star o una bearish engulfing tra 1,1700 e 1,1710 segnalerebbe il rifiuto dei prezzi più elevati. Il segnale ribassista sarebbe più significativo se accompagnato da un RSI sotto 50 e da un aumento del tick volume.
Lo scenario rialzista richiede una chiusura sopra 1,1700–1,1710, con il prezzo sopra la SMA 50, RSI in recupero oltre 50 e volumi in espansione. In questo caso, il primo obiettivo tecnico potrebbe trovarsi in area 1,1750. Lo scenario laterale rimarrebbe invece valido con quotazioni comprese tra 1,1600 e 1,1700. Una rottura sotto 1,1600 aumenterebbe il rischio di una discesa verso 1,1575.
In conclusione, EUR/USD presenta un quadro di breve periodo neutrale-rialzista, ma ancora privo di una conferma definitiva. La quotazione intorno a 1,1677 mantiene il cambio sopra il supporto chiave tra 1,1600 e 1,1625, mentre la resistenza a 1,1700–1,1710 rappresenta il livello da superare per riattivare il momentum positivo. Il segnale più favorevole ai compratori sarebbe una chiusura sopra 1,1710, accompagnata da RSI sopra 50, permanenza sopra la SMA 50 e aumento dei volumi. Una rottura sotto 1,1600 renderebbe invece più probabile una correzione verso 1,1575.
Questa analisi ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione personalizzata.
GBP/USD conserva una struttura positiva dopo il superamento di 1,3550 e potrebbe estendere il rialzo verso 1,37. Il primo ostacolo è collocato in area 1,3670, mentre la qualità delle chiusure sarà determinante per capire se il movimento rappresenta una vera rottura o soltanto un’estensione temporanea.
La presenza di segnali di ipercomprato invita a non inseguire il prezzo sui massimi. Un ritorno sotto 1,3550 indebolirebbe il breakout, mentre la tenuta di questa soglia trasformerebbe la precedente resistenza in supporto operativo.
AUD/USD ha superato la fascia di 0,71 e si è portato sopra 0,7150. La tenuta di 0,7070 mantiene aperta la strada verso 0,72, ma il primo superamento di 0,70 non è stato accompagnato da una significativa espansione dei volumi. Anche in questo caso, la conferma dovrà arrivare dalla capacità del cambio di difendere i livelli appena conquistati.
USD/JPY ha recuperato dall’area 157 fino a sfiorare 159, ma non ha ancora prodotto una reazione convincente a favore dello yen. La resistenza tecnica più vicina è collocata a 159,37, mentre la media mobile in area 160 rappresenta il riferimento principale per la prossima settimana.
La permanenza sotto 160 limita la pressione rialzista sul dollaro e mantiene aperta la possibilità di una fase di stabilizzazione o di un ritorno verso livelli inferiori. Un superamento netto, accompagnato da rendimenti statunitensi in aumento, riaprirebbe invece lo scenario di ulteriore forza del biglietto verde.
Il cambio resterà particolarmente sensibile alle dichiarazioni delle autorità giapponesi e a qualsiasi segnale di intervento verbale o operativo sul mercato valutario.
Il Nasdaq 100 ha chiuso l’ultima seduta a 29.308,86 punti, in rialzo dello 0,33%, dopo aver oscillato tra 29.142,44 e 29.405,12 punti. Il dato mostra una stabilizzazione sopra 29.200, ma non ancora un pieno recupero della struttura rialzista precedente.
L’indice aveva superato la trendline discendente e il point of control sopra 29.600 punti il 13 agosto, ma il successivo pattern di inversione ha riportato il prezzo sotto la struttura tecnica. La fascia 28.700-28.600 punti rappresenta il supporto successivo, grazie alla convergenza tra media mobile, Supertrend e livelli statici di prezzo.
Per tornare costruttivo, il Nasdaq dovrebbe recuperare 29.500 punti e successivamente affrontare nuovamente 29.600. Una rottura di 29.200, invece, aumenterebbe il rischio di una correzione verso 28.700-28.600, soprattutto se la trimestrale di Nvidia non riuscisse a giustificare le valutazioni del comparto AI.
Il Nasdaq 100, quotato come CFD sulla piattaforma Pepperstone, mantiene un’impostazione moderatamente rialzista nel breve periodo. L’ultima quotazione disponibile, riferita alla chiusura del 21 agosto 2026, è pari a 29.308,86 punti, in rialzo di 95,70 punti, equivalenti allo 0,33%. Durante la sessione, l’indice ha raggiunto un minimo di 29.142,44 punti e un massimo di 29.405,12 punti, mentre la chiusura precedente era fissata a 29.213,16 punti.
