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Borse: correzioni finite?

Matteo Paganini
Managing Director - Chief Analyst
Jun 16, 2020
Gli indici di borsa hanno corretto e lo hanno fatto velocemente. Esiste un motto sui mercati che dice “si sale con le scale e si scende con l’ascensore” che puntualmente viene rispettato e anche questa volta si è puntualmente verificato. Ma cosa è cambiato rispetto a settimana scorsa?

Dax e SP500: ripartenze in vista?

Gli indici di borsa hanno corretto e lo hanno fatto velocemente. Esiste un motto sui mercati che dice “si sale con le scale e si scende con l’ascensore” che puntualmente viene rispettato e anche questa volta si è puntualmente verificato. Ma cosa è cambiato rispetto a settimana scorsa? Tendenzialmente nulla, se non il fatto che ci avviciniamo a livello temporale alla resa dei conti, quando i mercati capiranno quello che predichiamo da un po’ di tempo, ossia i numeri reali che descriveranno l’impatto sulle diverse economie di questo stop economico imposto dalla pandemia. Siamo un disco rotto, ce ne rendiamo conto, ma attualmente questo concetto è quello che muove i flussi di capitale che sono tornati velocemente sul rischio andando a vendere dollari su tutta la salita di borse e che sono pronti a rispettare, nel breve periodo, le correlazioni che vedono dollari venduti a fronte di acquisti di rischio e viceversa, con lo yen che pian piano sta provando a tornare a correlarsi con l’andamento del rischio. La ricerca di quei rendimenti latitanti sul reddito fisso non è a nostro parere ancora terminata, seguiamo con attenzione le evoluzioni dei prezzi, stando comunque pronti a confrontarci con possibili approfondimenti ribassisti che se avverranno, con alta probabilità, saranno potenzialmente violenti.


Oro: ancora sugli scudi

Il metallo giallo continua a mostrare la sua mancanza di correlazione con tutto. Non viene acquistato quando il dollaro scende e non viene venduto quando il dollaro sale. Non viene acquistato quando le borse scendono e non viene venduto quando le borse salgono. Per lo meno con costanza, il che rende i suoi movimenti del tutto non lavorabili secondo approcci correlativi. Continuiamo a guardarlo da un punto di vista prettamente tecnico dunque. L’area di 1745 sarà importante in quanto, se superata, potrebbe condurre a tentativi di estensione rialzista verso 1755 e 1765, area che se raggiunta potrebbe lasciare spazio a tentativi di estensione verso la zona di 1795.

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Oro - grafico giornaliero


Petrolio

Dopo i nuovi accordi sui tagli alla produzione che continueranno fino alla fine di giugno (9.7 milioni di barili al giorno), il mercato sta iniziando a scontare delle estensioni temporali per questi tagli, iniziando a scommettere su possibili target temporali verso la fine dell’estate. I prezzi hanno per il momento frenato la propria correzione e ci stiamo avvicinando alla costruzione di scenari tecnici daily interessanti sia sul WTI che sul brent (per i quali occorre avere ancora pazienza ma che debbono essere iniziati a studiare), con il primo che in caso di superamento di area 37.70 potrebbe tentare degli allunghi verso 38.70 e 39.70, mentre in caso di approfondimento sotto 36.30 potrebbe tentare dei ridimensionamenti verso 34.70 ed il secondo che può seguire a ruota questi movimenti. Qui le correlazioni rimangono molto stabili.

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Petrolio - grafico h1


Valutario: dollaro in pausa

Dopo le forti vendite di dollaro che hanno accompagnato le salite di rischio il valutario si trova ora in pausa. Le ricoperture sul dollaro americano si sono per il momento fermate ma non dobbiamo escludere che possano continuare, così come, in caso di ripartenza dei flussi in acquisto sugli indici, crediamo che possano verificarsi nuove vendite. Siamo di fronte ad un mercato sul quale occorre aspettare delle rotture direzionali sui singoli rapporti di cambio, da valutare tecnicamente su ogni coppia, mantenendo una visione che consideri euro e sterlina direzionali e correlati tra di loro, yen e franchi correlati con il rischio, canadese correlato con il petrolio e commodity currencies che sono le prime a dare avvisaglie di direzionalità del dollaro americano.

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