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Rimbalzi sulle borse. E’ finito lo storno?

Matteo Paganini
Head of Italy
3 mar 2020

Chiusura positiva per le borse, finito lo storno?

Ieri i mercati hanno mostrato delle frenate sui movimenti negativi partiti settimana scorsa, con il Dax che ha chiuso a +3% rispetto ai minimi toccati e lo S&P500 che ha performato meglio, con un 6% di rimbalzo dai minimi di giornata. Le tensioni sono ancora palpabili e tutto dipenderà dall’impatto che i timori relativi alla pandemia da coronavirus avrà sui dati macroeconomici che verranno pubblicati da qui in avanti. E’ plausibile che di fronte a pubblicazioni preoccupanti, si tentino degli ulteriori allunghi ribassisti. Quello che è certo è che il sentiment degli investitori risulta ancora scosso e chiama interventismo. Soprattutto sul fronte banche centrali, con la Fedsotto la lente di ingrandimento. Per dare un’idea di come le attese siano cambiate all’interno del mercato, un mese fa le probabilità che si procedesse ad un taglio di tassi di 25 punti erano pari al 15%. Quelle di assistere ad un taglio di 50 punti invece, risultavano pari a 0%. Il che significa 85% di probabilità che i tassi rimanessero fermi al livello attuale. Oggi, le probabilità che nella riunione del 18 marzo si tagli il costo del denaro di 25 punti sono pari a 0%, così come che i tassi rimangano fermi. I futures sui Fed Funds scontano una probabilità al 100% di un taglio di 50 punti base e stiamo attenti che tutto ciò sta diventando aspettativa di mercato. Oltre a questo, Trump non si è fatto attendere dichiarando che l’America deve essere un leader e non un follower di altri istituti centrali di fronte a situazioni come queste. “Come al solito, Jay Powell e la Federal Reserve sono lenti ad agire. La Germania ed altri stanno pompando denaro nelle proprie economie. Altre banche centrali sono molto più aggressive. Gli Stati Uniti dovrebbero avere, per tutti questi motivi, il tasso più basso. Non lo abbiamo”. Fino a che il dollaro rimarrà in correzione, come attualmente sta accadendo a causa delle prese di profitto che hanno seguito le salite precedenti, proprio quando non si avevano aspettative di tagli di tassi, non ci attendiamo nessun commento da parte del presidente Usa, ma attenzione se i flussi di capitale dovessero tornare in acquisto sul dollaro, a quel punto il Tycoon non si farebbe attendere.


Valutario in pausa

Il mercato valutario si trova al momento in pausa. La debolezza delle commodity currencies ha mostrato una frenata, Lo yen è tornato in correlazione con i listini azionari ed il dollaro americano, come detto, so trova in generale correzione contro le principali divise. L’EurUsd è riuscito a recuperare tutte le perdite fatte segnare durante la prima metà di febbraio, tornando a toccare area 1.1175 e facendo terminare la divergenza ribassista settimanale che abbiamo seguito a partire dalla rottura di area 1.0990. L’euro ha dato dimostrazione di ricoprire il ruolo di valuta rifugio in fasi di criticità e se le borse dovessero scendere ulteriormente, non escludiamo la possibilità che esso continui a ben performare. Il cable continua la propria fase laterale, lievemente discendente ed il franco svizzero continua la propria salita nei confronti del dollaro. Questi movimenti sulle major vengono riflessi sui cross, con EurGbp ed EurChf che salgono a causa dei movimenti più forti di EurUsd rispetto, rispettivamente a cable e UsdChf. In caso di approfondimenti ribassisti delle borse, staremo attenti alla possibile prosecuzione dei movimenti rialzisti di euro yen e franco (tutti contro dollaro), con il biglietto verde che potrebbe invece andare a rialzare la testa contro le valute legate alle commodity ed alla sterlina.

EurUsd – grafico giornaliero
EurUsd – grafico giornaliero
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