Il Nasdaq 100 ha mantenuto una posizione relativamente solida, anche se la chiusura al di sotto del massimo intraday segnala la presenza di prese di profitto nell’area 29.400–29.500 punti.
Il mercato si trova quindi in una zona tecnica rilevante: una rottura stabile dei massimi recenti potrebbe riattivare la spinta rialzista, mentre la perdita dei supporti di breve periodo aumenterebbe il rischio di una correzione.
La media mobile a 50 periodi rappresenta il principale riferimento per valutare la direzione del trend. Finché l’indice rimane sopra la SMA 50 e la media conserva un’inclinazione positiva, la struttura di fondo resta favorevole ai compratori. Un eventuale pullback verso questo indicatore potrebbe essere interpretato come una pausa fisiologica, soprattutto in presenza di una candela di reazione rialzista. Una chiusura sotto la SMA 50, invece, segnalerebbe un indebolimento del trend e potrebbe anticipare una fase correttiva più ampia.
La prima resistenza da monitorare è compresa tra 29.405 e 29.500 punti, in corrispondenza del massimo di sessione e della successiva soglia psicologica.
Una chiusura giornaliera sopra 29.500, accompagnata da un aumento dei volumi, fornirebbe una conferma positiva e potrebbe favorire un’estensione verso nuovi massimi. Al contrario, una nuova respinta in quest’area potrebbe mantenere l’indice in una fase laterale o favorire un ritorno verso il supporto a 29.200 punti.
L’area 29.200–29.213 punti costituisce il primo supporto di breve periodo, poiché comprende la chiusura precedente e si colloca vicino alla parte bassa della sessione successiva. Una tenuta di questa fascia manterrebbe intatta la struttura rialzista. La rottura di 29.142 punti, corrispondente al minimo della seduta, rappresenterebbe invece un segnale di maggiore debolezza e potrebbe spingere l’indice verso la SMA 50 o verso supporti inferiori.
L’RSI a 14 periodi deve essere osservato per valutare la solidità del momentum. Un valore sopra 50 confermerebbe la prevalenza della pressione rialzista, mentre una lettura tra 60 e 70 indicherebbe un trend positivo, ma più esposto a prese di profitto. Un eventuale ingresso sopra 70 segnalerebbe ipercomprato tecnico, senza costituire automaticamente un segnale di vendita. Il quadro diventerebbe più delicato in presenza di una divergenza ribassista, con nuovi massimi dell’indice non accompagnati da nuovi massimi dell’RSI.
Se l’RSI dovesse rimanere sopra 50 durante un eventuale ritracciamento, la correzione potrebbe essere interpretata come una pausa all’interno del trend rialzista.
Una discesa sotto 50 suggerirebbe invece una perdita di momentum. La conferma ribassista più significativa deriverebbe dalla combinazione tra RSI in calo, chiusura sotto 29.200 e prezzo sotto la SMA 50.
Anche i volumi possono aiutare a valutare la qualità dei movimenti. Un breakout sopra 29.500 con volumi superiori alla media sarebbe più affidabile e indicherebbe una partecipazione crescente degli operatori. Un superamento dei massimi con volumi ridotti potrebbe invece trasformarsi in un falso breakout. Durante un pullback, una progressiva riduzione dei volumi suggerirebbe una pressione venditrice limitata; al contrario, una discesa sotto 29.142 accompagnata da volumi elevati segnalerebbe una correzione più strutturata.
Dal punto di vista candlestick, una candela rialzista ampia con chiusura sopra 29.500 punti costituirebbe il segnale più favorevole alla prosecuzione del trend.
Una bullish engulfing o un hammer nell’area 29.200–29.142 potrebbe invece indicare il ritorno della domanda durante un eventuale ritracciamento. Al contrario, una shooting star tra 29.405 e 29.500 segnalerebbe il rifiuto dei prezzi più elevati. Una bearish engulfing sulla stessa resistenza, soprattutto con volumi in aumento e RSI in discesa, potrebbe anticipare un movimento verso i supporti inferiori.
Lo scenario rialzista richiede una chiusura sopra 29.500 punti, con prezzo sopra la SMA 50, RSI superiore a 50 e volumi in espansione. In questo caso, il Nasdaq 100 potrebbe sviluppare una nuova gamba rialzista verso livelli ancora più elevati. Lo scenario laterale resterebbe valido con quotazioni comprese tra 29.200 e 29.500 punti. Una rottura sotto 29.142, confermata da una candela ribassista ampia e da volumi crescenti, aumenterebbe invece il rischio di un ritorno verso la media mobile a 50 periodi.
