
La settimana è stata caratterizzata da una combinazione di fattori politici e macro, con i listini azionari USA ed europei che hanno aggiornato o avvicinato nuovi massimi mentre il mercato ricalibrava le attese su dazi e banche centrali.
Il focus negli Stati Uniti è rimasto sui dazi dell’amministrazione Trump e sul relativo contenzioso legale, con l’attenzione degli operatori puntata su una decisione della Corte Suprema sulla validità dei dazi (in particolare quelli legati al quadro tariffario IEEPA e al dossier fentanyl/reciprocal tariffs), percepita come potenziale market mover di breve periodo.
L’azionario USA ha chiuso la settimana in rialzo, con l’S&P 500 in progresso di circa l’1,4% e il Nasdaq Composite di circa l’1,4–1,5%, mentre il Dow Jones è rimasto più indietro, confermando una rotazione settoriale ancora favorevole ai comparti growth e tecnologici.
Gli ultimi dati macro statunitensi hanno mostrato uno scenario misto, con segnali di rallentamento della crescita reale a fronte di un quadro inflattivo ancora appiccicoso, mantenendo alta la sensibilità del mercato verso le prossime letture di inflazione e PIL e le implicazioni per il percorso dei tassi Fed nel 2026.
A livello settoriale, il lusso europeo resta tra i principali driver, con colossi come LVMH e Hermès che hanno beneficiato di risultati solidi e di un contesto ancora favorevole al pricing power, contribuendo in modo significativo alla tenuta degli indici continentali.
Accanto al lusso, il comparto industrial-tech – dai semiconduttori di ASML al software di SAP fino alla manifattura avanzata di gruppi come Siemens – continua a mostrare una struttura di medio periodo impostata al rialzo, in scia al tema investimenti in tecnologia, data center e automazione. Le banche europee, incluse realtà come ING e altri grandi istituti del credito, hanno beneficiato dell’idea di tassi “più alti per più a lungo”, che sostiene margini di interesse e redditività, sebbene il settore resti sensibile alle revisioni delle attese sulla politica monetaria e sulla crescita.
Sul Forex, l’attenzione è rimasta concentrata sulle principali coppie con il dollaro, in particolare EUR/USD e GBP/USD, con l’euro sotto pressione in un contesto di dati USA relativamente solidi e di differenziale di crescita ancora favorevole agli Stati Uniti.
Il pound si muove in una fase più irregolare, con una dinamica correttiva complessa legata al bilanciamento tra politica monetaria BoE, crescita domestica e flussi di rischio globali.
Sul fronte delle materie prime, ogni oscillazione di energia e metalli preziosi, in primis petrolio e oro, continua a essere letta dagli investitori come variabile chiave del quadro inflattivo globale e, di riflesso, delle traiettorie attese per le principali banche centrali nel corso del 2026.
Wall Street conferma un quadro costruttivo: il trend resta rialzista, mentre la volatilità si sta gradualmente normalizzando, con il Nasdaq che continua a sovraperformare l’S&P 500 in scia al tema tecnologia/AI.
Sul grafico giornaliero l’S&P 500 mantiene una struttura rialzista, con i prezzi che, dopo una fase di consolidamento ordinato, si sono riportati in direzione dei massimi annuali grazie a una settimana positiva e a una chiusura del venerdì in progresso di circa lo 0,7%, per un guadagno settimanale superiore all’1%. Il benchmark rimane stabilmente al di sopra della MM50 e della MM200 daily, segnale che il trend di medio periodo è ancora ben impostato, mentre l’RSI oscilla in area neutro/leggermente rialzista, coerente con una dinamica di rialzo “sano” più che con condizioni di euforia o ipercomprato estremo. In ottica di regressione lineare, la pendenza resta positiva, ma con una moderata riduzione del momentum rispetto ai mesi precedenti, a suggerire una fase di avanzamento meno ripida ma ancora direzionale.
I supporti tecnici di breve si collocano nell’area dell’ultima congestione (zona dei minimi della settimana precedente e prime aree di demand intraday), mentre le resistenze principali coincidono con i massimi storici: la tenuta dei supporti mantiene aperto lo scenario di nuove estensioni verso l’alto, mentre una violazione decisa di tali livelli aprirebbe spazio a una correzione più ampia, comunque inserita per ora all’interno del trend di medio periodo.
