
Alla luce dei conti pubblicati ieri, Meta Platforms (META) e Microsoft (MSFT) mostrano reazioni di prezzo molto diverse: META è in piena fase correttiva, con momentum indebolito e prezzo sotto le principali medie, mentre MSFT prova a costruire una base di recupero sopra i supporti chiave ma deve ancora rompere la fascia 393–405 dollari per confermare un nuovo ciclo rialzista credibile.investor.
Meta: conti solidi, mercato deluso da utili e capex
Meta ha pubblicato i risultati del secondo trimestre 2026 con ricavi a 60,80 miliardi di dollari, in crescita del 28% anno su anno e sopra le attese di consenso. L’utile per azione a 6,18 dollari è però risultato nettamente inferiore alle stime (circa 7,2 dollari) e in calo rispetto allo stesso trimestre del 2025, con il mercato concentrato soprattutto sulla guidance prudente e sull’aumento degli investimenti in capex legati all’AI.
La reazione del titolo è stata violenta: dopo una serie di nove sedute consecutive in ribasso, META ha registrato un gap negativo post‑trimestrale che ha spinto il prezzo in area 584 dollari, con una discesa intraday fino a circa −10% e un volume che, nella seduta successiva, torna sotto la media, segnale che la fase di sell‑off più intensa potrebbe aver già scaricato parte della pressione. Il massimo recente a 685,83 dollari è ora lontano, mentre il minimo di periodo a 540,13 dollari inquadra una correzione ampia che ha trasformato il precedente trend di lungo da rialzista a tecnicamente deteriorato.
Meta: fascia chiave 540–611 e rischio estensione del ribasso
Sul piano tecnico, il gap ribassista post‑earnings ha rotto al ribasso sia la SMA breve in area 598,95 sia la SMA più lunga attorno a 606,91, con il SuperTrend che si è girato definitivamente in modalità ribassista a 610,74 dollari. Questo allinea il quadro verso una nuova fascia operativa 540–611 dollari, dove 582–575 rappresenta il primo supporto dinamico e 599–611 la resistenza immediata coincidente con l’area delle medie mobili appena perse.
Finché il prezzo rimane sotto il SuperTrend a 610,74, lo scenario prevalente resta di continuazione della fase correttiva, con un rischio concreto di estensione verso 560 e poi verso il supporto strutturale a 540,13. L’RSI daily a 43,24, con media RSI a 48,38, evidenzia un momentum debole ma non ancora in ipervenduto estremo, lasciando spazio a ulteriori leg down prima che si costruisca un vero esaurimento tecnico.
Operativamente, mantenere le quotazioni sotto 598–606 rafforza la lettura trend‑following ribassista, con vendite sui rimbalzi verso 599–611 come strategia dominante nel breve. Solo un recupero netto sopra 611, confermato da volumi in aumento e consolidamento sopra la SMA lunga, rimetterebbe in discussione il deterioramento di medio periodo e aprirebbe la strada a un graduale riassorbimento del gap negativo.

Microsoft: fondamentali forti, mercato in attesa del breakout
Microsoft ha pubblicato il quarto trimestre fiscale 2026, chiudendo un esercizio con ricavi annuali oltre 331 miliardi di dollari e una crescita intorno al 18% anno su anno, trainata dal cloud e dalle soluzioni AI. Nel trimestre il segmento Microsoft Cloud ha generato ricavi stimati attorno ai 59 miliardi di dollari, con una crescita superiore al 25% su base annua, confermando la centralità di Azure e dei servizi AI nella narrativa di crescita.
A livello di prezzo, MSFT tratta nell’area dei 390 dollari dopo una correzione importante dai massimi storici in zona 538–555 dollari, con un 2026 finora negativo e un recupero recente innescato dalle attese e dalla pubblicazione dei conti. Il minimo relativo degli ultimi mesi poco sopra 356 dollari ha rappresentato una base da cui il titolo ha tentato un rimbalzo verso 390–400, in un contesto però ancora volatile e con volumi di recupero inferiori rispetto alla fase di discesa di giugno, segnale di una fiducia ancora parziale da parte del mercato.
Microsoft: banda 355–405 e nodo tecnico a 393–405
Sul grafico daily, il precedente impulso ribassista ha costruito una sequenza di massimi e minimi decrescenti fino all’area 355–360, identificata come supporto chiave e minimo a 52 settimane. Da qui è partito il movimento di recupero che ha riportato il titolo a testare la fascia 393–405 dollari, dove si concentrano il 38,2% di ritracciamento Fibonacci, una resistenza statica e un cluster di medie mobili rilevanti, inclusa la 200 periodi in area 399–400.
La fascia operativa principale per MSFT si colloca oggi tra 355 e 405 dollari: 380–372 come primo supporto dinamico collegato al SuperTrend rialzista e a precedenti pullback, e 393–405 come resistenza immediata che per ora ha respinto più tentativi di breakout. Finché il prezzo rimane sopra 372–375, il bias di breve‑medio può essere letto come neutrale‑positivo, con spazio per ulteriori test della resistenza; una rottura netta sotto 355 rimetterebbe invece in discussione l’intero tentativo di base, riaprendo margini di discesa verso 340 dollari.
Sul fronte del momentum, analisi su timeframe daily e 4 ore evidenziano un MACD tornato in configurazione rialzista dall’area 380, con RSI in progressivo riassorbimento dell’ipervenduto visto a giugno. La struttura tecnica resta però mista: prezzo ancora intrappolato sotto la media 200 e dentro una “nuvola” di resistenze tra 393 e 405, ma con un pattern di minimi crescenti e SuperTrend rialzista che suggeriscono un recupero in costruzione.

Sintesi operativa: META debole, MSFT in fase di test
Nel quadro dei big tech USA, META appare oggi in chiara fase di debolezza, con un rischio di prosecuzione del ribasso verso i minimi di periodo finché resta sotto l’area delle medie e del SuperTrend. MSFT, pur ancora lontana dai massimi storici, mostra invece segnali più costruttivi, ma ha bisogno di un breakout pulito sopra 405 dollari per rendere credibile uno scenario di ritorno graduale verso 430–450 e, solo in seconda battuta, verso area 500 nel medio periodo.

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