In conclusione, il Nasdaq 100 CFD Pepperstone presenta un quadro tecnico moderatamente positivo, con la quotazione a 29.308,86 punti ancora collocata nella parte alta del movimento recente. La resistenza decisiva si trova tra 29.405 e 29.500 punti, mentre i supporti principali sono situati a 29.213, 29.200 e 29.142 punti.
La conferma rialzista richiederebbe il superamento di 29.500 con volumi in aumento, RSI sopra 50 e permanenza sopra la SMA 50. Una rottura dei supporti, invece, aumenterebbe la probabilità di una fase correttiva più ampia.
Questa analisi ha finalità informative e non costituisce una raccomandazione personalizzata.

Il VIX ha chiuso il 21 agosto a 15,13 punti, sotto la resistenza di 17 e vicino al potenziale obiettivo tecnico di 15. Un livello così contenuto segnala un mercato ancora relativamente tranquillo e, in condizioni normali, rappresenta un fattore favorevole alla stabilità dell’azionario.
La bassa volatilità implicita, tuttavia, non elimina il rischio di correzioni. L’S&P 500 ha violato al ribasso l’area indicata a 7.740 punti e si trova in una zona caratterizzata da minori scambi. Se la debolezza dovesse proseguire, la prima fascia di confronto sarebbe compresa tra 7.400 e 7.500 punti, dove convergono supporti volumetrici e la regressione lineare rialzista.
La tenuta di questa zona manterrebbe intatta la possibilità di un recupero. Un aumento improvviso del VIX sopra 17, invece, segnalerebbe un cambiamento del sentiment e renderebbe più probabile un’estensione della correzione.
Il DAX ha chiuso l’ultima seduta a 26.136,56 punti, in rialzo dello 0,59%, dopo avere registrato un minimo intraday a 25.969,52 punti. La reazione dall’area 26.000 ha quindi prodotto un primo segnale di difesa, ma il livello resta vulnerabile in assenza di un ritorno convincente dei volumi.
Una rottura di 26.000 punti potrebbe spingere l’indice verso 25.500, mentre un recupero stabile sopra 26.200-26.300 riaprirebbe il percorso verso 26.500. Il DAX dovrà inoltre confrontarsi con l’andamento del comparto automobilistico, industriale e bancario, particolarmente sensibili al ciclo economico europeo e alla dinamica dei rendimenti.
L’EuroStoxx 50 ha chiuso a 6.460,30 punti, in rialzo dello 0,60%, con un minimo di seduta a 6.420,30 punti. Il supporto di 6.420 è stato quindi difeso, mentre la prima resistenza rilevante si colloca in area 6.600. Un cedimento del supporto aprirebbe spazio verso 6.270; al contrario, una nuova accumulazione sopra 6.420 aumenterebbe le probabilità di recupero.
Nvidia rappresenta il principale catalizzatore della settimana. Il titolo ha chiuso l’ultima seduta a 214,72 dollari, in calo dello 0,98% rispetto alla chiusura precedente, con un range giornaliero compreso tra 214,50 e 218,74 dollari. La quotazione si trova quindi vicino al point of control indicato in area 210 dollari e ancora sotto la fascia resistenziale 220-230 dollari.
Il mercato non si limiterà a verificare il superamento delle attese sugli utili. Saranno decisive la crescita del segmento Data Center, l’andamento dei margini, la domanda dei grandi operatori cloud, la disponibilità dei nuovi sistemi e l’eventuale ritorno delle vendite in Cina. Le indicazioni per il terzo trimestre fiscale potrebbero avere un impatto maggiore dei risultati appena pubblicati.
Una chiusura sopra 220 dollari, accompagnata da una guidance superiore alle aspettative, rafforzerebbe Nvidia e potrebbe sostenere l’intero comparto dei semiconduttori.
Una guidance prudente, margini in contrazione o segnali di rallentamento della spesa in conto capitale da parte dei grandi clienti tecnologici aumenterebbero invece la pressione su Nasdaq e sui titoli collegati all’intelligenza artificiale.
Intel ha chiuso a 90,07 dollari, in calo del 2,24% rispetto alla seduta precedente, dopo avere raggiunto un minimo intraday di 89,75 dollari. Il titolo resta quindi distante dalla resistenza volumetrica in prossimità di 110 dollari.