Il Nasdaq continua a mostrare una forza relativa superiore all’S&P 500, sostenuto dal rinnovato interesse per il comparto tecnologico e per il tema AI.
L’indice mantiene una solida impostazione tecnica, sopra le principali medie mobili e all’interno di un canale rialzista ben definito, mentre l’RSI rimane in una zona di equilibrio che lascia spazio a ulteriori estensioni.
Finché i supporti dinamici tengono, prevale uno scenario costruttivo, pur con la possibilità di brevi fasi di consolidamento in caso di eccessi di sentiment sul settore tecnologico.
Il Nasdaq Composite archivia una settimana positiva, confermando una struttura tecnica ancora costruttiva ma caratterizzata da una fase di consolidamento dopo i massimi di inizio anno. Il comparto tecnologico resta al centro dell’attenzione, sostenuto dal tema AI, con l’indice che sovraperforma a tratti l’S&P 500 e mantiene un profilo di rischio–rendimento tipico di un bull market maturo.
Sul daily, il Nasdaq si muove nella parte medio-alta del range recente, con una settimana chiusa con un progresso di circa l’1,5%, sostenuto anche dal rialzo di venerdì intorno allo 0,9%.
Le principali medie mobili semplici (20, 50 e 200 sedute) restano disposte in sequenza rialzista: il prezzo oscilla poco sotto la MM20 e MM50, mentre la MM200 transita più in basso, in area 21.800 punti circa, confermando un trend primario ancora positivo nonostante la correzione di febbraio. Il fatto che la quotazione rimanga vicina ma non distante dalle medie di breve–medio periodo suggerisce una fase di riassestamento dell’uptrend, più che un vero cambio di direzione.
L’RSI a 14 giorni si colloca attorno a 46–47 punti, in piena zona neutrale, ben sotto i picchi di ipercomprato registrati a inizio anno ma anche lontano da soglie di ipervenduto.
Questo quadro indica un momentum in fase di raffreddamento, coerente con un mercato che sta digerendo i guadagni precedenti, senza tuttavia mostrare segnali di stress ribassista o di perdita strutturale di forza relativa.
Anche su orizzonti più lunghi l’indicazione resta moderatamente costruttiva, con indicatori direzionali (ADX) che descrivono un trend presente ma non eccessivamente esteso.
Dal punto di vista dei livelli chiave, i supporti principali si collocano nell’area 22.400–22.100 punti, dove converge una fascia di minimi recenti e livelli tecnici di breve (S1–S2), mentre un supporto di maggiore rilevanza strategica resta in zona 21.800–21.900, in prossimità della media mobile a 200 sedute.
Sul fronte delle resistenze, i primi ostacoli si trovano in area 22.800–22.950 punti, zona di massimi recenti e di pivot di breve, oltre i quali tornerebbero nel mirino i massimi degli ultimi mesi in area 24.000 punti, che continuano a rappresentare la barriera di lungo periodo. Proiettando una retta di regressione lineare sugli ultimi 6–12 mesi emerge ancora un canale rialzista di fondo: i minimi via via crescenti rispetto alla MM200 confermano che, per ora, i cali sono stati assorbiti come fisiologici pullback all’interno del trend dominante.
La price action delle ultime sedute mostra candele dal corpo relativamente contenuto, con ombre superiori e inferiori evidenti, segno di una certa indecisione e di frequenti cambi di mano intraday, tipici delle fasi di consolidamento.
L’Average True Range a 14 giorni, attorno all’1,6% del valore dell’indice, segnala una volatilità in linea con quella di un bull market in pausa, non di una fase di panico o di esaurimento strutturale.
Al momento non emergono pattern di inversione ribassista di lungo periodo chiaramente definiti, mentre eventuali figure di breve (doji, piccole barre di indecisione) rafforzano l’idea di un mercato in attesa di nuovi catalyst macro o settoriali, in particolare sul fronte tecnologia e AI.
Finché l’area compresa tra 22.100 e 21.800 punti continuerà a reggere in chiusura, lo scenario di medio periodo resterà orientato al rialzo, con l’eventuale discesa verso questi livelli interpretabile più come opportunità di riaccumulo che come segnale di inversione strutturale.
