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Apple pubblicherà i risultati del terzo trimestre fiscale 2026 dopo la chiusura dei mercati statunitensi il 30 luglio, seguiti dalla consueta conference call con gli investitori. Questa sarà anche l'ultima conference call sugli utili di Tim Cook nel ruolo di CEO. Come annunciato in precedenza dalla società, Cook assumerà il ruolo di presidente esecutivo a partire da settembre, mentre l'attuale responsabile dell'ingegneria hardware, John Ternus, assumerà la carica di CEO.
Vi è ben poco disaccordo nel mercato sulle stime di questo trimestre. Si prevede una crescita dell'EPS rettificato di circa il 20% su base annua, i ricavi sono attesi al 16% e il margine lordo potrebbe registrare una lieve flessione, attestandosi intorno al 48%.

Al di là dei principali dati finanziari, i trader si concentrano su tre aspetti chiave: se la domanda di iPhone riuscirà a mantenere la forza mostrata nel trimestre precedente; se la pressione dei costi di memoria sui margini lordi sarà più intensa rispetto alle indicazioni fornite in precedenza dal management; in ultimo, se la strategia di Apple nell'ambito dell'intelligenza artificiale resterà coerente durante la transizione ai vertici aziendali.
Negli ultimi otto trimestri, il track record di Apple ha rasentato la perfezione: sia gli EPS sia i ricavi hanno superato le stime degli analisti in tutti e otto i trimestri, mentre l'EBITDA ha superato le stime di consenso in sei degli ultimi otto trimestri. Tuttavia, proprio perché il mercato dà ormai quasi per scontato che Apple continui a "superare se stessa", qualsiasi dato inferiore alle attese o una guidance al di sotto del consenso potrebbe provocare una correzione significativa del titolo.

Il mercato delle opzioni riflette già parte di questa cautela. Per un'azienda nota per la solidità dei flussi di cassa e la prevedibilità dei risultati, il movimento medio del titolo Apple nella seduta successiva alla pubblicazione degli utili è stato storicamente pari ad appena l'1,63%. Questa volta, però, il mercato delle opzioni sta prezzando una variazione implicita giornaliera quasi doppia rispetto a tale media storica.
Oltre alla transizione nel ruolo di CEO e alle pressioni sui margini derivanti dall'aumento dei costi di memoria, le azioni Apple continuano a salire dalla fine di giugno, aggiornando ripetutamente i massimi storici. Ciò suggerisce che il mercato abbia già scontato aspettative particolarmente ottimistiche. Di conseguenza, qualsiasi sorpresa potrebbe amplificare la reazione del titolo.
Alla stesura del presente articolo, le raccomandazioni di Bloomberg comprendono 36 buy, 18 hold e appena 4 sell, evidenziando un orientamento generalmente rialzista da parte degli analisti.
L'aspetto più sorprendente è che il target di prezzo mediano si attesta a 323,27 dollari, mentre il titolo quota già intorno a 337 dollari. In altre parole, il titolo è negoziato al di sopra del "valore equo" generalmente approvato dagli analisti.
Ciò non implica necessariamente una view ribassista, ma suggerisce che, se i risultati e la conference call non forniranno elementi positivi sufficienti a giustificare una revisione al rialzo dei target di prezzo, il recente rally potrebbe entrare in una fase di consolidamento.
In linea generale, il mercato si aspetta che Apple superi ancora una volta le stime; pertanto, al di là dei dati principali, esistono tre variabili che meritano particolare attenzione da parte dei trader.
Nel trimestre precedente, il margine lordo si è attestato al 49,27%, il valore più elevato degli ultimi anni. Tuttavia, il management ha già avvertito che la crescente domanda di server per applicazioni di intelligenza artificiale sta spingendo al rialzo i prezzi delle memorie DRAM e NAND, con un conseguente aumento significativo dei costi di approvvigionamento. Da qui deriva la guidance sul margine lordo compresa tra il 47,5% e il 48,5%.
Se il dato effettivo dovesse collocarsi verso l'estremità inferiore dell'intervallo, o addirittura al di sotto, il mercato potrebbe iniziare a interrogarsi più seriamente sulla sostenibilità della strategia di Apple di "aumentare i prezzi per compensare i costi". Se invece il margine dovesse attestarsi nella parte alta del range, ciò suggerirebbe che il settore dei servizi ad alto margine e il mix di vendita sempre più orientato verso i modelli iPhone premium stanno ancora compensando efficacemente le pressioni sui costi.
Nel trimestre scorso, i ricavi generati da iPhone hanno raggiunto 57 miliardi di dollari, mentre i ricavi della Grande Cina sono cresciuti del 28%, entrambi ben al di sopra delle aspettative del mercato. Ciò che gli investitori cercheranno di capire in questo trimestre è se la domanda rimarrà robusta nonostante il graduale aumento dei prezzi, soprattutto in Cina, dove il mercato vuole verificare se i rincari stiano iniziando a incidere sulle decisioni d'acquisto dei consumatori al momento della vendita.
Vi sono inoltre due potenziali catalizzatori da monitorare nella seconda metà dell'anno. In primo luogo, a luglio Apple Intelligence ha ottenuto le necessarie autorizzazioni regolamentari in Cina. In secondo luogo, secondo alcune indiscrezioni di stampa, Apple starebbe testando chip DRAM prodotti da ChangXin Memory Technologies (CXMT) come possibile fornitore per una parte dei dispositivi destinati al mercato cinese.
Se il management dovesse adottare toni più ottimistici in merito all'implementazione delle funzionalità basate sull'IA, all'andamento della domanda in Cina e alla diversificazione della supply chain, il sentiment degli investitori potrebbe beneficiarne marginalmente.
Il mercato osserverà con attenzione se il nuovo team manageriale sarà in grado di portare avanti la visione strategica alla base di Apple Intelligence e di chiarire ulteriormente in che modo l'intelligenza artificiale potrà continuare a sostenere le vendite hardware, la crescita dei ricavi dei servizi e il valore dell'ecosistema. Se il percorso di monetizzazione dell'IA e le tempistiche della sua integrazione nei futuri prodotti dovessero diventare più chiari, il titolo potrebbe trovare ulteriore sostegno.
Sul grafico giornaliero, Apple ha messo a segno un forte recupero dai circa 274 dollari di fine giugno, superando nel percorso sia l'area dei 280 dollari sia quella dei 317 dollari, per poi continuare ad aggiornare i propri massimi storici. Anche l'RSI si sta avvicinando alla zona di ipercomprato.

Per i trader, 317 dollari rappresenta ora un livello di supporto chiave:
Nel complesso, il mercato si aspetta che Apple registri un altro trimestre caratterizzato da una crescita stabile.
Tuttavia, per un titolo che scambia già sui massimi storici, ciò che determinerà realmente la reazione degli investitori non sarà tanto l'eventuale superamento delle stime sugli utili, quanto la capacità del management di dimostrare che le pressioni sui margini lordi derivanti dall'aumento dei costi di memoria restano sotto controllo e di convincere il mercato che Apple Intelligence continuerà a sostenere la crescita dell'azienda negli anni a venire.
Con un moltiplicatore P/E forward pari a 36,57, il rischio legato alle valutazioni non può essere ignorato. L'attuale valutazione elevata potrà essere giustificata solo se la resilienza degli utili e la narrativa di crescita legata all'intelligenza artificiale continueranno a trovare conferma nei risultati.