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Petrolio. Cosa fare

Matteo Paganini
Matteo Paganini
Managing Director - Chief Analyst
Dec 5, 2019

Oggi comincia la riunione dell’OPEC a Vienna, per cui occorrerà prestare molta attenzione ai molto probabili aumenti di volatilità che il mercato potrebbe mostrare. I prezzi del greggio stano mostrando infatti dei continui saliscendi non supportati da alcuna logica, ma tra oggi e domani potrebbero crearsi dei movimenti finalmente interessanti da seguire. Molti analisti, settimanalmente, continuano a monitorare con grande attenzione i dati relativi alle scorte di petrolio, preparandosi da un punto di vista operativo ed andando ad ipotizzare scenari di reazione da parte dei prezzi che molto spesso non si realizzano. Tempo perso a nostro parere, in quanto non esistono statistiche sufficientemente valide per supportare un approccio di questo tipo (a meno che non si abbia una molto alta propensione al rischio dal punto di vista di probabilità di realizzazione del movimento di reazione delle quotazioni) e a causa del fatto che l’orizzonte temporale di comunicazione del dato risulta, a nostro parere, troppo corto. Immaginate una pubblicazione sulle scorte mensile o trimestrale: quello sì che potrebbe portare a movimenti ipotizzabili ed interpretabili. Tutto questo per ribadire il fatto che, in conclusione del meeting OPEC, potrebbero nascere scenari interessanti da seguire. Attualmente i tagli alla produzione sono pari a 1.2 milioni di barili al giorno e si rincorrono analisi di scenari da parte delle grandi banche che vedono la possibilità di un incremento dei tagli a 1.5 milioni di barili al giorno, di un allungamento dell’orizzonte temporale oltre l’attuale marzo 2020, con la possibilità che si decida di estendere la decisione tra i 3 ed i 6 mesi, ovvero di un mantenimento dello status attuale. Nel primo caso, esse sostengono che il prezzo potrebbe crescere, nel secondo che potrebbe risultare alta incertezza nelle quotazioni, con possibili movimenti bidirezionali, nel terzo invece le quotazioni potrebbero invece scendere in maniera impetuosa. Tutti scenari che hanno un senso logico e che risultano condivisibili, soprattutto di fronte a prezzi che ultimamente non riescono a trovare una logica macroeconomica sottostante. E’ una delle poche volte in cui ci troviamo d’accordo con quanto appena visto, le nostre aspettative rispecchiano infatti delle possibili reazioni secondo le logiche appena citate, vediamo da un punto di vista tecnico come seguire il mercato.

Petrolio

Dal mese di giugno ad oggi stiamo vivendo una lateralità ampia, con le quotazioni che si stanno sostanzialmente muovendo tra area 50 e area 60, a parte un tentativo, trascurabile se pensiamo all’individuazione di un range indicativo, di estensione verso area 63.00, livello da poter utilizzare per settare eventuali aree di attrazione dei prezzi in caso di partenza di movimenti rialzisti. Attualmente, se guardiamo un grafico giornaliero, l’unico in grado di mostrare una situazione tecnica an ostro parere interpretabile secondo statistica e potenzialmente lavorabile, vediamo che le quotazioni si sono mantenute all’interno di un canale rialzista a partire da ottobre fino esattamente a metà novembre, quando i prezzi hanno perso forza rialzista ed hanno tentato delle rotture ribassiste del canale interrottesi prima di area 54.70. Da qui le quotazioni hanno rimbalzato fino ad area 58.30/58.70, dove esse hanno interrotto nuovamente la salita, per tornare su 54.70, da dove siamo ripartiti per tornare esattamente su area 58.30/58.70, creando cosi una fase di lateralità molto ben definita che potete notare in giallo sul grafico. Bene, questa risulta l’ampia congestione da seguire a nostro parere per pensare a tentativi di estensione, a rialzo o a ribasso dei prezzi. In caso di superamento di zona 58.70, le quotazioni potrebbero tentare delle estensioni verso 59.30 e 59.50, zona che se raggiunta con uno stocastico che gira a rialzo potrebbe dare adito a tentativi di estensione ulteriore verso 60.30/60.50, area che se raggiunta potrebbe lasciar pensare ad ulteriori tentativi di allungo verso 61.30. In caso contrario invece, occorrerebbe pensare a potenziali tentativi di estensione verso le aree di minimi statici precedenti, passanti per 53.70/54.00, 52.70/53.00 e 51.70/51.50. Occorre scalare su time frame più bassi rispetto al daily se si studiano scenari di ripartenza ribassista, in quanto l’area passante intorno a 57.70 potrebbe risultare propedeutica a primi tentativi di ridimensionamento delle quotazioni verso 57.30, 56.70 , area che se superata potrebbe lasciare spazio a tentativi di estensione verso 56.30, 56.00 e 55.30. Come vedete, i punti interessanti, risultano crearsi esattamente sulle aree che io definisco le mie aree statistiche, ossia sui 30 punti prima e dopo le figure rotonde (per approfondimenti contattatemi pure o seguite il Trading Hub, dove abbiamo modo di approfondire questi concetti).

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