Nel breve, la vicinanza delle resistenze a 22.800–22.950, combinata con un RSI neutrale e un sentiment sul tech meno euforico rispetto ai mesi passati, suggerisce la possibilità di fasi di laterale o di pullback più marcati prima di nuovi tentativi di estensione verso i massimi storici.
Un eventuale ritorno di flussi aggressivi sui titoli a maggiore capitalizzazione del comparto AI potrebbe riaccendere rapidamente il momentum, ma resta fondamentale monitorare la tenuta dei supporti dinamici e l’evoluzione del quadro macro per valutare la sostenibilità del trend nei prossimi mesi.
L’indice VIX è sceso in area 19 in chiusura di settimana, dopo aver bucato al rialzo, solo temporaneamente, la soglia psicologica di 20, segnalando un graduale rientro delle tensioni sulla volatilità implicita dell’S&P 500 e un ritorno a condizioni più controllate rispetto alle fasi di stress recenti. In ottica giornaliera il VIX si colloca in una fascia intermedia: lontano sia dai minimi di estrema tranquillità sia dai picchi di panico, con i prezzi che oscillano attorno alla MM50 e un RSI in piena zona neutrale, a descrivere un regime di volatilità di “vigilanza” ma non di allarme. In questo contesto, l’area 18–20 resta una zona tecnica sensibile: permanere sotto i massimi recenti è coerente con un proseguimento del trend rialzista sugli indici USA, mentre un nuovo strappo del VIX oltre le resistenze di breve (area 21–22 e successivi massimi) potrebbe accompagnare l’avvio di correzioni più incisive sull’azionario globale, specie se innescate da sorprese su dati macro, decisioni delle banche centrali o flussi di news sul fronte geopolitico.

Il DAX continua a mostrare una forza relativa positiva rispetto all'S&P 500, con una performance YTD 2026 intorno al +12-13% contro guadagni minori per l'indice USA, nonostante dati macro tedeschi misti come PMI in miglioramento ma industria ancora debole. Ha toccato il massimo storico di 25.584 a gennaio 2026 e questa settimana ha chiuso venerdì 20 febbraio a circa 25.261-25.277 punti, con un rialzo settimanale del +1.3% spinto da auto e banche dopo la sentenza USA sulle tariffe. Tecnicamente, il DAX oscilla in un range 25.050-25.350/25.420 vicino alle resistenze storiche (25.350-25.640), con mediemobili e Bollinger che fungono da supporti dinamici intorno a 25.000-24.800. L'RSI(14) è neutro/bullish (~56-66), non ipercomprato, indicando compressione dopo i massimi ma potenziale per breakout rialzista sopra 25.350; un breakdown sotto 25.000/24.850 aprirebbe correzioni verso 24.675. L'azionario europeo è in sintonia, con
l'EuroStoxx50 a +1.29% venerdì e +4.25% mensile, confermando la sovraperformance YTD del DAX grazie a valutazioni più attraenti (P/E DAX ~14-17x vs S&P ~20-25x), mentre pattern recenti mostrano un re-break di 25.000 con chiusura del gap di gennaio e quadro rialzista intatto, pur con fasi laterali possibili in attesa di trigger macro.
L’EUR/USD consolida i recenti rialzi muovendosi nell’area 1,17–1,18, in un contesto tecnico di breve impostato al ribasso ma inserito in una struttura di medio periodo ancora impostata al rialzo dopo il trend partito da inizio 2025.
La coppia sta lavorando su livelli tecnici delicati, con un equilibrio tra prese di profitto sul dollaro e aspettative sulla politica monetaria BCE–Fed che si riflette chiaramente negli indicatori di momentum.
Nelle ultime sedute il cross oscilla intorno a 1,178, con una variazione contenuta rispetto alla vigilia e un movimento mensile leggermente positivo per l’euro.
Sul daily, il prezzo si posiziona in prossimità della MM50 e leggermente sotto la MM200 (area 1,181–1,182), configurando una fase di test delle medie chiave dopo la progressione degli ultimi mesi.
Questa disposizione segnala un mercato che ha rallentato il proprio slancio rialzista di medio periodo e sta valutando se trasformare l’attuale fase in semplice pausa o in correzione più strutturata.
L’RSI a 14 periodi si colloca in zona neutrale, poco sotto 50, confermando un momentum non estremo né in senso rialzista né ribassista.
