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Avversione al rischio, uscita dal dollaro e petrolio sotto pressione

Matteo Paganini
Matteo Paganini
Gerente General - Chief Analyst
Mar 6, 2020

Yen ed oro comprati

Grafici puliti e correlazioni che sono rispettate. UsdJpy è sceso, l’oro è salito, le borse sono nuovamente scese verso i punti di minimo, evitando di andare a rompere i massimi relativi e tornando in maniera abbastanza repentina al test dei livelli di minimo. Le tensioni continuano a farsi sentire ed abbiamo il sentore che, come scrivevamo in settimana, le brutte notizie sul fronte coronavirus non siano ancora arrivate al termine. A rischio di divenire ripetitivi, occorre ribadire che gli effetti sull’economia reale continueranno ad essere i catalizzatori dell’attenzione e gli interventismi da parte di Stati e Banche Centrali saranno l’ago della bilancia. Rischi di ulteriori approfondimenti sul fronte borse non sono da escludere, stiamo molto attenti. Stiamo attenti anche ai possibili movimenti riguardanti il cross EurChf, con il dollaro sotto pressione e le valute rifugio in acquisto, qualsiasi frenata di EurUsd potrebbe aprire le porte a tentativi di estensione ribassista per il cross, che potrebbe chiamare a futuri interventi da parte della SNB.


Fuga dal dollaro?

Notiamo dei flussi di capitale in uscita dal dollaro americano, il che significa che si stanno gradualmente concretizzando le aspettative di ulteriori tagli di tassi da parte della Federal Reserve. I futures sui Fed Funds scontano un ulteriore taglio di tassi di 50 punti il prossimo 18 marzo, con una probabilità attualmente del 74% ma che è risultata anche più alta. Il fatto che si sconti un attivismo più veloce da parte della Fed rispetto alle altre banche centrali, come scrivevamo ieri, potrebbe continuare a mettere pressione al dollaro americano e, riprendendo le nostre parole “Trump potrebbe sorridere” di fronte ad una situazione che vede il dollaro in perdita di valore.


Petrolio e OPEC

Anche su questo tema, le tensioni non mancano. Gli appartenenti all’Opec hanno facilmente concordato un ulteriore taglio di produzione pari a 1.5 milioni di barili al giorno, per cercare di arginare la continua caduta dei prezzi iniziata per motivazioni prettamente tecniche e che sta continuando a causa della situazione generale. La Russia però sta mettendo un potenziale veto, che potrebbe essere in grado di fermare il progetto e di far saltare il cosiddetto Opec Plus. Vediamo cosa ci diranno oggi al termine del vertice di Vienna, e stiamo molto attenti a possibili continuazioni degli approfondimenti ribassisti del petrolio in intraday verso area 44.70 e 44.30, prima di valutare eventuali notizie che sanciscono l’arrivo di un’intesa, che potrebbe condurre a rimbalzi.

Petrolio – grafico 4 ore
Petrolio – grafico 4 ore