La perdita dell’area 80 dollari confermerebbe una configurazione ribassista più ampia e potrebbe aprire spazio verso 65 dollari. Per interrompere la pressione negativa, Intel avrebbe bisogno di recuperare prima 100 dollari e successivamente 110, con il supporto di volumi crescenti.
AMD mostra invece una dinamica più solida. Il titolo ha chiuso a 473,25 dollari, in rialzo dello 0,81%, e mantiene una distanza relativamente contenuta dalla resistenza volumetrica di 510 dollari. Un cedimento sotto 450 dollari indebolirebbe la struttura, mentre un’accelerazione del comparto dopo i risultati di Nvidia potrebbe favorire un ritorno verso 590-600 dollari.
Tesla ha chiuso la settimana a 362,86 dollari, con un rialzo del 5,14% nell’ultima seduta e un massimo intraday a 366,50 dollari. Il titolo ha quindi confermato una forza relativa superiore rispetto a diversi protagonisti del comparto tecnologico.
Il breakout dell’area 340 dollari resta valido finché il prezzo riesce a trasformare questa soglia in supporto. Una tenuta sopra 340 manterrebbe costruttivo il quadro, mentre una perdita del livello riporterebbe il titolo nella precedente area di congestione.
La forza di Tesla, tuttavia, non è indipendente dal sentiment generale sul settore growth. Dopo la pubblicazione dei risultati di Nvidia, una revisione delle aspettative sull’intelligenza artificiale potrebbe generare movimenti anche sui titoli che, nell’immediato, hanno mostrato maggiore resilienza.
Mercoledì 26 agosto sarà il passaggio decisivo della settimana. Nvidia, CrowdStrike, HP, Salesforce e Synopsys pubblicheranno i risultati dopo la chiusura di Wall Street, concentrando in poche ore informazioni rilevanti sulla domanda di semiconduttori, sulla sicurezza informatica, sulla spesa tecnologica delle imprese e sull’andamento dell’ecosistema AI.
Il quadro tecnico resta favorevole all’oro sopra 4.600 dollari, al petrolio soltanto in caso di breakout confermato oltre 90 dollari e a EUR/USD sopra 1,1690.
Sul fronte azionario, invece, Nasdaq 100, S&P 500, DAX ed EuroStoxx dovranno difendere i rispettivi supporti per evitare che una correzione tecnica si trasformi in un movimento più ampio.
La prossima settimana non sarà quindi dominata soltanto dalla direzione dei prezzi, ma dalla ricerca di conferme. L’oro dovrà dimostrare che l’accelerazione non è stata eccessiva, il petrolio dovrà trasformare la resistenza dei 90 dollari in un nuovo supporto e Nvidia dovrà giustificare, con numeri e guidance, le elevate aspettative incorporate nel settore dell’intelligenza artificiale.
Pepperstone, uno dei broker CFD più premiati al mondo con oltre 750.000 clienti in più di 160 paesi e partner ufficiale del team Aston Martin Aramco di Formula Uno®, lancia a settembre 2026 un’iniziativa ambiziosa per l’educazione finanziaria in Italia: il progetto EduFin, un percorso formativo dedicato al trading di borsa che accompagna i partecipanti dalla teoria all’operatività reale.
Pepperstone promuove EduFin 2026 come risposta concreta a una domanda sempre più forte: come trasformare la passione per i mercati in un metodo operativo solido, basato su strategie testate, risk management e una lettura professionale degli scenari macroeconomici. Il progetto, realizzato in collaborazione con Work at Wall Street, si articola in tre appuntamenti online seguiti da una giornata conclusiva in presenza, pensata per mettere i partecipanti direttamente a contatto con i mercati aperti .
Il percorso prende il via venerdì 4 settembre 2026, dalle 17:00 alle 18:30, con un primo webinar dedicato allo scalping, al trading quantitativo e alle nuove strategie su materie prime e stagionalità. La seconda sessione, venerdì 11 settembre, sempre dalle 17:00 alle 18:30, approfondisce il legame tra eventi storici, cicli di Borsa e approcci moderni come il trading ad alta frequenza. Il terzo e ultimo appuntamento online, venerdì 18 settembre dalle 17:00 alle 18:30, è invece focalizzato sugli scenari macro, sui rendimenti intermarket e sull’uso di derivati e opzioni nella gestione del rischio .
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Qui i partecipanti non si limitano ad ascoltare: operano sui mercati reali, con sessioni di live trading su denaro reale, interventi a mercati aperti e commenti in tempo reale da parte di trader e analisti professionisti .
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