La recente perdita di forza rispetto ai massimi di inizio mese si traduce in un quadro di consolidamento, con spazio per movimenti direzionali in entrambe le direzioni in funzione dei driver macro e dei flussi su dollaro e divise rifugio.
Sul breve, eventuali discese dell’RSI verso area 30–35 andrebbero lette come segnali di eccesso ribassista, soprattutto in presenza di tenuta dei supporti di prezzo individuati più sotto.
Il primo supporto significativo passa in area 1,1760–1,1765, zona più volte testata nelle ultime ore, la cui rottura aprirebbe la strada a discese verso 1,1710 e quindi 1,1680–1,1600, livelli indicati da diversi studi tecnici come obiettivi successivi della fase correttiva.
Sul lato opposto, le resistenze più vicine si collocano tra 1,1830 e 1,1850, con un’ulteriore fascia di offerta in area 1,1970–1,1990 e 1,2080 in caso di estensioni rialziste più ampie.
Proiettando una retta di regressione lineare sugli ultimi 12 mesi, la struttura di fondo resta orientata al rialzo, ma con i prezzi attualmente nella parte medio–bassa del canale, segnale di una fase di correzione interna a un trend ancora prevalentemente positivo su orizzonti più lunghi.
La lettura delle candele daily mostra barre di ampiezza moderata con frequenti shadow inferiori nell’area 1,17–1,176, a indicare la presenza di acquisti in denaro sui cali, ma senza una chiara figura di inversione rialzista completa.
Su timeframe orari si notano tentativi di rimbalzo da area 1,174–1,176, in un contesto di canale discendente di breve che potrebbe ancora favorire spinte ribassiste finché le resistenze immediate resteranno intatte.
L’ATR in lieve aumento segnala una volatilità in crescita, coerente con un mercato che sta affrontando una fase di ri-prezzamento delle aspettative su tassi e crescita, ma lontano da condizioni di stress estremo.
Nel breve termine, finché il cambio rimarrà sotto 1,1830–1,1850, il rischio di ulteriori pressioni ribassiste verso 1,1760 e 1,1710 resterà elevato, con la possibilità di accelerazioni verso 1,1680–1,1600 in caso di break decisi dei supporti.
Sul medio periodo, però, la combinazione di trend di lungo ancora rialzista, medie mobili di fondo in tenuta e regolare alternanza di impulsi e correzioni mantiene aperto uno scenario costruttivo per l’euro, a patto che l’area 1,16–1,158 non venga violata con convinzione.
In tale quadro, eventuali ritorni verso la parte bassa del canale e in prossimità dei supporti chiave possono essere letti dagli operatori più pazienti come fasi di riaccumulo tattico, mentre solo recuperi stabili sopra 1,1850–1,19 riaprirebbero con forza il tema di un nuovo impulso direzionale in favore dell’euro.

La coppia GBP/USD mostra una struttura tecnica più complessa: sul daily resta inserita in una fase correttiva discendente, ma su timeframe inferiori si è formata una figura di inversione (wedge rialzista) che ha favorito un rimbalzo dai minimi recenti, con prezzi che tentano di riavvicinarsi a resistenze chiave. I corsi si muovono ancora in prossimità o leggermente sotto la MM50 giornaliera e ben distanti dalla MM200 , confermando che, nel quadro più ampio, la sterlina resta in una fase di transizione più che in un nuovo trend definito; l' RSI daily risale da area medio-bassa verso la neutralità, segnalando un alleggerimento delle pressioni ribassiste ma non ancora un vero regime di forza strutturale.
Nel breve, la tenuta dei recenti minimi e un'eventuale riconquista delle resistenze dinamiche potrebbe aprire spazio a un proseguimento della fase di recupero, mentre una nuova violazione dei supporti riporterebbe pressione ribassista sulla croce.

L’oro consolida sui massimi storici in area 5.000 dollari l’oncia, all’interno di un trend rialzista maturo ma ancora tecnicamente intatto, sostenuto da flussi di copertura contro inflazione e rischi macro. La fase attuale è di pausa ad alta quota, con volatilità in aumento ma senza segnali chiari di inversione strutturale.
Nella seduta del 20 febbraio il gold spot si è attestato intorno a 5.040–5.100 dollari, con un progresso di circa l’1–2% nella giornata e di oltre il 5% nell’ultimo mese. Il prezzo si colloca stabilmente al di sopra delle principali medie mobili: la SMA 50 giorni in area 4.990 e la EMA 200 intorno a 4.965, configurano un asset inserito in un trend primario chiaramente rialzista. I segnali delle medie su base daily e H1 risultano in larga parte orientati al buy, con un’alta percentuale di indicazioni bullish sulle curve di breve periodo.
L’RSI a 14 periodi oscilla intorno a 45–50 punti, quindi in zona neutrale, a indicare un momentum in equilibrio dopo le recenti estensioni, senza condizioni di ipercomprato estremo sul daily. L’ATR su base giornaliera, superiore ai 20 dollari, evidenzia una volatilità elevata ma coerente con una fase di trend direzionale forte, non con un mercato in collasso. L’ADX vicino a 29–30 segnala la presenza di un trend significativo, ancora dominante sul rumore di breve periodo.
Il primo supporto di breve periodo si colloca in area 4.925–4.975 dollari, zona più volte indicata come area di rientro dei compratori e target di eventuali correzioni tecniche. Un supporto più profondo e strategico si trova in area 4.775, la cui rottura invaliderebbe lo scenario rialzista di breve e aprirebbe spazio a discese verso 4.365 dollari. Sul fronte opposto, le resistenze immediate sono poste in area 5.085–5.100 e poi 5.215 dollari, target indicati da diversi modelli come obiettivi naturali di estensione del movimento. Su orizzonti più ampi, la regressione lineare degli ultimi mesi resta inclinata al rialzo, con i prezzi che si muovono nella parte medio-alta del canale, coerente con un bull market ancora dominante.
Nelle ultime sessioni si sono osservate candele daily dal corpo relativamente contenuto, con chiusure vicine alla parte alta del range giornaliero, a conferma di una pressione dei compratori ancora presente nonostante qualche presa di beneficio intraday. Su timeframe H4 è stato segnalato un pattern di tipo Harami rialzista vicino alla parte bassa del movimento correttivo, interpretato come possibile segnale di ripartenza all’interno del canale ascendente. La combinazione di pattern di indecisione e chiusure in prossimità dei massimi intraday suggerisce una fase di consolidamento in cui il mercato alterna fasi di storno e rapidi riacquisti sui livelli chiave.
Nel breve termine, finché i prezzi resteranno sopra area 4.925–4.975, lo scenario più probabile rimane quello di correzioni contenute seguite da nuovi tentativi di estensione verso 5.100–5.215 dollari. Solo una rottura decisa sotto 4.775 in chiusura giornaliera aprirebbe spazio a un quadro correttivo più ampio, con rischi di discesa verso 4.365 dollari e perdita di momentum sul trend di lungo.
Sul medio periodo, la combinazione di prezzo sopra le principali medie, RSI neutrale e struttura di regressione ancora crescente mantiene impostato un quadro costruttivo per l’oro, con eventuali ritorni verso i supporti principali che possono essere interpretati dagli operatori come fasi di riaccumulo tattico in un contesto di rischio macro e tassi reali ancora favorevole al metallo giallo.

Il Silver mantiene una combinazione direzionale con Gold , ma con ampiezza di oscillazioni più marcata: sul quotidiano il quadro resta impostato al rialzo, ma con frequenti ritorni verso la linea di regressione e la MM50 , che agisce da riferimento dinamico del trend.
L' RSI giornaliero alterna rapide incursioni in area di ipercomprato e rientri verso la neutralità, segno di un mercato guidato da flussi speculativi più che da un posizionamento stabile di lungo termine, mentre i supporti di breve si collocano in prossimità degli ultimi minimi ascendenti e la resistenza principale coincide con i massimi recenti.
Nel breve periodo, la capacità dell'argento di mantenersi all'interno del canale rialzista e di reagire positivamente ai test delle medie mobili sarà determinante per preservare lo scenario di prosecuzione del movimento ascendente, altrimenti una pausa decisa al ribasso potrebbe aprire spazio a una fase laterale più ampia.
Petrolio: graduale rafforzamento in un contesto macro sensibile
Il Petrolio (in particolare il Brent ) ha vissuto una settimana di ulteriore rafforzamento, con i prezzi che hanno testato e superato livelli chiave di resistenza di breve, in un contesto in cui l'energia continua a rappresentare un driver fondamentale per le aspettative di concorrenza globale.
Le analisi tecniche evidenziano il raggiungimento di un'importante area di supporto dinamico intorno a 69 dollari e la prospettiva di un'estensione del movimento verso un'area di resistenza superiore, collocata tra 67 e 68 dollari nella struttura di breve, con il prezzo che oscilla ora nella parte alta di questo range; sul quotidiano le quote risultano sopra MM50 e nell'avvicinarsi a MM200 , delineando un graduale passaggio da fase neutro-ribassista a fase più costruttiva.
L' RSI giornaliero si posiziona in zona medio-alta ma ancora lontano dai livelli di ipercomprato, mentre la regressione lineare dell'ultimo mese mostra un'inclinazione positiva, coerente con un momentum in progressivo miglioramento: nel breve, la reazione su queste resistenze determinerà se il petrolio potrà consolidare un nuovo trend rialzista di medio o restare confinato in un ampio trading range sensibile alle notizie geopolitiche e ai dati sulle scorte.
Big Tech USA: NVIDIA, Apple, Microsoft e Amazon restano il cuore del mercato
Tra i singoli titoli USA, Nvidia , Apple , Microsoft e Amazon restano al centro della narrativa di mercato come pilastri del cosiddetto gruppo dei “Magnificent Seven”, responsabili di una parte significativa della performance dell' S&P 500 negli ultimi anni.
Sul quotidiano, Nvidia mantiene una struttura rialzista di fondo, con prezzi ampiamente superiori a MM50 e MM200 , ma caratterizzata da una volatilità elevata e da escursioni frequenti dell'RSI in area di ipercomprato, coerente con fasi di rally molto ripidi seguiti da veloci prese di profitto; i supporti dinamici sono forniti dalla MM50 e dalla parte bassa del canale di regressione lineare, mentre la zona dei massimi storici recenti resta la resistenza principale da monitorare per valutare la sostenibilità del movimento nel breve.
Apple presenta un quadro più bilanciato, con un trend rialzista di medio periodo ma ritmi di salita più contenuti rispetto ad altri colossi tech: sul grafico giornaliero il titolo oscilla generalmente sopra la MM200 e in prossimità della MM50 , con un RSI che vive prevalentemente nella fascia neutra, segnalando un andamento più ordinato e meno estremo.
I supporti chiave sono situati in corrispondenza dei minimi relativi di inizio anno e della MM200 , mentre le resistenze coincidono con i massimi raggiunti nel precedente impulso rialzista; nel breve, la tenuta dei supporti e la capacità di mantenere un'angolatura positiva nella regressione lineare confermano uno scenario ancora costruttivo, ma con spazio per fasi laterali in caso di consolidamento dei molteplici.
Microsoft continua a beneficiare del ruolo di leader di mercato in ambito cloud e AI , con una capitalizzazione che la colloca tra le prime posizioni al mondo e un contributo fondamentale alla redditività complessiva dell 'S&P 500 . Sul quotidiano, il titolo mantiene un'impostazione fortemente rialzista, con prezzi saldamente sopra MM50 e MM200 e un RSI spesso prossimo alla zona alta del range ma con frequenti fasi di rientro, indice di un trend robusto ma accompagnato da momenti di fisiologica normalizzazione.
La regressione lineare su base mensile evidenzia un canale ascendente regolare, dove la linea centrale funge da baricentro dinamico del movimento: nel breve, il mantenimento sopra i primi supporti dinamici e la difesa dell'area dei minimi del recente pullback sostengono uno scenario di prosecuzione del trend, pur con la possibilità di rapide oscillazioni in caso di rotazione settoriale.
Amazon mostra un comportamento più altalenante rispetto ad altri big tech, con prestazioni comunque positive nel medio periodo ma con una sequenza più irregolare di massimi e minimi sul quotidiano. Il titolo tende a muoversi in un ampio canale rialzista, con fasi di accelerazione seguite da periodi di congestione laterale attorno alla MM50 , mentre la MM200 agisce da supporto strategico di medio termine; l' RSI alterna fasi di forza moderata e momenti di ritorno verso la neutralità, segnalando un trend costruttivo ma non lineare.
Nel breve periodo, la capacità di Amazon di consolidare sopra i principali supporti e di riportarsi verso le resistenze dei massimi recenti sarà cruciale per confermare un ritorno di leadership nel comparto di crescita, in un contesto di concorrenza interna molto alta all'interno della stessa “Magnificent Seven”.
Altre large cap USA: tra stabilità difensiva e ciclicità finanziaria
Tra le altre big cap americane, Tesla , Meta , Alphabet , Intel , AMD e Broadcom restano strettamente correlate al tema tech/AI , con grafici giornalieri generalmente impostati al rialzo ma con volatilità superiore alla media dell'indice.
Tesla e AMD mostrano tipici trend più nervosi e RSI che frequentano più spesso le zone estreme, mentre Meta e Alphabet presentano strutture leggermente più regolari, con prezzi che gravitano intorno o sopra le principali medie mobili; Broadcom , grazie al posizionamento nel segmento semiconduttori ad alto margine, continua a sviluppare un canale rialzista di medio periodo.
In questo contesto, i supporti tecnici si concentrano sui recenti minimi relativi e sulle MM50/200 , mentre le resistenze sono costituite dai massimi storici o di ciclo: nel breve, questi titoli restano sensibili alle notizie di settore e possono alternare fasi di allungo a rapide fasi correttive all'interno di trend di fondo ancora positivi.
I finanziari come JPMorgan , Bank of America e Goldman Sachs mostrano grafici giornalieri generalmente ordinati, con prezzi spesso sopra la MM200 e RSI in area neutrale, beneficiando di uno scenario di tassi relativamente elevati e di un contesto di redditività ancora favorevole.
I supporti principali coincidono con i minimi delle ultime settimane e con le principali medie mobili, mentre le resistenze si collocano in prossimità delle aree di massimi pluriennali; nel breve, lo scenario tecnico suggerisce la possibilità di ulteriori fasi di consolidamento ad alta capitalizzazione all'interno di una tendenza di fondo ancora costruttiva per il comparto bancario USA.
I titoli difensivi e di consumo come Procter & Gamble , Coca Cola , McDonald's , Johnson & Johnson ei conglomerati come General Electric e Berkshire Hathaway mantenendo un ruolo di ancoraggio per i portafogli, con grafici quotidiani spesso orientati al rialzo ma con escursioni meno estreme rispetto al tech.
Le quote tendineo a muoversi in prossimità delle MM50 e MM200 , con RSI in prevalenza in area neutra, evidenziando un equilibrio tra fasi di accumulazione e prese di profitto; le principali aree di supporto coincidono con i minimi di periodo e le medie mobili, mentre le resistenze restano allineate ai massimi di ciclo, definendo uno scenario di breve generalmente laterale-rialzista.
Sintesi settimanale: trend ancora costruttivo ma sensibile ai dati macro
Nel complesso, la settimana appena trascorsa conferma un quadro tecnico globale ancora costruttivo: S&P 500 e Nasdaq chiudono con rialzi attorno rispettivamente all'1,1% e all'1,5%, mentre il VIX rientra in area 19, segnale di una volatilità in normalizzazione dopo le recenti turbolenze legate al comparto tecnologico e ai temi geopolitici.
Sul Forex , EUR/USD prosegue la sua fase di debolezza in un canale discendente, mentre GBP/USD mostra i primi segnali di rimbalzo tecnico, e sul fronte delle materie prime Oro e Petrolio restano centrali nella lettura delle aspettative di inflazione , muovendosi in prossimità di aree tecniche chiave. Le principali blue chip USA ed europee mantengono trend di fondo generalmente rialzisti o quantomeno ordinati, con il comparto tech/AI (in particolare Nvidia , Apple , Microsoft , Amazon ) ancora decisivo per la direzione degli indici e il settore bancario a sostegno, soprattutto in Europa.
Nel breve termine, i livelli chiave da monitorare restano le aree di supporto sui principali indici (coincidenti con le MM50 ei minimi delle ultime correzioni), i massimi storici come resistenze e le soglie psicologiche sui cambi EUR/USD e GBP/USD , insieme alle zone di resistenza individuate su Oro e Petrolio . La tenuta di questi livelli manterrà intatto lo scenario di prosecuzione del trend rialzista globale, mentre eventuali rotture significative, soprattutto se accompagnate da un nuovo allungo del VIX , potrebbero aprire scenari di maggiore volatilità e fasi correttive più ampie, sempre da leggere in chiave descrittiva e non operativa.
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